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Con in bocca il sapore del mondo
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Stassi, Fabio <1962->

Con in bocca il sapore del mondo

Minimum fax, 2018

Abstract: L'ultima spiaggia di via Veneto e un uomo con il cappotto in ogni stagione (Vincenzo Cardarelli). Un concerto di passerotti sul davanzale e un baritono mancato (Eugenio Montale). Lo scalo di un treno alla foce di un fiume e un accordatore di parole (Salvatore Quasimodo). Il salotto borghese di una casa in collina e un collezionista di farfalle (Guido Gozzano). Un mercoledì delle ceneri e un vecchio capitano in esilio (Gabriele D'Annunzio). Il baraccone di un tiro a segno e l'uomo dei boschi (Dino Campana). Il retrobottega di una libreria antiquaria e un figlio del vento (Umberto Saba). Una raccolta di francobolli e un funambolo solitario e malinconico (Aldo Palazzeschi). Un concerto di bossa nova e un bambino di ottant'anni che aveva la voce di Omero (Giuseppe Ungaretti). L'invettiva contro la luna e una donna che pagava i caffè con dei versi (Alda Merini). Fabio Stassi rende omaggio al Novecento e alla grande dimenticata del panorama letterario nazionale, la poesia, con una coraggiosa avventura mimetica e fantastica. Rimpatria nel mondo questi dieci autori, li fotografa in un gesto, li fa parlare in prima persona, dopo la morte e oltre la morte, da quel punto sospeso dello spazio e del tempo in cui sopravvive la voce di ogni poeta. Ne viene fuori un racconto in presa diretta della loro vita, di quello che pensavano della scrittura, delle idiosincrasie, ossessioni, desideri, dolori, allegrie. Dieci monologhi appassionati e coinvolgenti, una dichiarazione d'amore.

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Alice Raffaele
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L'intento di questo libro (o meglio, raccolta di brevi biografie/storie) è alto: narrare le vite dei principali poeti italiani da metà Ottocento in poi, mescolando i loro anni ai loro versi, decorando le frasi con rime, note, sensazioni. Si nota apertamente il grosso lavoro fatto dall'autore - investigazioni vere e proprie, minuziose e precise, nelle opere dei poeti, nelle analisi e biografie su di loro - e questo meriterebbe assolutamente cinque stelle: complimenti.
Quindi perché solo tre?
Perché un lettore forte percepisce che questi testi sono stati adattati per essere pubblicati in un libro: leggendo nelle note o cercando su Internet si scopre che in origine vi è un programma su Rai 5 di letture ad alta voce, dove le vite dei poeti possono essere così ascoltate.
Ma c'è un'altra ragione, secondo me, dove questa raccolta si perde un po', ed è il fatto che tutte le storie hanno la stessa struttura (i.e., introduzione accattivante, "Nacqui a...", crescita, eventuali disgrazie, morte), cambiano ovviamente i fatti avvenuti e i versi dei poeti stessi. A lungo andare, leggendo una storia dopo l'altra, mi sono annoiata un po' (eccezion fatta per le storie di Campana, della Merini, di Quasimódo).
Un modo per ovviare a questo, e per sfruttare il lavoro di Stassi in maniera brillante, potrebbe essere di usare il racconto scritto o la puntata nelle lezioni di italiano di quinta superiore, per raccontare la vita del poeta studiato al posto che leggerla, così com'è solitamente descritta - noiosa oggettiva e poco accattivante - dal libro di testo.

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