Classici antichi <genere fiction>

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  • Genere solo letterario. Opere pubblicate per la prima volta prima del 1300
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Apologia di Socrate
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Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Apologia di Socrate ; Critone / Platone ; traduzione e note di Manara Valgimigli ; introduzione e note aggiornate di Anna Maria Ioppolo

3. ed. riv.

Roma : Laterza, 2000

Abstract: Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet, traduzione e note di Manara Valgimigli, introduzione di Anna Maria Ioppolo, note aggiornate di Anna Maria Ioppolo.

Apologia di Socrate
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Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Apologia di Socrate / Platone ; introduzione, traduzione, note, apparati e iconografia socratica di Giovanni Reale ; appendice bibliografica di Claudio Marcellino

[Milano : Bompiani], 2000

Simposio
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Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Simposio / Platone ; traduzione e note di Franco Ferrari ; prefazione di Eva Cantarella

Milano : BUR : Corriere della sera, 2012

Abstract: Uno dei più celebri dialoghi platonici nel quale il filosofo mette in scena tutto ciò che i Greci hanno concepito in materia di eros. Nel Simposio si racconta di un banchetto organizzato per celebrare la vittoria che il poeta Agatone aveva riportato nell'agone tragico delle Lenee. I presenti, da Aristofane ad Alcibiade a Socrate, tengono a turno discorsi sulla natura di Eros e, nello sforzo di superarsi a vicenda in una sorta di gara, declinano la forma dell'encomio tradizionale in un climax drammatico in cui ogni discorso mette in risalto una tesi particolare: Eros come il più antico degli dèi (Fedro), il contrasto tra eros divino ed eros popolare (Pausania), l'eros come principio universale della natura (Erissimaco), l'eros come brama dell'uomo verso la sua metà perduta (Aristofane), Eros come il più giovane, il pili bello e il più eccellente degli dèi (Agatone). Infine Socrate, che non propone un suo discorso, ma riferisce quel che ha appreso dalla sacerdotessa Diotima di Mantinea, stabilendo un punto fondamentale, ma altrettanto ineluttabile: la natura carente dell'amore e dell'innamorato.

Simposio
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Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.> - Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Simposio ; Apologia di Socrate ; Critone ; Fedone / Platone ; a cura di Ezio Savino

Milano : A. Mondadori, 1991

Abstract: Presentati in una nuova fedelissima traduzione, i quattro dialoghi raccolti nel volume continuano a splendere nell'opera di Platone. La lingua dei Dialoghi è di una naturalezza disarmante scrive infatti Ezio Savino, studioso di letteratura greca antica e traduttore dei quattro testi. Le più vertiginose questioni filosofiche fluiscono nella cadenza del domandare e del rispondere. Lo scrittore riproduce gli intercalari, le battute, le pause di sorpresa, le accelerazioni dell'entusiasmo per un passo avanti nell'esplorazione, nella scoperta. Il dialogo, così, è un ritratto di anime. È anche un guscio narrativo meraviglioso. Il lettore riconosce in questi scritti un ritmo d'arte. Il discorso impegnativo, quando rischia di stremare la mente dell'ascoltatore, s'interrompe in scene di una quotidianità ora struggente, ora vivace: sempre indimenticabile.

Seneca
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Seneca, Lucius Annaeus <4 a.C.-65>

