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Gli ultimi messaggi del Forum

Un bacio con gli occhi - Virginia Bramati

Agata, figlia di una coppia di famosi musicisti classici, perennemente in giro per il mondo tra teatri, opere, festival e concerti privati, è una giovane neolaureata in medicina che, dalla culla di Monte Isola dove è nata e cresciuta, decide di trasferirsi per coronare il suo sogno e diventare medico a dispetto della sua famiglia che l’avrebbe voluta pianista concertista.

La sua meta è Milano, città cosmopolita che, a suo avviso, ha alcuni tra i migliori ospedali dove lei, ne è sicura, potrà imparare perfettamente il mestiere e diventare una brava dottoressa.

«Ne ho avuto abbastanza del tragitto casa-università-casa, che prevedeva l’utilizzo di: una bicicletta, un traghetto, due autobus, una metropolitana e un paio di gambe allenate e veloci. Tragitto a cui ho sempre pensato mancasse solo la traversata del lago a nuoto e il tiro con la carabina all’arrivo in facoltà per essere riconosciuto come disciplina olimpica.» (Virginia Bramati, “Un bacio con gli occhi”)

Ma la strada di Agata non sarà semplice, soprattutto per il periodo in cui dovrà cominciare il suo praticantato a Milano, a cavallo tra la fine del 2019 e la primavera del 2020.

É questa la trama principale di “Un bacio con gli occhi” di Virginia Bramati (Giunti, 2022), il nuovo attesissimo romanzo (dopo il successo di “Quello che ancora non sai di me”) dell’autrice milanese che ama ambientare parte dei suoi romanzi nella provincia di Brescia.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/un-bacio-con-gli-occhi-virginia-bramati/

La Valle del Garza e il bresciano in camicia nera, 1919-1939 - Mauro Abati, Firmo Novaglio

Come vivevano e in che modo vedevano il mondo gli abitanti di Caino, Nave e Bovezzo, comuni bresciani della Valle del Garza, durante il ventennio fascista? Qual era il loro rapporto con il regime e come si è modificato il tessuto sociale e antropologico in cui erano immersi, nel più ampio contesto di una Brescia inquadrata in uno stato totalitario?

In assenza di una macchina del tempo, possiamo trovare tutte le risposte a queste domande nel libro “La valle del Garza e il Bresciano in camicia nera, 1919-1939”, attento ed esaustivo lavoro di ricerca promosso dall’ANPI della Valle del Garza e pubblicato dalla Comunità Montana di Valle Trompia nel 2022. Basandosi su documenti provenienti da archivi sia pubblici che privati dei tre comuni presi in esame, gli autori Mauro Abati e Firmo Novaglio ricostruiscono fatti e personaggi bresciani inerenti al periodo storico che dalla fondazione dei fasci di combattimento si dipana attraverso il consolidamento del fascismo e giunge sino alle soglie della seconda guerra mondiale.

Un affresco corale ripieno di dettagli e di testimonianze, ricco di rare fotografie e capace di trasmettere la mentalità e le atmosfere di un turbolento capitolo della nostra storia. Un lavoro collettivo, frutto di molteplici contributi e dell’impegno di un’intera comunità, per conoscere, riflettere e fare memoria. Non da ultimo, un saggio che indaga il fascismo in terra bresciana non solo come movimento politico, ma anche e soprattutto come categoria culturale e fenomeno sociale in grado, nonostante le premesse violente, di conquistarsi un ampio consenso all’interno di una data popolazione.

Il libro inaugura una serie di tre pubblicazioni che arriveranno a trattare, con riferimento al territorio bresciano, tutti i temi fondativi dell’ANPI: l’antifascismo, la guerra e la resistenza, la liberazione, la costituzione repubblicana e la nascita delle istituzioni democratiche.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/la-valle-del-garza-e-il-bresciano-in-camicia-nera/

La meridiana - Shirley Jackson

ARMAGEDDON E BLACK HUMOR

Prendi una villa isolata su una collina, costruita dal capostipite della famiglia per dimostrare ricchezza e potere ai villici e ai paesani, poi riempila di personaggi eccentrici, altezzosi, cinici e un po' folli. *Decisamente* folli, diciamo...
Come la vedi?

