Categorie di documenti da catalogare

Oggetto e modalità della descrizione bibliografica

Criteri generali di descrizione bibliografica

 

Il Protocollo di scelte catalografiche della RBBC è redatto seguendo gli strumenti nazionali di riferimento quali il codice di catalogazione nazionale (Reicat) e il Thesaurus del Nuovo Soggettario, lo strumento internazionale di classificazione bibliografica (CDD) e recepisce indicazioni dal modello concettuale IFLA-LRM.

Per rispondere al principio fondamentale che regola il catalogo, ovvero l’interesse dell’utente, nel corso degli anni il Protocollo si è in parte discostato dalla rigida e statica tradizione catalografica, procedendo verso una logica catalografica dinamica finora elaborata molto a livello teorico, ma poco su precisi modelli operativi. Ed è per questo motivo che il Protocollo di scelte catalografiche si è evoluto andando ben oltre i modelli teorici generando scelte operative avanzate come quella di costruire il catalogo attorno al record d’opera, adottando un’indicizzazione semantica per parole chiave più vicina alle consolidate abitudini di ricerca nel web, ed alla costruzione di una rete di relazioni (rete sindetica) tra le varie voci di autorità che permette all’utente di navigare all’interno del catalogo.

Qualsiasi logica catalografica si decida di seguire, gli obbiettivi che un catalogo deve avere, così come sanciti dai Principi internazionali di catalogazione (ICP, 2016), sono quelli di consentire all’utente di:

  • trovare una o più risorse
  • identificare una risorsa che corrisponda a quella cercata
  • selezionare una risorsa in base ai requisiti posti dall’utente
  • ottenere accesso a un esemplare
  • navigare nel catalogo mediante la predisposizione logica dei dati d’autorità e la presentazione delle relazioni

Fulcro dell’attuale architettura catalografica sono le entità, ovvero gli oggetti d’interesse fondamentali per gli utenti di un sistema informativo bibliotecario.

Le entità su cui è costruito il catalogo della RBBC sono:

  • autoriali (persone, enti, famiglie)
  • semantiche (argomenti e classificazioni)
  • cronologiche (indicazioni temporali)
  • geografiche (indicazioni di luogo)
  • opere e manifestazioni

Svolta dell’intero processo catalografico consiste nell’identificare una voce di autorità, definendola nella sua natura ontologica, redatta da attributi e relazioni che gli sono propri e mediante diversi tipi di relazioni, collegarla all’interno del catalogo a seconda della funzione svolta. Si procede in tal modo ad un’applicazione pratica del modello concettuale IFLA-LRM, definendo per ogni tipologia di entità un livello di precisione appropriato. Sezioni dedicate illustrano di volta in volta i criteri per la costruzione delle voci e quali relazioni intercorrono tra di esse.

Rispetto alle Reicat, il Protocollo evidenzia scelte laddove sono necessarie, ma non interviene su ogni singolo paragrafo che offre delle possibilità; l'indicazione generale è quella di non appesantire il record con elementi che sono considerati non essenziali dal codice stesso.

Focalizzando l’attività catalografica sulla creazione e gestione delle voci di autorità, si è stabilito per quanto riguarda la descrizione bibliografica di non appesantirla con informazioni che vengono fornite in altre parti del record, senza per questo stravolgerne la chiarezza o la possibilità di identificare il documento.

Le Reicat prevedono che ogni elemento di accesso presente in un record bibliografico sia giustificato da informazioni fornite in descrizione in forma esplicita, implicita o almeno generica (Giustificazione degli elementi di accesso, 0.4.6). Conseguenza della scelta di alleggerimento della descrizione bibliografica è il venir meno a questa indicazione, ritenendo comunque che la riconoscibilità del documento non sia compromessa.

Aprile 2024