Seneca

Milano : Mondadori, 2008

Abstract: "Habes, Serene carissime, quaepossint tranquillitatem tueri, quae restituere, quae subrepentibus uitiis resistant" così Seneca chiude il dialogo scritto all'amico Anneo Sereno che, confessandogli di essere assalito dal vizio dell'incostanza, chiedeva una cura ai suoi mali. Ma Seneca, medico dell'anima, rivolge questa sua opera, una delle più armonizzate e compiute del corpus, a tutti gli uomini affetti dalla stessa malattia di Sereno: quale consigliere di Nerone, all'apice del successo e della carriera politica, da anni al vertice della società romana, il prosatore-filosofo latino ben conosceva (e altrettanto bene sapeva descrivere) l'inquietudine dei suoi contemporanei divisi tra ambizione pubblica e desiderio del ritiro, amore dell'opulenza e aspirazione alla temperanza, noia della vita e timore della morte, orgoglio di appartenere alla classe dirigente della civiltà padrona del mondo e coscienza della caducità propria di ogni essere umano (soprattutto se sottoposto all'arbitrio di un signore assoluto). A costoro Seneca rivolge un invito alla moderazione, allo sforzo verso un difficile equilibrio psicologico che possa resistere alle trepidazioni offerte dalla vita di ogni giorno e garantire una tranquillitas il più durevole possibile; un obiettivo ambizioso, eroico nella sua apparente modestia, che ricorda al lettore come Seneca continui a essere direttore di anime anche quando sembra smorzare un po' i toni e moderare il rigore di maestro stoico.

Anfitrione
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Anfitrione / Tito Maccio Plauto ; prefazione di Cesare Questa ; introduzione di Guido Paduano ; traduzione di Mario Scandola

4. ed

[Milano : Rizzoli], 2005

Abstract: Giove assume le sembianze di Anfitrione e giunge a Tebe accompagnato da Mercurio, che ha preso a sua volta le sembianze di Sosia, servo di Anfitrione. Alcmena, che pensa di avere accanto suo marito, lo accoglie nel talamo. Il vero Anfitrione arriva all'alba, mentre il falso se ne va. Si viene così a creare una situazione intricatissima in un girotondo vorticoso di veri e falsi Anfitrione-Sosia, in cui il vero Anfitrione comincia a nutrire seri dubbi sulla fedeltà della moglie. La commedia si conclude all'improvviso con la notizia che Alcmena ha partorito due gemelli, uno figlio di Giove e l'altro di Anfitrione.

Gli Acarnesi
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Aristophanes <450 a.C.-385 a.C.> - Aristophanes <450 a.C.-385 a.C.>

Gli Acarnesi ; Le nuvole ; Le vespe ; Gli uccelli / Aristofane ; a cura di Guido Paduano

2. ed. [con bibliogr. aggiornata al 1980]

Milano : Garzanti, 1982

Abstract: Gli Acarnesi sono la prima commedia conservataci del giovane Aristofane, quando Atene è impegnata nel quinto anno di guerra contro Sparta. La commedia mostra già tutta la maestria compositiva e linguistica del grande comico. La traduzione rispecchia efficacemente la vivacità della scrittura aristofanea con il variare dei ritmi, i continui scarti stilistici, i giochi allusivi e manipolatori della lingua. L'introduzione e il commento accompagnano il lettore alla scoperta della complessa partitura drammaturgica che si rivela a un'attenta considerazione del testo.

Dialoghi
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Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.> - Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Dialoghi / Platone ; nella versione di Francesco Acri ; a cura di Carlo Carena

Torino : Einaudi, 1976

Abstract: Uno dei più celebri dialoghi platonici nel quale il filosofo mette in scena tutto ciò che i Greci hanno concepito in materia di eros. Nel Simposio si racconta di un banchetto organizzato per celebrare la vittoria che il poeta Agatone aveva riportato nell'agone tragico delle Lenee. I presenti, da Aristofane ad Alcibiade a Socrate, tengono a turno discorsi sulla natura di Eros e, nello sforzo di superarsi a vicenda in una sorta di gara, declinano la forma dell'encomio tradizionale in un climax drammatico in cui ogni discorso mette in risalto una tesi particolare: Eros come il più antico degli dèi (Fedro), il contrasto tra eros divino ed eros popolare (Pausania), l'eros come principio universale della natura (Erissimaco), l'eros come brama dell'uomo verso la sua metà perduta (Aristofane), Eros come il più giovane, il pili bello e il più eccellente degli dèi (Agatone). Infine Socrate, che non propone un suo discorso, ma riferisce quel che ha appreso dalla sacerdotessa Diotima di Mantinea, stabilendo un punto fondamentale, ma altrettanto ineluttabile: la natura carente dell'amore e dell'innamorato.

