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Un inverno freddissimo - Fausta Cialente

È stata una novità conoscere questa autrice, il racconto di un dopo guerra realistico ( mi sembra si risentire ciò che mi è stato raccontato dalle persone che lo hanno vissuto in prima persona), miseria, beni di prima necessità ridotti al minimo ma in tutta questa povertà si accontentavano perché era meglio di niente. Poi il freddo pungente, che non molla e rende tutto più complicato. I sentimenti sono percettibili e ogni personaggio ha un suo perché, una voglia di cambiamento , in meglio naturalmente.

I figli di Dune - Frank Herbert

Consigliatissimo e, anche se a volte la lettura è complicata, merita di essere letto (dopo Dune e Messia di Dune). La narrazione è incalzante e come Gli altri libri della saga possiede numerose sfaccettature politiche, sociali e etiche. Dopo "L'Imperatore-dio di Dune" è il mio secondo libro preferito della saga.

Sala delle Dame in Palazzo Salvadego già Martinengo di Padernello detto della Fabbrica a Brescia - testi Floriana Maffeis

La Sala delle Dame, uno dei gioielli più nascosti e inaccessibili di Brescia, è un’opera attribuita al Moretto e alla sua scuola, che decora le pareti di uno dei saloni del palazzo di Via Dante 17, in città, attuale sede dell’esclusivo “Circolo al Teatro”.

La storia di questa sala, dalla sua realizzazione come dono di nozze di Gerolamo I Martinengo alla moglie Eleonora Gonzaga fino al restauro seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è raccontata nel libro “Sala delle Dame, in palazzo Salvadego già Martinengo di Padernello detto della Fabbrica a Brescia”, scritto da Floriana Maffeis, con la prefazione di Sandro Guerrini e i contributi di Basilio Rodella e Ferdinando Zanzottera.

Il volume è corredato da accurate e dettagliatissime fotografie che, mostrando i particolari più minuti e delicati dell’opera, permettono di apprezzarne ancora di più la minuziosa decorazione.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/sala-delle-dame-floriana-maffeis/

Re: library is not valid

Buongiorno Valeria,
riesco a risponderle solo ora. Il problema persiste?
Ho fatto una prova di prenotazione e il problema che cita non si presenta.
In caso mi faccia sapere.
La ringrazio

1512-1513 - [a cura di] Enrico Bisanti

A pag. 27 nella nota a piè pagina n° 28 Il Bisanti inciampa in un "qui pro quo".
La nota è relativa ad uno dei congiurati che tradisce i compagni annullando di fatto la prima sommossa contro i francesi, e del quale il Casari esprime solo l'iniziale "N."
Nella nota Bisanti, citando Odorici, chiarisce chi è il traditore, ma, pur citando il passo giusto, si confonde:
Giacomo Antonio di Scipione Pochi Panni è sì traditore, ma non della congiura: egli ordisce l'uccisione dell'intimo amico Valerio Paitone (ODORICI Storie bresc. IX 71-72) (Pandolfo Nassino, a pag 188 e 522 del pdf "Misinta")
Odorici, diversamente da Casari, pone come causa del fallimento della sommossa la spiata di Giorgio Longhena che avvisa il Podestà dell' arrivo deii Veneti (ODORICI Storie bresc. IX 79)

Il Sacco di Brescia del 1512 - frà Innocenzo Casari

A pag. 20 nella nota a piè pagina n° 24 Il Bisanti inciampa in un "qui pro quo".
La nota è relativa ad uno dei congiurati che tradisce i compagni annullando di fatto la prima sommossa contro i francesi, e del quale il Casari esprime solo l'iniziale "N."
Nella nota Bisanti, citando Odorici, chiarisce chi è il traditore, ma, pur citando il passo giusto, si confonde:
Giacomo Antonio di Scipione Pochi Panni è sì traditore, ma non della congiura: egli ordisce l'uccisione dell'intimo amico Valerio Paitone (ODORICI Storie bresc. IX 71-72) (Pandolfo Nassino, a pag 188 e 522 del pdf "Misinta")
Odorici, diversamente da Casari, pone come causa del fallimento della sommossa la spiata di Giorgio Longhena che avvisa il Podestà dell' arrivo deii Veneti (ODORICI Storie bresc. IX 79)

Re: Spare - Prince Harry

Fa riflettere e aprire gli occhi. Non tutto quello che sentiamo e vediamo in tv e nel social, è reale.
Mi è piaciuto ma mi aspettavo qualcosa di più

Volevamo cambiare il mondo - [a cura di] Giuseppe Prati

Dal 1997 al 2010, studenti dell’Istituto Pastori di Brescia partecipano a progetti di cooperazione trascorrendo i mesi estivi in Paesi dell’Africa e Sud America, a stretto contatto con le popolazioni locali, con la loro cultura e il complesso di peculiarità e limiti dell’agricoltura praticata in quei contesti. Ciò fu possibile grazie al “Progetto OASI”, nato dall’impegno di Giuseppe Prati, docente dell’Istituto Pastori, con il coinvolgimento di una fitta rete di associazioni e enti del territorio tra cui il Servizio Volontario Internazionale (SVI) e la Fondazione Tovini.

Nel 2022 nasce l’idea di recuperare i contatti con alcuni dei 57 giovani che presero parte al progetto, invitandoli a raccontare il valore di quell’esperienza e quanto abbia influito sulla loro vita. Nasce così “Volevamo cambiare il mondo”, volume a cura di Giuseppe Prati, edito da GAM, che ridà voce ai protagonisti di allora, i ragazzi e le ragazze che presero parte alle varie missioni, insieme a tutte le persone che, con caparbietà e spirito visionario, resero possibile il “Progetto OASI”.

Un libro corale che rievoca una fase della storia recente in cui, pur tra mille ostacoli, “cambiare il mondo” sembrava un’impresa a portata di mano, ma anche un ideale passaggio di testimone a chi è giovane oggi e, pur tra mille critiche e alzate di sopracciglio, sempre alla propria maniera, prova a migliorare la realtà.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/volevamo-cambiare-il-mondo-giuseppe-prati/