Aggiungo che zia Fanny ha riferito che nel parco della magione le è comparso lo spirito del padre che le ha annunciato l'imminente fine del mondo: solo chi starà nelle mura della villa sarà salvato!

Ah, ho detto che nonna ha buttato il figlio dalle scale, ammazzandolo, per restare in possesso della casa?

E che la nuora, a pagina 1, rientrando dal funerale della suddetta vittima, suo marito, ha questo delizioso scambio di battute con la figlia 9nne:
"La giovane Mrs. Halloran, seguendo con lo sguardo la suocera, disse senza speranza: «Magari schiatta sulla soglia. Fancy, tesoro, ti piacerebbe vedere la nonna schiattare sulla soglia?»
«Sì, mamma». Fancy tirò la lunga gonna del vestito nero che le aveva messo la nonna".

Romanzo perturbante, inquietante, ferocemente sarcastico e divertente: se hai voglia di cioccolato fondente e NON di miele, ti piacerà!

Ricette per l'inverno dal collettivo - Louise Glück

Se ve lo steste chiedendo,

"Il libro contiene
solo ricette per l'inverno, quando la vita è dura. In primavera,
chiunque può preparare una buona colazione".
...

(Louise Glück ha vinto il Nobel per la Letteratura nel 2020, "per la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l'esistenza dell'individuo").

Un libro

Non mi aspettavo sinceramente questo successo sui miei bambini. E' un libro gioco, molto divertente.
E' splendido vedere lo stupore dei loro visi ad ogni pagina.
Lo consiglio assolutamente!!!

R: Il gufo che aveva paura del buio - Jill Tomlinson

Molto carino. La soluzione alla paura del buio non arriva subito, così i bambini hanno il tempo di ascoltare le risposte date dai personaggi al piccolo gufo Tombolo (che è il protagonista di questa storia) e pensarci un po' su.
Alla fine Tombolo riuscirà a superare la sua paura del buio.
E' un libro da leggere e rileggere.

Tutta intera - Espérance Hakuzwimana

Alla fine di “Tutta intera”, Espérance Hakuzwimana ringrazia “le bambine e i bambini, perché sono nel buono e dalla parte giusta della storia”. Il libro si apre, invece, con la protagonista Sara che, da bambina, si chiude in bagno, decisa a schiarirsi la pelle con una bottiglia di candeggina. Attraverso gli occhi della protagonista e, di rimando, attraverso gli sguardi di chi intorno a lei la chiama per nome senza riuscire ad abbinarlo alla pelle, il racconto rivela quanto sia complesso definire un’identità per chi non ne può avere una soltanto. L’adozione internazionale, il razzismo, il mondo delle seconde generazioni sono al centro di un romanzo potente, a tratti aspro, che racconta senza reticenze la realtà dell’Italia di oggi.

Nata in Rwanda nel 1991, all’età di tre anni Espérance Hakuzwimana è adottata da una famiglia di Flero, mentre il suo Paese natale è dilaniato da uno dei più sanguinosi genocidi della storia. L’infanzia e l’adolescenza vissute a Brescia vengono rievocate nel romanzo/manifesto d’esordio “E poi basta”, pubblicato nel 2019 dalla casa editrice People. L’opera proietta la voce di Hakuzwimana su scala nazionale, richiamando l’attenzione sulla forza della sua scrittura e sulla sua esperienza di lungo corso come attivista. L’approdo alla casa editrice Einaudi conferma la maturità di un’autrice che non si accoda alle narrazioni facili e rassicuranti, ma racconta le storture di oggi con lo sguardo autentico di chi le vive ogni giorno in prima persona, sulla propria pelle.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/esperance-hakuzwimana-tutta-intera/