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Il piano orientale
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Abirached, Zeina <1981->

Il piano orientale

Bao Publishing, 2016

Abstract: Abdallah è un inguaribile sognatore. Vive le sue giornate tra riti quotidiani – come la passeggiata tra le vie del mercato a Beirut o la sua ostentata passione per la contrattazione nei negozi – e l’ossessione per il mondo della musica. Il volume si apre con la chiamata dalle industrie Hoffman in Austria, interessate a quello che sembra essere lo strumento capace di rivoluzionare in maniera permanente il mondo della musica. Ad accompagnarlo in questa avventura, che lo porterà nello sconosciuto Occidente, ci sarà il suo amico (assiduo frequentatore di Parigi in gioventù) Victor. La storia però a questo punto si divide in due strade parallele, seppur distanti e destinate a non incrociarsi mai direttamente, andando così a creare una sovrapposizione di melodie per un concerto d’intenti unico nel suo genere. Seguiremo infatti anche le vicende di Zanzoun, proponipote del co-protagonista e alter ego della stessa Abirached. La sua vita è segnata anche in questo caso dalle due estrazioni sociali, a causa dei continui spostamenti che la sballottano tra Beirut e la Francia. Cresciuta in una famiglia bilingue, sotto l’ombra del nonno paterno Drogman (dall’arabo Tourjouman che significa traduttore), si districa tra la tradizione e il confronto con un mondo che non è il suo e che spesso, grazie alla sua fervida immaginazione, aveva sognato diverso.

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Alice Raffaele
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Due storie in parallelo, legate l'una all'altra, in due piani generazionali diversi, come i tasti bianchi e i tasti neri di un pianoforte.
La prima riguarda un sognatore incallito (bisnonno della scrittrice e fumettista), uno che non si arrende e persiste nella sua idea finché non la vede realizzata: eseguire le musiche orientali con un pianoforte classico, capendo come modificarne la struttura all'interno affinché possa suonare i quarti di tono; arriverà a Vienna, con il suo Ludwig, diventato "bilingue".
La seconda invece, ancora più autobiografica, rappresenta sensazioni e impressioni di chi cresce bilingue, tra due paesi, tra il Libano e la Francia, e non può che integrare entrambe le culture nella propria vita.
Il tema comune è la distanza: quella musicale, collegabile con un ponte, o meglio, con un pedale; quella geografica, dei viaggiatori che fanno e disfano bagagli nelle terre che appartengono loro; quella simbolica e mentale, tra Occidente e Oriente.
Forse l'unico difetto è che non c'è "distanza" nell'impaginazione delle due storyline e ciò può creare confusione; sarebbe bastata una pagina bianca come interruzione di una storia e ripresa dell'altra.

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