Clara Toninelli

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Ultime recensioni inserite

Il cavallo di Torino - un film di Béla Tarr

Se una notte di queste ti senti di umore blu, hai pazienza, e una ciotola di pistacchi sottomano, prego, accomodati.
Tieniti pronto, dall'inizio alla fine del film, ad essere sbattuto da un vento incessante, rapinoso. Tieniti pronto al buio, alla terra desolata, all'immobilità che porta fuori dal tempo.
(Tuttavia, le mura rovinose della casa di pietra, isolata nel nulla, tengono. Le lucerne vengono accese. Il cavallo, anche se sfinito, è nella stalla: al riparo).
Come esseri umani, non possiamo evitare la fatica, la furia (degli elementi, della storia, degli uomini), la morte. Ma possiamo restare a guardare da una finestra le foglie che turbinano.

Film in bianco e nero privo di azione, talmente concreto nella ripetizione dei gesti da divenire astratto. Visivamente splendido. Le parole pronunciate sono pochissime, il silenzio e le variazioni minime di un basso continuo salmodiante bastano.

Fienili - Roberto Innocenti

Non è un libro rilegato questo, ma una sorta di cahier d'artist a fogli sciolti, con un'introduzione un po' ricercata e stampata a caratteri troppo piccoli.
Gli acquarelli di Innocenti, come sempre, sono fedeli alla realtà e rispettosi del mondo rurale toscano che ritraggono con particolare attenzione e vicinanza emotiva. Lo si vede da tanti dettagli, di colore, di atmosfera, di animazione della scena (gatti, fiori, piccole edicole con madonnine, pozzi visti di scorcio). Persino gli edifici dai muri sbrecciati sono ingentiliti dalla presenza di un uccellino, o di un rosmarino fiorito.
28,00 €, però, mi sembrano troppi per quest'opera, persino per Innocenti.

Mia madre è un fiume - Donatella Di Pietrantonio

Dopo aver letto l'Arminuta , questo romanzo mi pare un po' acerbo, benché singolare. La lingua è anche qui il cardine che regge tutto; il tema ricorrente sempre quello della madre distante che non è riuscita a mettere radici d'amore nella figlia, ma fitte di nostalgia incolmabili.
Ruvido.

Cielo rosso al mattino - Paul Lynch

Storia violenta di caccia all'uomo, ai tempi dell'immigrazione irlandese negli USA (1832).
La cappa ineluttabile del Fato grava sulle azioni dei personaggi, rischiarata da brevi momenti lirici che tornano presto ad incupirsi. La parte che ho preferito è la prima, ambientata nel Donegal [brughiera, boschi, povera gente]: la si legge col cuore in gola, braccati.
Cormac McCarthy aleggia dietro ogni foglia.

Voracità - Elfriede Jelinek

Impervio e volutamente scosceso, questo romanzo dissuaderà facilmene il lettore in cerca di svago o riposo. Elargirà invece soddisfazione a chi non tema la fatica, le pareti nude, le porte strette.

Sicuramente la signora Jelinek, Premio Nobel per la Letteratura 2004, non teme di essere cruda e caustica e provocatoria. Attento, dunque, a dove posi le mani e i piedi, durante la scalata. I bordi della sua scrittura sono così taglienti che potrebbero farti sanguinare.

Poemario di campo - Alonso Palacios, Leticia Ruifernández

Che piccolo libro splendente! Poesie e acquarelli spandono luce con la loro semplicità e bellezza.

Il formato particolare, stretto e molto allungato; l'incantevole custodia che squilla e chiama dal rosso dei suoi papaveri; la sottostante copertina rigida lavorata come un bassorilievo monocromatico bianco: tutto è raffinato e oggetto di un'ammirevole cura editoriale. La casa editrice Orecchio Acerbo è sempre capace di stupire.

La passione del corpo - Clarice Lispector

Ucraina di nascita, brasiliana d'adozione: sarà questo il segreto della scrittura di quest'autrice di culto?
In questi racconti brevi, scrive come uno potrebbe ballare una samba: festosamente, con movimenti rapidi e fluidi, e guizzi personalissimi e imprevedibili. A fianco di Madama Morte, sotto le stelle del cielo.