Simposio
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Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Simposio / Platone ; traduzione di Guido Calogero ; introduzione di Angelica Taglia

Roma : Laterza, 1996

Abstract: Le opere fondamentali del pensiero filosofico di tutti i tempi. In edizione economica, con testo a fronte e nuovi apparati didattici, le traduzioni che hanno definito il linguaggio filosofico italiano del Novecento. Testo originale nell'edizione di John Burnet.

Edipo re
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Sophocles <496 a.C.-406 a.C.>

Edipo re / Sofocle ; introduzione di Franco Rella ; traduzione e cura di Laura Correale

Milano : Feltrinelli, 1991

Abstract: Fin dall'antichità l'Edipo re di Sofocle è stata considerata la tragedia per eccellenza. C'è in essa l'ansia della conoscenza e, al contempo, la coscienza di quanto difficile sia conoscere. Anche Edipo, che pure ha risolto l'enigma della Sfinge, deve spingersi oltre i limiti per poter dare un senso compiuto ai mille indizi che alludono al sapere, ma che ancora non sono conoscenza. Ed è proprio per aver sfidato questi limiti che egli incontra una sofferenza infinita, tanto che Nietzsche ha potuto scrivere di lui: Edipo è l'uomo che più ha sofferto, per questo egli ha svelato l'enigma dell'uomo. All'Edipo re si sono rifatti via via Seneca, Stazio, Corneille, Voltaire, Hegel, Hòlderlin e, nel nostro secolo, Hofmannsthal, Gide, Cocteau, Pasolini. Ma la lettura più inquietante rimane quella di Freud, che ha fatto, ancora una volta, di Edipo il paradigma del destino umano.

Amore e Psiche
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Apuleius <circa 125-circa 180>

Amore e Psiche / Apuleio ; traduzione di Massimo Bontempelli

Palermo : Sellerio, copyr. 1992

Abstract: Psiche, mortale dalla bellezza uguale a Venere, diventa sposa di Amore-Cupido senza tuttavia sapere chi sia il marito, che le si presenta solo nell'oscurità della notte. Scoperta su istigazione delle invidiose sorelle la sua identità, è costretta, prima di potere ricongiungersi al suo divino consorte, a effettuare una serie di prove, al termine delle quali otterrà l'immortalità.

I fratelli
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Terentius Afer, Publius

I fratelli / Publio Terenzio Afro ; introduzione, traduzione e note di Dario Del Corno

18. ed

[Milano : Rizzoli], 2005

Antigone
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Sophocles <496 a.C.-406 a.C.>

Antigone / Sofocle ; a cura di Massimo Cacciari ; nota di regia di Walter Le Moli

Torino : Einaudi, 2007

Abstract: Il 'bando' di Antigone condanna Ismene all'ordine della pólis; solo lì potrà abitare, non importa sotto quali leggi, suddita per sempre. Nel tempo della pólis dovranno instancabilmente cercare occasionali compromessi la prudenza degli anziani e la volontà di potenza dei regnanti, la timorosa pietas di Ismene e la paura servile della prima guardia, immagine di quella del plethos, della plebe disprezzata da Antigone. Qui sarà chiamato a sopravvivere Creonte, sconfitto insieme al cieco Tiresia. Dura legge e dura prova, la cui necessità la parola tragica enuncia senza ombra di consolazione. E perciò il pathos che suscita fa sapere - e solo nel sapere 'guarisce'. (dall'introduzione di Massimo Cacciari)

Aulularia
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Aulularia / Tito Maccio Plauto ; nota introduttiva e traduzione di Carlo Carena

Torino : Einaudi, copyr. 1971

Abstract: L'avaro Euclione ha trovato una pentola piena di monete d'oro ed è terrorizzato che gli venga rubata. Il suo vicino di casa, il ricco Megadoro, gli chiede in moglie la figlia Fedria e Euclione acconsente non sapendo che la ragazza, violata durante le feste di Cerere, sta per avere un bambino. Lo sconosciuto padre è Liconice, nipote di Megadoro che confessa a Euclione la sua colpa e chiede in moglie Fedria. Il servo di Liconide, Strobile, ha trovato la pentola piena di monete d'oro, ma è disposto a darla al suo padrone in cambio della libertà.

