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Il bassotto e la Regina
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Mazzucco, Melania G. <1966->

Il bassotto e la Regina

Einaudi, 2012

Abstract: Platone è un bassotto dal pelo lungo e la coda a pennello. Un cane da salotto, di quelli nati per fare compagnia agli uomini. A Yuri, per esempio, studente di filosofia con gli occhiali sempre appannati. Ma durante le vacanze Yuri segue Ada su una nave da crociera, lasciando il bassotto alle cure del portiere. E proprio nella solitudine della notte di Natale avviene per Platone l'incontro che gli cambierà la vita. Nella cantina del palazzo, il Tatuato nasconde scatoloni pieni di animali di contrabbando: scimmie, iguane, serpenti a sonagli, una vecchia tartaruga leopardo di nome Leo, e lei, la Regina, un'elegante levriera afghana, giovanissima, poco più che un gomitolo di neve. Per Platone è il colpo di fulmine. Ma il cuore della Regina è altezzoso, e neanche le canzoni che il bassotto intona giorno e notte per tenerle compagnia riescono a sedurla. A raccontarci questa storia tenera e profonda, dal suo osservatorio speciale tra le foglie di un albero, un pappagallo che conosce tutte le lingue del mondo, e tutte le pieghe dell'anima. Una favola per chi crede che niente è impossibile.

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manu.rossi
19 posts

Poetico, drammatico, commovente. Da leggere.

Alice Raffaele
57 posts

Non sapevamo bene cosa aspettarci, da questo breve racconto di Melania Mazzucco, autrice italiana che ama spaziare tra diversi generi (dalla narrativa corale e contemporanea di "Un giorno perfetto" a “L’architettrice”, ultimo romanzo storico pubblicato il mese scorso).
La trama sulla quarta di copertina ci ha un po’ tratto in inganno: pensavamo fosse una storia di Natale, invece la notte della Vigilia è solo il momento di inizio; stavamo già tifando la storia d’amore tra Platone, il bassotto protagonista, e la Regina, una levriera magnifica, ma ci siamo resi presto conto che il loro legame non era assolutamente la questione principale. Infatti un partecipante del gruppo l’ha poeticamente definito “un fiocco di neve: leggero da leggere ma complicato per la struttura, che si dirama simmetricamente in tutte le direzioni”. In fin dei conti “Il bassotto e la Regina” è pubblicato in una collana per adulti, non per bambini; ci si può soffermare alla superficie oppure immergersi a diversi livelli di profondità, una profondità misurata forse in empatia, ma anche in volontà di trovare un parallelismo e una chiave di lettura con la realtà.
(Ci tengo a sottolineare che non voglio insinuare che chi si è fermato ai primi livelli manchi di sensibilità, anzi, sarebbe persino un’autocritica. Come è venuto fuori durante l’incontro, la lettura è un atto che si fa da soli ma non in isolamento: è influenzata dal nostro carattere e dalle nostre attitudini, dalle nostre professioni e dalle nostre passioni, e anche da quello che ci succede nei giorni precedenti, correnti e pure successivi! In alcuni periodi si è più ricettivi ed empatici, in altri un po’ meno, oppure si preferisce notare altri aspetti. Per fortuna c’è il GdL dove discuterne tutti assieme ;) )
La storia del bassotto e della Regina può essere vista come un “Walt Disney all’italiana”, infatti ad alcuni ha ricordato “Lilli e il Vagabondo”; tuttavia è molto più crudele e crudo. Il maltrattamento degli animali e l’uccisione della Signora Leo (la tartaruga anziana che ha rammentato “Aldabra” di Silvana Gandolfi), per alcuni sono stati dei pugni nello stomaco. L’importazione illegale e la detenzione raccapricciante degli animali in una cantina, ammassati e stremati, hanno ricordato a una partecipante l’attualissima vicenda dei migranti nel Mar Mediterraneo, che inseguono finte promesse e finiscono i loro sogni in fondo al mare. Anche un'altra partecipante, commossa, ha fatto lo stesso collegamento, e per lei questa storia, seppur non ambientata a Natale, è comunque estremamente natalizia: il senso infatti è ricordare chi è meno fortunato.
Tuttavia anche per questo libro non sono mancate osservazioni critiche. Per qualcuno è stato “scivoloso”, zeppo di luoghi comuni: la tartaruga anziana e saggia; Regina che si innamora di un cane stronzo che non la guarda di striscio; il Tatuato l’antagonista che poi si redime; il padrone di Platone, Yuri, che si innamora di una ragazza straniera non accettata dalla madre un po’ snob. Tanti, troppi, temi differenti mischiati come in un kit di torte già pronte, dice un'altra partecipante, a cui aggiungere “due uova di quotidianità”.
In ogni caso, il personaggio del Bassotto, nella sua semplicità e dolcezza, con la sua filosofia ha colpito un po’ tutti. Qualcuno si domandava: può essere che anche gli animali siano in evoluzione, non da un punto di vista biologico ma spiritualmente parlando? Melania G. Mazzucco l’ha sicuramente idealizzato e reso molto più umano, tramite il dono della voce, la capacità di pensare e soprattutto di cantare, componendo versi struggenti come “La ballata di Laika”. Platone ci ha insegnato a non mollare e ad abbaiare più forte, a farci sentire per rimanere fedeli ai nostri ideali e per salvare i nostri cari, se serve anche rischiando la pelle. L’amore per i più deboli, l’affetto per i nostri cari, il calore e il supporto di una famiglia: effettivamente, non è il senso del Natale?

PS - Un consiglio da un membro del gruppo: per la serie “don’t try this at home”, non lasciare che due pitbull maschi vivano assieme oltre l’anno e mezzo di vita (al contrario di come succede nella storia), altrimenti si azzufferanno per determinare chi sia il più forte.

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