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D'amore e ombra
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Allende, Isabel <1942->

D'amore e ombra

Milano : Feltrinelli, 1988

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Alice Raffaele
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Recensione a cura di Rachele Baresi

Il romanzo, ambientato in Cile, ai tempi della dittatura militare di Pinochet, offre diversi piani di lettura: la storia d’amore maturata tra Irene e Francisco, il tema dell’esilio (caro all’autrice), la vicenda storica del regime, il comportamento della chiesa in Sudamerica.
Un romanzo avvincente per le tematiche affrontate e per l’emergere di figure femminili particolari; un ritratto dell’umanità che partendo da una vicenda personale e delicata (l’amore tra i due giovani) sposta l’attenzione sulla necessità della democrazia; una storia d’amore stucchevole e forse fin troppo prevedibile, che però si intreccia a fatti storici che rendono il romanzo coinvolgente ed emozionante; di straordinaria e inquietante attualità, evidenzia quanto l’umanità non riesca a fare memoria del passato per evitare il ripetersi degli errori; un romanzo bifronte, nel quale si contrappongono l’amore imposto all’amore vero, lo stato sociale, rappresentante il disordine, all’ordine della dittatura.
Dopo un inizio rallentato dai numerosi flashback, atti a delineare, fin troppo dettagliatamente,le famiglie da cui provengono i principali personaggi, la vicenda prende vita e si snoda fino all’episodio della miniera, punto culmine del romanzo; infatti, dopo la sconvolgente scoperta della fossa comune, i protagonisti del romanzo sono chiamati ad una presa di coscienza della realtà, consapevoli che nulla sarà più come prima, una strada in salita, contro un nemico, “il Generale”, che appare sempre chiuso nel suo bunker, a dettare ordini a distanza.
I personaggi che ci hanno più colpito:
Irene, giornalista d’inchiesta, intraprendente e talvolta avventata, nel corso della vicenda si assiste alla sua maturazione sentimentale, segnata dal passaggio dall’amore infantile e imposto da motivi sociali per Gustavo, all’amore maturo e disincantato per Francisco.
Josefina, ospite della casa di riposo, La Volontà di Dio, coinvolta da Irene per nascondere i nastri contenenti le registrazioni trova un nuovo scopo di vita.
Gustavo, da fermo sostenitore del regime a vittima dello stesso, pagherà con la vita la sua sete di verità.
Mario, il parrucchiere, dietro una maschera di superficialità e apparenza, si scopre un cuore puro, teso alla giustizia sociale e rivolto agli oppressi del regime.
Arriviamo quindi a parlare delle Evangeline, partendo dal significato etimologico del nome: Buona Novella, può costituire il segno della sopravvivenza della speranza di verità anche in un regime totalitario; alle trance di Evangelina Ranquileo abbiamo trovato 3 spiegazioni: la prima potrebbe essere la richiesta dell’autrice ad aderire a un mondo fantastico, la seconda possibilità potrebbe essere evidenziare la vulnerabilità di un popolo che si lascia suggestionare dalla manifestazione di una malattia mentale non spiegabile, la terza ipotesi riguarda l’accenno al mondo magico degli spiriti, presente nelle tradizioni sudamericane.
Secondo noi la vicenda dello scambio delle Evangeline può essere interpretata come simbolo di una repressione operata dal Regime e la sua accettazione da parte delle famiglie come indice di rassegnazione, in attesa che la giustizia faccia il suo corso; non a caso sarà Evangelina Flores a dare la voce alle vittime ritrovate nella miniera.
In definitiva un libro da suggerire, per scuotere le coscienze e risvegliare il desiderio autentico di democrazia.

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