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Gli ultimi messaggi del Forum

Un sorriso tra due silenzi - María Dueñas

Un romanzo dinamico, avventuroso, coinvolgente, ambientato tra l'America Latina e la Spagna nella seconda metà del 1800.
La lettura è stata piacevole anche se trovo che l'autrice si dilunghi sempre un po' più del necessario.

Il pane sotto la neve - Vanessa Navicelli

È scorrevole da leggere, scrittura semplice.
A me è piaciuto, mi ha ricordato i miei nonni e il tempo vissuto con loro quando ero piccola.
Lascia un po' di tristezza alla fine della lettura del romanzo.

Dove non mi hai portata - Maria Grazia Calandrone

Riscostruzione da bisogno di affetto travestita da indagine. Se partiamo da una tesi che vogliamo dimostrare, tutte le "prove" porteranno alla sua conferma.
Infatti, come dice l'autrice stessa: "Alla vita dei morti possiamo invero aggiungere quel che vogliamo" (pg 231)

Intervista col vampiro - Anne Rice

Questo romanzo mi è stato consigliato da un lettrice accanita di Anne Rice. Non è così che mi immagino il romanzo gotico per eccellenza, ma sicuramente lo consiglio. L'analisi, le vicende e lo sviluppo del protagonista sono raccontate molto bene, da lettore sembra di seguire Louis in terza persona attraverso i secoli, e le vicissitudini che lo affliggono.

Notturno - [a cura di] Associazione Capitolium

Per la stragrande maggioranza dei bresciani, il Cimitero Vantiniano (o semplicemente “Il Vantiniano”) è il luogo nel quale essi si recano per ricordare coloro che non sono più tra noi. Pochi sanno, tuttavia, che quello di Brescia è il primo cimitero monumentale della storia dell’arte.

A ricordarcelo è lo splendido libro fotografico “Notturno – Fotografia d’arte al Cimitero Vantiniano”, pubblicato da Fen Edizioni e fortemente voluto dall’Associazione Culturale Capitolium, che si è avvalsa degli eccezionali scatti di Stefano Riviera: un viaggio per immagini dall’indubbio valore artistico e culturale, i cui proventi verranno destinati proprio alla conservazione e al restauro dello straordinario cimitero monumentale bresciano.

In una luce totalmente diversa da quella diurna, accompagnato dai versi di autori quali Cesare Arici, Pietro Galvani, Giuseppe Nicolini, Demetrio Ondei, il lettore viene guidato grazie alle splendide fotografie in bianco e nero di Riviera alla scoperta di luoghi ed opere d’arte di rara bellezza e suggestione, a cominciare dalla Cappella di San Michele Arcangelo, posta al termine del viale d’accesso, il cui ingresso è vegliato da due leoni marmorei.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/notturno-fotografia-vantiniano/

Felice chi è diverso - Francesco Savio

«Cercavo la mia visione. Che diavolo avrei fatto nella mia vita? Pedalavo e non trovavo risposta. Sarei diventato come gli altri, rinunciando alle mie aspirazioni per accettare un impiego avvilente, frustrante, senza senso?»
(Francesco Savio, "Felice chi è diverso")

Inizia così “Felice chi è diverso”, il nuovo romanzo di narrativa contemporanea di Francesco Savio, autore bresciano classe 1974, che ha alle spalle altri cinque romanzi di ottima fattura, tra i quali “La sottovita” (Mondadori, 2019). In questo libro, il lettore cammina insieme al protagonista e ai personaggi che si muovono attorno a lui in un microcosmo di colori, suoni e luci mai casuali.

Già la copertina, realizzata dall’illustratore Stefano Bonazzi, ben rappresenta l’intenzione dell’autore di raccontare quella felicità che solo chi è diverso può sperimentare. Proprio come recita il verso di una poesia di Sandro Penna che il protagonista continua ripetere e da cui è ripreso il titolo del romanzo: «Felice chi è diverso / Essendo egli diverso / Ma guai a chi è diverso / Essendo egli comune».

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/francesco-savio-felice-chi-e-diverso/

Cottage garden - [Claire Masset]

Bellissimo manuale quadrotto, ricco di illustrazioni e spiegazioni, dedicato al più scapestrato ed esuberante dei giardini: il cottage garden inglese
Un po' selvatico, un po' campagnolo, privo di rigore formale, ma abbondante in colore, calore e festosità!

