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Gli ultimi messaggi del Forum

Nietzsche - sceneggiatura di Michel Onfray

"Credi che qualcuno possa davvero mettere la mano sul fuoco per dimostrare ai propri nemici che non ha paura della morte e di quello che gli potranno fare?"
"Assolutamente no; è solo un'ideale romano, troppo bello per essere vero."
"Invece io ci credo."

Questa biografia della Stella Danzante in forma di graphic novel inserisce molti dettagli ancora dibattuti e controversi sulla sua vita, ma nel complesso rende giustizia alla figura di Nietzsche, come uomo e come filosofo. Decisamente consigliata.

"Nessuno legge i vostri libri; siate ragionevole e arrendetevi all'evidenza: non siete fatto per la filosofia."

Ma lui ci ha creduto lo stesso; sapeva che la strada per la verità è elitaria.

Per questo mi chiamo Giovanni - Luigi Garlando

Ogni volta che lo leggo mi emoziono... Sarà per la tematica trattata a me cara oppure per la capacità dell'autore nell'affrontare con semplicità un problema così complesso e difficilmente spiegabile ad un bambino: la legge della maestra e la legge di Tonio, la legge dello Stato e la legge della mafia.
Sul filo della vita di Giovanni Falcone, un papà cerca di far comprendere al proprio figlio che l'illegalità la si combatte sin da bambini e, se proprio si è caduti nella sua trappola, non è mai troppo tardi per uscirne.
"Il mostro è ancora vivo ma Giovanni ci ha insegnato che si può sconfiggerlo" ... se si vuole!
Frammenti di questo libro sono stati sceneggiati nel film-documentario "Io ricordo", inframmezzati da testimonianze di familiari di vittime di mafia.
Il libro è superconsigliatissimo per ragazzi, anzi dovrebbe essere un passaggio di crescita obbligato; il film è una visione più impegnativa che va accompagnata da un'adeguata attività di supporto.

La donna capovolta - Titti Marrone

Originale e profondo, apre ad una realtà che non vorremmo conoscere e che invece si impone, portando al lettore sentimenti e pensieri di grande emozione seppur dolorosi; i temi della vecchiaia, della longevità e della malattia che appesantiscono le famiglie, portano infinita tristezza, ma al contempo insegnano la rassegnazione ad una realtà ineludibile.
Difficile dimenticare un libro così umano, capace di smuovere le nostre coscienze assopite, facendo emergere il dramma delle badanti straniere che liberano la nostra vita da problemi insostenibili a prezzo di sacrifici durissimi, rimasti troppo spesso senza un "grazie di cuore" che possa almeno riconoscerne il grande valore.

Parliamo di musica - Stefano Bollani

Con una scrittura colloquiale, fresca e sorridente, il grande jazzista milanese racconta in tanti capitoli brevi - volutamente molto semplici e indirizzati ad un pubblico generico - cos'è la musica. Lo fa con passione, libertà e umorismo, come nelle sue interpretazioni.
Forse qualche musicologo o addetto ai lavori potrebbe storcere il naso e accusarlo di semplicioneria.
Tutti gli altri lo adoreranno.

PS: con tutti i musicisti e gli album che Bollani cita, ci si può creare una fantastica play list del meglio da ascoltare almeno una volta nella vita.

#RBBCreadingchallenge2019 - 32: un libro che parla di musica

Nella valle della violenza - Ethan Hawke, John Travolta

Di stelle ne merita quattro perché non è di livello eccezionale, è però molto divertente e ben costruito sfruttando pochi personaggi ed elementi.
L'originalità non sta nella trama, che si regge soltanto sull'utilizzo di abbondanti topòi western, ma nella lettura ironica - mai comica - ed affezionata che ne fa.
Pathos discreto e collaudato, buono per attraversare un pomeriggio afoso e polveroso.

A tempo pieno - Aurélien Recoing, Karin Viard

Un uomo perde il lavoro, e non riuscendo a “riciclarsi” o forse non volendo, finisce per costruire un’elaborata menzogna: un nuovo incarico presso l’Onu a Ginevra, entrate fisse e sostanziose, benefit che gli consentono, fra l’altro, di ottenere interessi sugli investimenti molto vantaggiosi – altro fumo grazie al quale, per mantenere la farsa, arriverà a truffare parenti ed amici sottraendo loro i risparmi.
Fino al crollo del castello di carte.

Il Vincent di Cantet pare in tutto un gemello del Jean-Claude Romand di Carrére, destinato a mentire non per orgoglio ma per incapacità di adattamento. Il suo “Ho paura di deludere”, emblematico della personalità e della pellicola, esprime molto più di una crisi in ambito lavorativo, che pure viene descritta nei suoi effetti più devianti.
L’esito di questa fuga da se stesso sarà, fortunatamente e fortunosamente, diverso da quello assai tragico per che si ebbe nel caso di Romand. In bilico tra monito ed osservazione rassegnata della realtà, questo è un film con qualcosa da dire, ed anche una ruvida carezza ai deboli di ogni sorta.

The believer - Ryan Gosling ... [et al.]

Come dalla storia di un tizio sballato come Burros [ https://it.wikipedia.org/wiki/Dan_Burros ] possa aver preso forma, alla fine, una raffinatezza simile è mistero della fede: il legame ispirativo si limita, esilissimo, all’ossimoro chiave di ebreo-nazista ed al suo portato di ambivalenza, ma viene sviluppato da Bean (regista, sceneggiatore e cammeo nei panni di Ilio Manzetti) in maniera insuperabile – e lo intendo letteralmente.

