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La morte felice
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Camus, Albert <1913-1960>

La morte felice

Milano : Rizzoli, 1971

نبذة مختصرة: Composto da Albert Camus prima de Lo straniero e lasciato intenzionalmente inedito, La morte felice è già opera autonoma, sguardo lucido e solidissimo sull'umano nelle sue manifestazioni più estreme. Un romanzo che un altro grande scrittore francese contemporaneo di Camus, Andre Gide, considerava la crisalide nella quale si formava la larva delle sue opere successive. Un romanzo che è dunque al contempo narrazione e progetto di narrazioni.

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C'è un tema ossessivo in tutta la durata del romanzo: cos'è la felicità, quando la si raggiunge e perché è destinata a finire? Camus non è uno scrittore facile da leggere: è necessario averne voglia e sentirsi preparati a combattere. Strano, eppure lui stesso non si dichiarava né pessimista né nichilista. Forse, ma questo lui non lo sa, era affetto da disturbo bipolare.
Questo giustificherebbe l'apatia del protagonista, -alter ego?-, che salta da una vacanza mitteleuropea in odore di Kafka (qui sono i cetrioli sott'aceto a impregnare l'aria anziché i cavoli), giù giù, fino ad Algeri, in una villa baciata dal sole, ospite di tre meravigliose ragazze - ma anche inevitabilmente felici solo a metà. Eppure di quella casa diranno: non è un luogo dove ci si diverte, ma un luogo dove si è felici. In effetti Mersaul, il protagonista, a Praga sente volar via la felicità ma la ritrova sul caldo Mediterraneo, bulimico di sole e d'amore. Sia ben chiaro il romanzo appare un po' slegato ma la scrittura non è mai banale. Si notano molte similitudini con altre opere: Sartre, Proust, Kafka e, perché no, anche se stesso. Ne "Lo straniero" si adombrano molte similitudini, a parte il nome del protagonista che è lo stesso, anche il tenore di vita, la pletora di personaggi che popolano la storia e il delitto. Resta un dubbio: come morire felici? Ossia vivere felici fino al punto che anche la morte sia felice? Potrei azzardare una risposta: diventare buddisti. Ma, bando alla privacy. Comperai questo bel volume a metà degli anni '70. Porta la data del '71, prima edizione Rizzoli. Dopo letto, lo passai a Liliana. Ci conoscevamo da pochi mesi. Quell'anno aveva la maturità all'istituto Magistrale. Cara Lily, ci amammo con l'inesperienza che rende tutto un pochino goffo ma estremamente genuino. Parlammo a lungo di Camus. Tu dicesti che se non fosse morto così giovane sarebbe diventato uno splendido fricchettone e non avrebbe disertato Woodstock. Poi le nostre strade si divisero: tu con un gamer ed io a annusare l'Atlantico oltre le Colonne d'Ercole. Ti ho rivista una quarantina di anni dopo. Avevi una boutique che, se ricordo bene, si chiamava Bubble, vicino a piazza della Loggia. Fisico autunnale ma con gli stessi occhi azzurri di un tempo. Entrai, e con un filo di arroganza ti dissi: ciao Lily, come stai? Mi squadrasti, espressione selvaggia dicendomi scusi ma lei chi è. Hai aperto e richiuso i cassetti della memoria poi ti sei bloccata ho visto le tue pupille dilatarsi e mi hai detto semplicemente madona madona roberto! E ti sei messa a piangere.

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