Il sapore del riso al tè verde - un film di Yasujiro Ozu

"Il sapore del riso al tè verde", "Erbe fluttuanti", "Fiori d'equinozio": non sono già una poesia questi titoli?
Se hai uno spirito contemplativo, i film di Ozu potrebbero farti dire, come a Wim Wenders: "La cosa più simile al paradiso che abbia mai incontrato è il cinema di Ozu".

PS: film in b/n, in giapponese (con sottotitoli).

Teste mozze - Frances Larson

Brillantissimo saggio di antropologia, curioso e affascinante. Scritto benissimo, non manca di suscitare interrogativi etici e filosofici, senza essere mai pesante.

Yeruldelgger. Morte nella steppa - Ian Manook

L'ambientazione insolita rende questo giallo affascinante. La misteriosa Mongolia, con le sue vaste steppe e Ulan Bator, la capitale, in bilico fra tradizione e modernità, è uno sfondo suggestivo e interessante di per sè.
Il commissario duro e puro, provato dalla vita, è naturalmente sempre il benvenuto nel cuore del lettore.

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Ultimi post inseriti nel Forum

Re: Piccola biblioteca lesbica

Ci sono anche le bellissime poesie di Carol Ann Duffy, "Lo spendore del tempio";
il fumetto "Non ti avevo nemmeno notato";
alcune parti del libro "Ragazzo da parete", da cui han tratto anche il film "Noi siamo infinito".
Ciao!

Re: Lo scrittore delle passioni dal profondo

Uno scrittore meraviglioso, così appassionato imperfetto traboccante,
capace di guardare nel sottosuolo del cuore umano,
i suoi indimenticabili umani troppo umani personaggi,
i suoi romanzi nell'essenza più veri del vero...

I miei preferitissimi:
lunghi: I fratelli Karamazov, L'idiota
brevi: Il giocatore, La mite

Re: La vita davanti a sè - Romain Gary

Bel libro, Piero, condivido; di un grande autore (dalla vita ancor più romanzesca dei suoi romanzi, per altro...)

Fra gli altri suoi scritti sempre belli che ho letto, a me è piaciuto particolarmente anche "La promessa dell'alba";
(anche qui torna quell'intrecciarsi stretto di umorismo e tragedia e malinconia e coraggio)

Re: Caro libro, nun te regghe più!

F. BEGAUDEAU, Verso la dolcezza, Einaudi

Stufo di capolavori, hai voglia di un libro insulso? Vuoi finalmente parcheggiare il cervello e farti una passeggiata nello spettegolio di un trentenne immaturo, giornalista sportivo, dalla vita sociale e sessuale altalenante e piuttosto meschina? Benissimo, il libro che cerchi è questo!

[l'autore è lo stesso de "La classe", da cui han tratto il film omonimo, Palma d'oro a Cannes, piuttosto buono.
Questo secondo romanzo, di promettente ha mantenuto solo il titolo! ]

Re: Venezia

Il primo che mi viene in mente è un bellissimo classico che si addice all'autunno: *Morte a Venezia*, di Thomas Mann.

Ciao!

Re: Il gioco degli incipit

Marta, il bel gioco è durato proprio poco!
Hai indovinato; la risposta è *Delitto e castigo*.

Allora rilancio:

" Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi per certo era questa: che mi chiamavo ............... E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudendo gli occhi e gli rispondevo:
- Io mi chiamo...............
- Grazie caro. Questo lo so.
- E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non saper neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorenza:
- Io mi chiamo ................."

Il gioco degli incipit

Facciamo un gioco. Vi dico l'inizio di un romanzo famoso, e chi vuole prova a indovinare:

" In una giornata estremamente calda del principio di luglio, verso sera, un giovane scese in strada dalla stanzuccia che aveva in subaffitto nel vicolo di S. e lentamente, come fosse indeciso, s'avviò verso il ponte di K.
Per la scala, evitò felicemente l'incontro della sua padrona di casa. La stanzuccia di lui veniva a trovarsi proprio sotto il tetto di un alto casamento a cinque piani e rassomigliava a un armadio più che a una dimora. La padrona che gliela affittava, vitto e servizio compresi, abitava una scala più in basso..."

Vi è venuta qualche idea?

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