In Gosling, a Canadian actor who started at twelve as a TV Mouseketeer alongside Britney Spears (…), Bean has found the perfect actor. Gosling gives a great, dare-anything performance that will be talked of for ages.
(Peter Travers su Rolling Stone, 19 Maggio 2001:
https://www.rollingstone.com/movies/movie-reviews/the-believer-95633/ )

L'onda - un film di Dennis Gansel

Vidi questo film la prima volta in università, durante una lezione di Sociologia (che Dio ci aiuti: dell’intero corso, probabilmente la cosa più utile).
Basato su una storia vera, sulla quale però ancora non sono riuscita a reperire altro materiale; è perfettibile ma efficace nel trasmettere la plausibilità di un evento che raramente convince fino in fondo, ossia che oggi in Europa una nuova dittatura possa emergere.

Mr. Brooks - Kevin Costner ... [et al.]

Okay, il protagonista (assoluto) è un serial killer. Rappresentato però, bene o male, senza il canonico stampino: impossibile far indossare a Costner una maschera seriamente brutale, si opta dunque per un’alternanza tra abito elegante e tenuta chiccosa da “lavoro”, rigorosamente in nero.
Insolito, dal punto di vista (e dalle preoccupazioni) abbastanza originali; non fa certo gridare al capolavoro ma merita almeno un “bravo per averci provato”. Se proprio di mente criminale dobbiamo ogni giorno sciropparci una dose, che sia almeno parlata, interrogata, e persino esteriorizzata nella persona fantasmatica di William Hurt.

Pay the ghost - il vincitore premio Oscar Nicola Cage

Superfluo, fiacco, sciocco. Per giunta con una recitazione deprimente di quasi ogni attore del cast, ed una fotografia oscena. Senza infamia né lode.
Peccato, perché l'idea di base nella sua semplicità avrebbe potuto essere un buono spunto da sviluppare.

16 marzo 1978 - Giovanni Bianconi

"Sulla vita e sulla morte di Aldo Moro giudicherà la storia" (pg 210 dal comunicato della famiglia): magari si potesse giudicare, si avesse il materiale per poterlo fare.
Ero bambina all'epoca ma qualche anno dopo, su richiesta dell'insegnante di scrivere una poesia che fosse letta e giudicata dal grande Eco, scrissi di Moro.Perché da certi fatti non si può prescindere, e si vorrebbe sapere sempre di più, sapere la verità.
Ma a volte i libri non bastano..

R: La verità sul caso Harry Quebert - Joel Dicker

La verità su "La verità sul caso Harry Quebert"?
Pubblico Vostro onore, le accuse mosse, durante l'incontro del Gruppo di Lettura di Chiari venerdì 05 luglio, sono state pesanti: ammettiamo che molti di noi non hanno lasciato scampo al libro e a quel furbastro di Joël Dicker, massacrandolo su più fronti e cercando di smontare ogni sua giustificazione.

L'imputato è stato infatti criticato per le numerose ripetizioni, i troppi colpi di scena, per aver coinvolto e poi deluso i lettori, per avere abusato di dialoghi banali da soap opera e di aver evitato di descrivere molti luoghi e tratteggiare meglio i personaggi.
Il libro è chiuso e mortale, farraginoso, irritante per Giusy e una "N-O-I-A", per molti partecipanti. Sicuramente lo scrittore dovrebbe essere sottoposto a una perizia psicologica per analizzare un complesso di Edipo mai risolto: tutte le madri del romanzo mostrano caratteristiche inquietanti. È una storia ibrida, come la definisce un altro partecipante, in quanto non è un solo un giallo, non è solo un thriller, ma si ferma alla superficie di tante tematiche senza mai approfondirle.

Eppure ci sono state anche alcune prove a supporto di Joël Dicker: è stato in grado di guarire più partecipanti dalla grave malattia del "blocco del lettore", come testimoniano due partecipanti. Senza voler cercare a tutti i costi un senso profondo, le vicende di Marcus e Harry sono avvincenti e intriganti. Un'altra persona sottolinea quanto sia amicale, mentre una giovane ipotizza quanto lo stile dell'autore possa dipendere dalla sua giovane età e dal periodo in cui ha vissuto, quando l'intrattenimento è ormai diventato sinonimo anche di serie tv e streaming on demand, quindi perché non scrivere un libro verso questa direzione? Ecco perché alcune scelte narrative, il testo come una sceneggiatura e i tanti cliffhanger, possono aver trovato posto così facilmente.
Inoltre abbiamo raggiunto il minimo storico, in più di due anni di incontri, dell'età dei partecipanti, grazie a due giovanissime lettrici quindicenni che hanno raccontato di come hanno divorato il romanzo, senza aver visto la serie tv e seppur inizialmente spaventate dalla mole delle settecento pagine.
Non si può ignorare infine il vasto successo che ha avuto e ha, questo longseller, pubblicato nel 2012 e ancora in cima alle classifiche; soltanto di recente ciò si può imputare all'interpretazione di Patrick Dempsey nell'omonima serie tv di Sky.

Quindi come li reputiamo, Joël Dicker e il suo romanzo?
Vi ho esposto i fatti, pubblico Vostro onore; a voi ora la sentenza.