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Il bambino silenzioso - Sarah A. Denzil

Quando si inizia a leggere questo libro non si vede l'ora di arrivare alla fine , intrigante , facile da leggere e molto scorrevole, unico neo spesso si trovano un pò di parolacce che secondo me potevano essere evitate. Sicuramente lo consiglio per chi è appassionato di questo genere di romanzi.

Re: Specchio delle mie brame - Maura Gancitano

È ora di tornare all'autentico senso della bellezza, che è libertà e indipendenza.
Eh sì. E' proprio ora di ritornate al vero senso della bellezza. Una bellezza interiore che rende consapevoli della propria libertà ed indipendenza. Io ci sono arrivata da poco. Ormai quasi settantenne, ma sto vivendo appieno questa consapevolezza. Perché non mi prima, mi chiedo spesso. Il vero motivo non lo conosco, ma credo che dipenda dal fatto che ultimamente sto frequentando solo persone splendide che hanno l'esatto senso della bellezza. Cioè libere ed indipendenti, anche di non essere 'belle'.
Sempre molto interessanti i tuoi interventi,Alice.
Tiziana

Specchio delle mie brame - Maura Gancitano

“In una delle prime ricerche che condusse alla Loyola University di Chicago durante il suo dottorato agli inizi degli anni Duemila, Renee Engeln chiese a un centinaio di studentesse di pensare all'immagine della donna ideale in base agli standard sociali, quindi di riflettere sul suo aspetto e di descriverlo. In seguito, chiese di immaginare in che modo sarebbe cambiata la loro vita se avessero avuto le stesse caratteristiche fisiche. Quali differenze ci sarebbero state? Più del 70 per cento delle studentesse disse che la gente le avrebbe trattate meglio.” – Pag. 100 di 163 (ebook)

La tesi principale di questo saggio di Maura Gancitano è che l'idea di bellezza sia stata appositamente travisata per corrispondere a quella di consumo e perfezionamento mai finito dell'aspetto esteriore, secondo canoni non decisi dalle donne singole ma imposti dalla società. Canoni che portano a una malattia della cosiddetta “bellezza”, che “colpevolizza. Non ti spinge a formulare nuove domande, ma ti schiaccia sui soliti arrovellamenti del pensiero. Ti fa credere di non essere abbastanza, ti costringe a tenere lo sguardo fisso sui confini del tuo corpo” (pag. 139).
Nel testo c'è un po' di tutto (non molto di innovativo, però organizzato e spiegato bene): dalla società dei consumi all'esercizio del potere; dalla diffusione della fotografia e della pubblicità al grasso, alla cellulite e ai disturbi alimentari; dalle taglie di vestiti alla menopausa, fino ad arrivare alla teoria dell'auto-oggettivazione, che non sta colpendo più solo le donne ma anche gli uomini, con l' “incremento di modelli maschili oggettivanti e di effetti nefasti sulla percezione che gli uomini hanno del proprio aspetto. [...] L'uomo non deve essere magro, ma forte, muscoloso, agile, virile” (pag. 126). Il concetto è sbagliato, da molto più tempo per le donne, come ricostruisce Gancitano, ma di principio per ogni individuo indipendentemente dal genere: “La ragione alla base di queste iniziative è, purtroppo, solo quella di creare nuovi bisogni e immettere nel mercato nuovi prodotti per accrescere il fatturato del settore della bellezza” (pag. 127). Ma quanto siamo “belli” se discriminiamo e trattiamo male gli altri solo perché non soddisfano certi canoni? È ora di tornare all'autentico senso della bellezza, che è libertà e indipendenza; è un enigma, “è ambigua, è esperienza dell'ignoto”, e la sua ricerca “spinge a coltivare le esperienze di vita, fa sentire in fioritura, offre fiducia nel seguire la vocazione” (pag. 154).

L'isola dei battiti del cuore - Laura Imai Messina

Come successo in passato, questo libro di Laura Imai Messina non mi ha convinto del tutto. Anche in questo caso, però, come le altre volte, l'ho terminato sapendo che leggerò comunque il prossimo che pubblicherà, perché la sua scrittura tocca qualche mio nodo e sento che la sua opera migliore debba ancora arrivare: è in lavorazione, e questo volume, "Quel che affidiamo al vento" e "Tokyo tutto l'anno" li considero i suoi esercizi preparatori.

La storia raccontata ne "L'isola dei battiti del cuore" e la sua origine qualche anno fa a Teshima non mi erano del tutto sconosciute, seguendo io l'autrice su Facebook e Instagram, ma non credo sia per questo che ho trovato il libro un po' noioso nelle prime centocinquanta pagine, con anche qualche forzatura. Uno dei motivi principali per cui l'ho letto era proprio approfondire Teshima e il suo archivio unico al mondo, a cui però è stata dedicata solo una piccola parte della narrazione, per quanto cruciale.

Ancora una volta mi hanno colpito le note finali nei ringraziamenti, che mi hanno portato a ripercorrere alcuni estratti che avevo salvato e a unirne i puntini a mio modo. Ed è questo che mi invita a continuare a seguire gli scritti futuri di Imai Messina.
"Tutto parte da un 'sì' che si pronuncia chiaro alla vita. Provare, intanto, e immaginare che si riuscirà. Il resto poi si vedrà." (pag. 292). Nulla infatti è garantito sull'esito, però intanto queste prove, questi tentativi bisogna prima immaginarli, perché è l'assunzione di poter essere felici che ci porta alla felicità, sostiene Imai Messina in più passaggi. Anzi, spesso questa assunzione si manifesta sotto forma di numerosi scenari: "E se...?"