Se siete giù di morale, se volete una spolverata di gioia, dovete solo sedervi e immaginarvi di camminare per questi piccoli, fruscianti giardini splendenti...

La pietra nell'arte bresciana - Renata Massa

Saggio minuzioso, documentato, molto interessante, che fa il punto su un caposaldo della produzione artistica bresciana dei secoli scorsi: gli altari lapidei.
I marmorari bresciani raggiungono risultati di grande rilievo in tutti i campi connessi alla lavorazione della pietra, dalla decorazione, all'intaglio, al "commesso" (=intarsio).

Molto importante è anche l'accento che la studiosa pone sulla cultura non solo teorica, ma anche "materiale" del lavoro, allestendo un particolare glossario finale, che salva anche termini non attinti dai dizionari, ma dall'oralità, riferiti alle tecniche e agli strumenti del mestiere, che sarebbero andati altrimenti persi.
Bello!

Lo hobbit, o, La riconquista del tesoro - J. R. R. Tolkien

RECENSIONE CORALE A CURA DE “I MISERALIBRI – GRUPPO DI LETTURA BIBLIOTECA DI CHIARI”

Dopo molti mesi di attesa, finalmente abbiamo letto e discusso quello che qualcuno ha chiamato “una piccola gemma”.

“Lo hobbit” ha positivamente sorpreso alcuni partecipanti, come chi l’ha trovato del tutto inaspettato e non l’avrebbe mai letto se non fosse stato per il gruppo di lettura, e chi l’ha definito rocambolesco non solo per le avventure dei protagonisti bensì per il proprio cambio di idea rispetto all’opera stessa. A un partecipante hanno messo allegria le filastrocche presenti all’interno dei capitoli, mentre un'altra si è dispiaciuta di avere visto i film in precedenza. Qualcuno ha ricordato come questo sia il primo libro con cui lo scrittore inglese di origine sudafricana abbia introdotto i propri lettori nel suo universo, e un'altra persona ha usato l'aggettivo “esplorativo” perché finalmente pure il nostro gruppo di lettura si è avventurato nel mondo fantasy, compresi coloro che avrebbero preferito non entrarci. Non sono mancati infatti dei pareri negativi (come è giusto e normale che sia!): una partecipante si è fermata alle prime pagine perché ha trovato il libro noioso e scialbo, mentre un'altra, che è riuscita a portarlo a termine con fatica, ha osservato che, a parte il riferimento alla madre di Bilbo, nel libro manchino completamente figure femminili.

Non si può negare che “Lo hobbit” abbia diversi livelli di lettura e, forse proprio grazie a questo, riesca ad arrivare a pubblici di diverse età, non solo bambini e ragazzi per cui sembra apparentemente essere stato scritto in prima battuta. Il libro si presta a una marea di interpretazioni. Tolkien costruisce un mondo ricreando l’epica che gli inglesi non hanno avuto, portando n un paese anglicano una visione cristiano-cattolica caratterizzata dalla Provvidenza, perché c’è sempre un’entità indipendente dalle scelte umane. C'è chi si è focalizzato maggiormente sui riferimenti umanizzabili presenti nel testo, perché le creature magiche protagoniste incarnano le stesse caratteristiche e gli stessi valori e difetti degli uomini: dall’amicizia al coraggio, dall’ambizione alla paura, dai pregiudizi verso creature di altre etnie alla brama di arricchirsi. Infine, un altro partecipante che ha detto di avere letto il romanzo in modo molto rilassato ma appassionato, ha messo in luce l’attenzione all’ambiente e il risalto della forza naturale da parte di Tolkien, facendo notare come il drago Smaug possa essere visto come una fabbrica che si espande e inquina sempre più, e che la scienza e la tecnica, se messe al servizio della distruzione, possano condurre alla desolazione.

Al di là dei significati più nascosti, quale morale abbiamo tratto da questa favola per adulti? A Bilbo sono capitate tantissime cose soltanto perché ha lasciato la propria tana e ha agito da scassinatore anche verso l’esterno di sé. Forse, a volte, dobbiamo aprire – se non proprio scardinare – le porte che ci chiudiamo da soli, perché non sappiamo quali magiche e fantastiche avventure ci stiano – ci stiamo – precludendo.

La casa delle magnolie - Flavia Biondi

Si possono costruire belle relazioni senza dimenticarci che l’amore non è solo quello romantico ma è ciò che ci tiene incollati tutti fra noi, non dobbiamo essere parsimoniosi e anzi se possibile regaliamone un po’ di più.