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Letzte eingegebene Rezensionen
Bel libro, ti cattura e non ti lascia finché arrivi alla fine; la scrittura è veramente piacevole.
Ottimo un libro meraviglioso
Bello, coinvolgente, purtroppo.... vero! Ottimo esordio!
Come fece gioiosa dal secondo piano Alberta, la figlia sposata di Antonia a pag. 371: <<Ammazza, pare un firme>>.
Concordo con lei: un film, uno di quelli belli, che lascia il segno e che a più riprese commuove.
Un romanzo toccante e coinvolgente fino alla fine.
Roberta Recchia (insegnante, laureata in lingue, appassionata di scrittura, ma alla sua prima prova come autrice di romanzi) imbastisce un'avvincente storia che è un po' saga familiare, un po' giallo, un po' romanzo sentimentale.
Soprattutto, il libro è un drammatico intrico di storie in cui l'autrice, con grande sensibilità, ha voluto trattare temi delicatissimi quali la violenza e il lutto.
Il romanzo prende avvio negli anni '50 per raccontare la complessa vicenda che conduce al matrimonio Marisa e Stelvio, fra pressioni familiari e chiacchiere di quartiere, per poi spostarsi negli anni '80 dove si sviluppa il cuore della storia: lo stupro e l'omicidio della sedicenne Betta, primogenita della coppia, in una notte d'estate in riva al mare.
La tragedia stravolge ogni equilibrio personale e familiare, al punto che nessuno si accorge, neppure lontanamente, del fatto che Betta non è stata l'unica vittima della violenza e che la più fragile cugina Miriam ha subito lo stessa dramma, pur riuscendo a salvarsi la vita.
A questo punto di più non si può davvero svelare.
Il romanzo è ben scritto, avvincente, i personaggi sono credibili nei loro lati oscuri e nelle loro fragilità . Insomma, le quattrocento pagine del volume si divorano in fretta.
Però...
Però in alcuni punti si ha l'impressione che l'autrice abbia voluto sensibilizzare il lettore su davvero troppe cose, con l'intenzione di non dimenticare nessun tema attuale. E quindi nel romanzo troviamo tutto: pregiudizi, difficoltà intergenerazionali, violenza, malattie terminali, abuso di sostanze, disforia di genere, machismo, famiglie disfunzionali, ecc ...
E, insomma, qualche volta il lettore vorrebbe anche tirare un po' il fiato.
Di tanto in tanto, l'ebbrezza di immergersi in un romanzo avvincente e coinvolgente è sopraffacente.
Sebbene questo non sia il mio genere letterario v’‘è da dire la trama è sapientemente intrecciata, alternando tra il passato e il presente.
Sebbene non sia mai prosaica, talvolta può risultare leggermente artificiosa, ma il ritmo incalzante e la drammaticità della narrazione compensano tali eccessi. L'aspirazione di un capolavoro letterario è quella di affascinare fino all'ultima pagina, obiettivo che è stato egregiamente raggiunto.
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