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Shantaram
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Roberts, Gregory David

Shantaram

Vicenza : Pozza, copyr. 2005

Abstract: Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Greg Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. È diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Ma gli anni che seguono vedranno Greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l'Australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a Bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di Bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in Australia a scontare la sua pena. E raccontare la sua vita in un romanzo epico di più di mille pagine.

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L'unica realtà è quella relativa. O assoluta per ogni punto di vista..

Una vera biografia.

Ho letto Shantaram tre anni fa. Ho un ricordo niente male di quella storia. Roberts, il protagonista, era un cocktail di stati d’animo.
Ex rapinatore, ex detenuto in fuga, ex tossico svolge nella vicenda un ruolo poliedrico.
Un po’ Madre Teresa, un po’ Papillon e un po’ Garibaldi. Pure lui riesce ad essere uno e trino. Non è quello che si suol definire uno stinco di santo, però all’interno del romanzo, spesso crudo e diseducativo vi sono molti spunti di riflessione e di umana poesia.
Ho apprezzato il commento di Giovanna Gorlani. Perciò tra i vari epiteti di Roberts, oltre a Madre Teresa, Papillon e Garibaldi, possiamo aggiungervi anche quello di Dalai Lama.

Utente 1044
64 posts

Per prima cosa viene voglia di comprare un biglietto aereo destinazione Bombay. Ed è una sensazione che rimane per mesi...
Vi è mai capitato di aprire un libro, leggerne le prime cinquanta pagine e avere l’impressione di aver spalancato una finestra? Era tanto che non mi capitava di assaporare un’aria nuova, un romanzo avvincente e quasi non ne ricordavo l’esistenza. Questo romanzo di una vita riesce a dare questa piacevole sensazione. Pesa tenere in mano le oltre mille pagine, ma sono tutte leggere e per nulla torrenziale o autoreferenziale; è quasi un romanzo “epico”, australiano o indiano?, che racconta errori e orrori fatti e osservati da un piccolo fuggiasco ricercato, medico improvvisato per poveri e indigenti in un faticente slum.... ma non sveliamo troppo...

Ho letto questo libro quasi per caso, non ne avevo mai sentito parlare ed è stata una sorpresa da 5 stelle. Mi sono trovato a portarlo con me quasi ovunque per poter approfittare di ogni momento libero. Inutile quindi dire che sono stato conquistato praticamente da tutto: un'immersione totale nell'ambiente di Bombay, nella sua strordinaria vitalità e nelle sue contraddizioni, guidati da un protagonista che si cerca, da varie umanità che lo accolgono e lo combattono e da vicende e immagini che rimandano una realtà, che seppur nella sua distanza, senti che ti appartiene. O alla quale vorresti appartenere! Bellissimo!!! Fortunatamente c'è un seguito...

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