"In proporzione, pensò, è tanto maggiore la vita che sogniamo rispetto a quella che realizziamo. Perché allora dare più valore alla realtà che al sogno?" - Pag. 253

Oltre a immaginarli, però, questi scenari, alcuni dobbiamo anche metterli in atto, concretizzarli, perché è la realtà quella che fa sussultare, accelerare o rallentare, il nostro battito; sono gli accadimenti imprevedibili o forti, che rimangono conservati nella storia di quell'incessante muscolo a cui tutti diamo un valore speciale. E lo sapevano bene anche i latini che avevano definito il verbo "recŏrdari", perché il cor, cordis era ritenuto la sede della memoria e non volevano dimenticarselo, toglierselo dalla mente, anzi: scordarselo.
La memoria è "una questione di volontà, nient'altro" (pag. 280), i cui "ricordi se ne stanno buoni e zitti per anni e poi esplodevano insieme, come i bambù dello stesso ceppo che, ovunque fossero stati piantati nel mondo, fiorivano nello stesso giorno" (pag. 121). E sono quei ricordi a cui ci aggrappiamo come corde - pure se etimologicamente siamo distanti, pure se queste a volte stringono troppo o le mani si strinano tenendole - che ci danno linfa per generare nuove ipotesi di noi, felici.

Le nemiche - Carla Maria Russo

Il romanzo a sfondo storico è ambientato all'inizio del 1500, tra le corti di Mantova e Ferrara nel periodo in cui il duca Alfonso I sposò Lucrezia Borgia, la figlia di Papa Alessandro VI. Con lo sfondo di fatti storicamente accaduti, racconta intrighi, odi e amori di corte delineando con cura i personaggi. Anche il linguaggio è in linea con il periodo storico e ha un sentore quasi ..... "antico"!

Trenzano Cossirano nella Grande guerra - Giovanni Quaresmini

Attingendo dagli archivi comunali e parrocchiali del territorio di Trenzano e Cossirano, oltre che dalla sua diretta esperienza nel paese, il dott. Giovanni Quaresmini con il suo “Trenzano Cossirano nella Grande Guerra” (La Compagnia della Stampa – acquista qui) ha ricostruito, in modo minuzioso e il più esaustivo possibile, le vicende locali riguardanti il primo conflitto mondiale.

Le due comunità di Cossirano e di Trenzano, divise fino al 1928 e poi riunite sotto un unico Comune, prettamente agricole, si videro strappare figli e padri di famiglia, sottratti al lavoro nei campi, per le esigenze del fronte. Dal 1914 in poi, ai sempre crescenti problemi di disagio economico, si aggiunsero le notizie dei primi morti in combattimento, poi le lettere dei prigionieri nei campi di concentramento che chiedevano pane… fino alla fine della guerra, con l’insorgere dell’esigenza di riconoscimento dei caduti e di un loro perenno ricordo: il dovere della memoria.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/trenzano-e-cossirano-prima-guerra-mondiale/

Revoca automatica

Buongiorno!
A seguito di un lungo ritardo nella restituzione di un prestito (stavo traslocando e per una mia distrazione mi ci è voluto tempo per ritrovare i libri presi in prestito) è scattata la revoca automatica e da qualche mese non ho più possibilità di prenotare i libri. Sarebbe possibile sbloccarla? O se no, sapreste dirmi quanto tempo devo aspettare.
Grazie mille

Re: Il caso Bramard - Davide Longo

Longo sa scrivere molto bene e poco importa se la trama resta quasi sullo sfondo e il suo percorso quasi troncato sul finire: un cammino che si gusta per il piacere d'essere in viaggio e non per la meta che si vuol raggiungere.

Piccole cose da nulla - Claire Keegan

Mi aspettavo un po' di più da un libro che ho visto praticamente ovunque nell'ultimo mese, complice l'ambientazione durante il periodo di Natale, tra librerie fisiche e vetrine virtuali. L'impressione che ho avuto è che Claire Keegan sia stata un po' astuta. Sicuramente è in grado di scrivere bene, perché la storia è molto scorrevole e si entra subito nell'atmosfera di questo paesino irlandese. L'argomento delle Magdalene Laundries, che l'autrice ha voluto denunciare, merita di essere conosciuto ed esposto. Ci sono alcune frasi molto profonde nella loro semplicità, come

“Perché le cose più vicine sono spesso le cose più difficili da vedere?”, oppure

“Mentre proseguivano e incontravano altre persone che conosceva e non conosceva, si ritrovò a domandarsi che senso aveva essere vivi se non ci sia aiutava l'uno con l'altro.”

Anche per chiudere un suo cerchio personale, il protagonista, buono buonissimo, compie un'azione d'istinto che, per quanto giusta, avrà ripercussioni sulla sua famiglia, in particolare sulle sue figlie.

“Già sentiva un mondo di guai ad attenderlo dietro la porta che si preparava a varcare, ma allo stesso tempo il peggio che avrebbe potuto succedere se lo era già lasciato alle spalle: la cosa che avrebbe potuto fare e non aveva fatto, e con cui avrebbe dovuto convivere per il resto della sua vita.”

Ma non avremo mai l'opportunità di scoprire cosa succederà. Infatti, subito dopo, il racconto termina e viene da pensare: come, tutto qui? Nessun svolgimento, nessun approfondimento, ma solo due paginette informative di note finali? Che peccato.