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Macchine come me
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McEwan, Ian <1948->

Macchine come me

Einaudi, 2019

Abstract: Londra, un altro 1982. Nelle isole Falkland infuriano gli ultimi fuochi della guerra contro l’Argentina, ma per le vie della città non sventoleranno le bandiere della vittoria. I Beatles si sono da poco ricostituiti e la voce aspra di John Lennon continua a diffondersi via radio. Anche il meritorio decrittatore del codice Enigma, Alan Turing, è scampato alla morte precoce, e i suoi studi hanno reso possibili alcune delle conquiste tecnologiche di questi «altri» anni Ottanta, dalle automobili autonome ai primi esseri umani artificiali. Fra chi non resiste alla tentazione di aggiudicarsi uno dei venticinque prototipi esistenti nel mondo, dodici Adam e tredici Eve, c’è Charlie Friend. Certo, un grosso investimento per un trentaduenne che si guadagna da vivere comprando e vendendo titoli online. Ma Charlie è convinto che quel suo Adam bellissimo, forte, capace in tutto, «articolo da compagnia, sparring partner intellettuale, amico e factotum» secondo le promesse dei costruttori, gli sarà di grosso aiuto con l’affascinante ma sfuggente Miranda, la giovane vicina del piano di sopra. Per certi versi non ha torto. Il primo non-uomo ha accesso a tutto quello che si può sapere, dalla soluzione del problema matematico P e NP, all’influenza di Montaigne su Shakespeare, fino al modo di vincere le resistenze di Miranda e penetrarne il segreto. Un segreto complicato e doloroso che, quando emerge, pone ciascuno di fronte a un dilemma etico lacerante. Ma la legge piú inviolabile dell’androide recita: «Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno». E per un’intelligenza artificiale tanto sofisticata da anteporre la coscienza alla scienza, il concetto di danno può essere piú profondo e micidiale di quel che appare.

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Clara Toninelli
367 posts

Immagina di aver comprato un robot super avanzato, con sembianze, gestualità e capacità di movimento perfettamente umani.
Intelligente [a proposito, cos'è l'INTELLIGENZA?...], capace di sentimenti [sì, hai capito bene: SENTIMENTI], e, progressivamente, di coscienza [oddio: cos'è la COSCIENZA?...]
Adam è strutturato per non mentire MAI. E' capace di comporre haiku, prevedere le conseguenze delle sue azioni, capire Shakespeare e Alan Touring. In cosa Adam (nomen-omen) assomiglia a noi umani, in cosa è diverso?
Il romanzo, come sempre in McEwan, suscita mille domande, ma è scorrevole e appassionante: e scritto benissimo, naturalmente (anche se il finale mi è scivolato via troppo veloce).

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