La Divina Commedia
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Alighieri, Dante <1265-1321>

La Divina Commedia / Dante Alighieri ; introduzione di Bianca Garavelli ; note di Ludovico Magugliani

Rizzoli, 2012

Abstract: Tre cantiche - Inferno, Purgatorio e Paradiso - unanimemente considerate tra le più straordinarie creazioni della storia dell'umanità. Giunto a metà della propria esistenza, un uomo ottiene di poter visitare da vivo l'Aldilà: questo è lo spunto, semplice e geniale, da cui prende forma l'immensa architettura della Commedia. Il viaggio ultraterreno di Dante è la perfetta metafora di ogni avventura umana, sempre in bilico tra magnificenza e miseria, tra smarrimento e redenzione. Introduzione di Bianca Garavelli. Note di Lodovico Magugliani.

Le nuvole
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Aristophanes <450 a.C.-385 a.C.>

Le nuvole / Aristofane ; traduzione e note di Alessandro Grilli ; prefazione di Franco Cordelli

Milano : BUR : Corriere della sera, 2012

Le Catilinarie
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Cicero, Marcus Tullius <106 a.C.-43 a.C.>

Le Catilinarie / Marco Tullio Cicerone ; introduzione, traduzione e note di Lidia Storoni Mazzolani ; premessa di Salvatore Rizzo

10. ed

[Milano : Rizzoli], 1998

Apologia di Socrate
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Plato <428/27 a.C.-348/47 a.C.>

Apologia di Socrate ; Critone / Platone ; introduzione di Ezio Savino ; traduzione e note di Nino Marziano

[Nuova ed.]

[Milano] : Garzanti, 2001

Abstract: L'Apologia di Socrate, il più celebre dei dialoghi platonici, e il Critone fanno parte dei dialoghi cosiddetti socratici, quelli cioè che rispecchiano il pensiero del grande maestro. Il primo espone l'autodifesa che Socrate pronunciò davanti al tribunale che lo aveva condannato a morte per empietà e corruzione dei giovani (forse per il suo insegnamento spregiudicato). Nel secondo dialogo, sul dovere di obbedire alle leggi, Socrate spiega il motivo per cui respinge il piano di fuga preparatogli dagli amici, esprimendo la convizione che l'errore che lo condanna a morte è degli uomini che hanno male inteso e applicato le leggi, non delle leggi.

Casina
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Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.> - Plautus, Titus Maccius <circa 250 a.C.-184 a.C.>

Casina ; Pseudolo / Tito Macco Plauto ; introduzione e note di Margherita Rubino ; con un saggio di Vico Faggi ; traduzione di Vico Faggi

Milano : Garzanti, 1994

Abstract: Nel genere della farsa e della commedia degli equivoci, il teatro di Plauto mantiene inalterato nel tempo il suo successo. Merito della comicità schietta e frizzante, del ritmo serrato dei dialoghi, dell'intreccio brillante, della spiritosa inventiva verbale. Commedie della beffa e della caricatura, Casina narra la storia di una trovatella che viene contesa da padre e figlio, Pseudolo invece mette di fronte due campioni di ribalderia: Balione, crudele trafficante di uomini e Pseudolo, servo capace di mille inganni.

Lettere a Lucilio
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Seneca, Lucius Annaeus <4 a.C.-65>

Lettere a Lucilio / Lucio Anneo Seneca ; introduzione di Luca Canali ; traduzione e note di Giuseppe Monti

3. ed

Milano : Rizzoli, 1989