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Cromorama
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Falcinelli, Riccardo <1973->

Cromorama

Einaudi, 2017

Abstract: Nella società delle immagini il colore informa, come nelle mappe. Seduce, come in pubblicità. Narra, come al cinema. Gerarchizza, come nelle previsioni del tempo. Organizza, come nell'infografica. Valorizza, come nei cosmetici. Distingue, come negli alimenti. Oppone, come nella segnaletica stradale. Si mostra, come nei campionari. Nasconde, come nelle tute mimetiche. Si ammira, come nelle opere d'arte. Infine, nell'esperienza di ciascuno, piace. Tutto questo accade grazie a qualche tecnologia. In primis quella dei mass media, che comunicano e amplificano le abitudini cromatiche. Il pubblico osserva, sceglie, impara; finché queste consuetudini non standardizzano la percezione e il colore comincia a parlare da solo, al punto da sembrare un fatto naturale. Intrecciando storie su storie, e con l'aiuto di 400 illustrazioni, Falcinelli narra come si è formato lo sguardo moderno, attingendo all'intero universo delle immagini: non solo la pittura, ma anche la letteratura, il cinema, i fumetti e soprattutto gli oggetti quotidiani, che per la prima volta ci fa vedere in maniera nuova e inconsueta. Tutte le società hanno costruito sistemi simbolici in cui il colore aveva un ruolo centrale: pensiamo al nero del lutto, al rosso del comunismo o all'azzurro del manto della Madonna. Ciò che di straordinario è accaduto nel mondo moderno è che la tecnologia e il mercato hanno cambiato il modo in cui guardiamo le cose, abituandoci a nuove percezioni. Visto su uno smartphone, un affresco risulta luminoso come una foto digitale. Le tinte cariche e brillanti dello schermo sono ormai il parametro con cui valutiamo la purezza di ogni fenomeno cromatico. Chi ha conosciuto il colore della televisione, insomma, non può piú vedere il mondo con gli occhi del passato. Magari non ne siamo consapevoli, ma abbiamo in mente il giallo dei Simpson anche di fronte a un quadro del Rinascimento. Cromorama ci racconta come oggi il colore sia diventato un filtro con cui pensiamo la realtà. Perché le matite gialle vendono di piú delle altre? Perché Flaubert veste di blu Emma Bovary? Perché nei dipinti di Mondrian il verde non c'è mai? E perché invece Hitchcock lo usa in abbondanza?

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Clara Toninelli
383 posts

Cromorama del visual designer Riccardo Falcinelli è un saggio che ti rende felice di essere al mondo!
Blu Bovary, Verde vertigine, Giallo Giuda, Viola spezzato, e tutti gli altri colori: c'è di che innamorarsi -
Cromorama è affascinante, vivace, ricco di informazioni e scritto benissimo.
Ah, è anche un inno al senso critico, oltre che a quello estetico.

Alice Raffaele
60 posts

"Cromorama" è l'enciclopedia di colori e arte che vorremmo avere tutti nella propria libreria, da sfogliare ogni tanto per lasciarsi sorprendere, indipendentemente dall'essere appassionati o meno dell'argomento, perché non è solo un testo sui colori.
L'intera opera è composta da quattro parti principali: "Sguardi", "Storie", "Artefatti" e "Percezioni", oltre a due appendici rispettivamente sui concetti scientifici e sui principali modelli cromatici.
Il titolo di ogni capitolo contiene un colore e un aggettivo o un sostantivo: si comincia con "Giallo industriale", si passa per "Malva modernità", "Ciano litografico", "Blé omerico" e si conclude con un "Giallo Giuda". In totale sono ventiquattro capitoli, ventiquattro saggi brevi che esplorano la nostra società e la nostra storia, passate e presenti, che sono state determinate, influenzate e proprio "colorate" dalle sfumature trovate in natura, sviluppate, lanciate di moda.
"Cromorama" consente di fare dei viaggi fantastici, arcobaleno nel senso che non ci si ferma a un solo argomento, si capisce subito che l'interdisciplinarità e la moltitudine di applicazioni saranno protagoniste. E ciò non solo grazie all'eloquenza di Riccardo Falcinelli, bensì grazie anche alla sua maestria e alla sua dedizione e ricerca: ogni tre o quattro pagine ha inserito quadri, dipinti, fotografie, oggetti comuni, riferiti all'oggetto del discorso nel capitolo. Perché il colore si esprime con forza quando si vede, non quando si immagina. Infatti, se chiudiamo gli occhi, senza luce, i colori non esistono più. Sono frutto dei nostri sensi, c'è uno scambio continuo di significati e significanti, menti che sono influenzate dalle sfumature e sfumature definite dalle idee e dai progetti dell'uomo.
E' un testo che va assaporato piano, non va mischiato o diluito troppo in fretta. E' ricco, ricchissimo, e soprattutto potente: le tantissime nozioni, i collegamenti, le informazioni, mi hanno fatto provare quella sensazione che ho sempre trovato magnifica: la meraviglia della conoscenza.

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