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× Genere Fiction
× Data 1544
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× Soggetto Amicizia

Trovati 2 documenti.

Ciceronis De officiis libri III. Cato maior, vel De senectute, ad T. Atticum: Lelius, vel De amicitia, ad eundem. Paradoxa stoicorum sex, ad M. Brutum. Somnium Scipionis ex lib. VI. De Republica. Notata in margine lectionum varietate, atq; adscriptis Pauli Manutii adnotationibus. Quibus accesserunt Fulvii Vrsinii in eosdem libros Scholia
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Materiale linguistico antico

Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.> - Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.>

Ciceronis De officiis libri III. Cato maior, vel De senectute, ad T. Atticum: Lelius, vel De amicitia, ad eundem. Paradoxa stoicorum sex, ad M. Brutum. Somnium Scipionis ex lib. VI. De Republica. Notata in margine lectionum varietate, atq; adscriptis Pauli Manutii adnotationibus. Quibus accesserunt Fulvii Vrsinii in eosdem libros Scholia

Brixiae : apud Polycretum Turlinum (Brixiae : apud Polycretum Turlinum, 1607)

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Abstract: Si tratta di una breve composizione che presenta un commento a sei affermazioni paradossali del pensiero stoico, che Cicerone tenta, con la sua arte retorica, di rendere accessibili al grande pubblico dei lettori. L'impresa è stimolante per il grande oratore, soprattutto se si tiene conto che gli Stoici adoperavano sovente un linguaggio sintetico e difficile, se non addirittura astruso. La trattazione filosofica si arricchisce di una vasta esemplificazione tratta dalla storia nazionale e dai suoi personaggi più famosi nonché di una serie di ritratti, ricavati dalla vita di ogni giorno.

M. Tullii Ciceronis Opera quae supersunt omnia ac deperditorum fragmenta recognovit et singulis libris ad optimam quamque recensionem castigatis cum varietate Lambiniana 1566, Graevio-Garatoniana, Ernestiana, Beckiana, Schuetziana ac praestantissimarum cuiusque libri editionum integra, reliquae vero accurato delectu brevique adnotatione critica edidit Io. Casp. Orellius. Voluminis IV. Pars II
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Materiale linguistico antico

Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.> - Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.>

M. Tullii Ciceronis Opera quae supersunt omnia ac deperditorum fragmenta recognovit et singulis libris ad optimam quamque recensionem castigatis cum varietate Lambiniana 1566, Graevio-Garatoniana, Ernestiana, Beckiana, Schuetziana ac praestantissimarum cuiusque libri editionum integra, reliquae vero accurato delectu brevique adnotatione critica edidit Io. Casp. Orellius. Voluminis IV. Pars II

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Abstract: Dialogo filosofico condotto secondo la prassi accademica, il De natura deorum, composto negli anni del ritiro dalla vita pubblica, si configura come una vera e propria summa del pensiero di Cicerone, sia sul piano filosofico sia su quello religioso, andando a costituire così un testo di estrema importanza per tutti coloro che intendono avvicinarsi allo studio della religione romana. L’opera si articola in tre libri, scritti a partire dalla fine dell’estate del 45 a.C., dedicati a Marco Giunio Bruto, ognuno dei quali dedicato all’esposizione critica di ciascuna dottrina filosofica rappresentata da tre interlocutori: l’epicureo Velleio, lo stoico Balbo e l’accademico Cotta.