Ver todos

Los últimos mensajes del Foro

Re: Fabbricante di lacrime - Erin Doom

Questo libro è fantastico! E' un genere un po' particolare, deve piacere. Mi ha fatta appassionare, davvero! Con questo libro ho riso, pianto e giuro che in alcuni momenti è stato molto difficile trattenermi dall'urlare di gioia, ma anche di tristezza o di stupore.
E' importante riuscire a vedere che cosa c'è dietro a queste pagine, il vero significato di ciò che racconta.
Da un lato volevo sapere come finiva, dall'altro invece non volevo che finisse mai!
Penso che Erin abbia fatto un ottimo lavoro con questo libro!!!

Sui prati del Tonale 94 stelle alpine - Sergio Boem

13 giugno 1918, Cima Cady, passo del Tonale. È un altro giorno di sangue e di cenere, un altro anello nella catena di lutti della prima guerra mondiale. A scontrarsi in un’aspra battaglia da una parte all’altra della Alpi sono il battaglione Valcamonica del V reggimento alpini e i soldati dell’esercito austroungarico. Un violento temporale si unisce al fuoco d’artiglieria, in quello che sin da subito si profila come un feroce combattimento ad alta quota.

Settembre 2019, stesse montagne. A oltre un secolo di distanza dal drammatico evento, i prati del Tonale ci consegnano un’inestimabile testimonianza: una fossa anonima colma dei resti di 94 soldati austroungarici dispersi. La straordinaria scoperta si deve al bresciano Sergio Boem, vero cacciatore di ricordi e ricercatore di storie, nonché alpinista e scrittore che ha già dato alle stampe diversi libri incentrati sulle vicende del battaglione Valcamonica. Basandosi sugli accenni a un’imponente sepoltura presenti nel diario di guerra del nonno materno e ufficiale degli alpini Ubaldo Ingravalle, Boem si è recato nei luoghi della battaglia di Cima Cady e, supportato da istinto e tenacia, è riuscito a trovare la fossa di soldati dimenticati, riportando alla luce una grande tragedia dimenticata.

Dopo il sorprendente rinvenimento, a pochi mesi dalle celebrazioni per il centenario del milite ignoto, Boem ha pubblicato il libro “Sui prati del Tonale 94 stelle alpine” (Rendena, 2021), un romanzo storico in cui racconta sia della battaglia di Cima Cady che dell’avvenuto ritrovamento, partendo però dagli antefatti, ossia dall’esperienza al fronte del nonno alpino e dei suoi uomini nei mesi che hanno portato al 13 giugno 1918.

Alternando scene di combattimenti, minute descrizioni della vita militare e riflessioni personali, Boem ha confezionato un libro ben documentato che parla della grande guerra nella sua brutale e quotidiana disumanizzazione fatta di morte, terrore, fame, fango e dolore. La sua è un’opera che vuole essere un monito contro ogni guerra e un sentito tributo per tutti coloro che, a prescindere dallo schieramento e dalla nazionalità, si sono ritrovati coinvolti in un conflitto bellico.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/sui-prati-del-tonale-94-stelle-alpine-i-dimenticati-di-cima-cady/

Chiari di luna - Renzo Bresciani

Il quartiere di Fiumicello, al confine con Porta Milano, è il cuore del boom industriale. Si riempie di vita, le nuove abitazioni (nell’area di Campo Fiera) spuntano come funghi, gli operai e gli impiegati tutte le mattine riempiono i tram che percorrono via Milano per giungere al luogo di lavoro, mentre i bambini scorrazzano ridendo nei prati incolti che circondano l’abitato.

È questo il panorama e il vissuto che permea le pagine di “Chiari di luna”, romanzo di Renzo Bresciani ambientato negli anni cinquanta, pubblicato per la prima volta nel 1989 dalla casa editrice locale La Quadra e ristampato, l’anno successivo, nella collana Oscar Mondadori. Uno dei “classici” della letteratura del bresciana del Novecento, scritto da uno dei protagonisti della vita culturale della seconda metà del secolo scorso, capace di far rivivere per il tempo di un romanzo breve quell’aria di periferia cittadina che si respirava all’epoca a Brescia così come in molte altre città industriali.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/chiari-di-luna-renzo-bresciani/

Re: Norwegian wood - Haruki Murakami

Norwegian wood = Tokyo blues di Haruki Murakami con una nota dell'autore ed introduzione di Giorgio Amitrano
Mi ci sono preparata leggendo "Il giovane Holden", al quale è spesso paragonato.
Decisamente molto molto meglio questo.
Non c'è paragone se non che entrambi sono una autobiografia di un determinato periodo tardo adolescenziale narrata con simil flusso di coscienza.
Ma diversissimo è il contesto sociale, il periodo narrato, la modalità narrativa, la tipologia descrittiva.
Consigliato.

Un odore di toscano - Roberto Perrone

Un ultimo saluto a Roberto Perrone: ricorderemo la sua fantasia e l'originalità narrativa per molto tempo.
Ci mancherà il seguito delle storie e delle gesta dei suoi personaggi.
Purtroppo abbiamo perso un amico generoso e simpatico, il viaggiator goloso che avremmo sempre voluto accompagnare nei luoghi del buon gusto.
R.I.P.

Amori sospesi - Alberto Asor Rosa

Ma che bello l'amore. Anzi, meglio sarebbe dire che belle le storie d'amore. Soprattutto quelle anomale, quelle un po' strambe che, sotto sotto un po' ci riguardano e ci costringono a scendere in apnea nel Lete, alla ricerca dei ricordi che giacciono sul fondo. In questo bel volume di storie ne troviamo dieci, che trattano amori adolescenziali, amori inaspettati, amori eccessivi. Dice la neo vedova: "Che barba. Mai un litigio, uno screzio, un disaccordo, mai! Uffa che noia, meno male che è finita". Va detto che a volte le storie non finiscono bene o, peggio, non cominciano affatto e vorresti essere tu, lettore o lettrice, a immaginare un finale diverso. Ma si finirebbe col banalizzare gli amori sospesi che invece hanno bisogno di un humus - in ogni caso - tutto personale, anche se deleterio. Diceva bene il buon Bernard Shaw: le cose migliori della vita o sono illegali o immorali ma, aggiungo io, fanno sentire meno soli.

L'ombra sul colosso - Marco Badini

Brescia, autunno 1932. La città, avvolta in un’atmosfera nebbiosa, è pronta a ricevere la visita di Mussolini ma viene sconvolta dal ritrovamento di un cadavere ai piedi del colosso di Piazza della Vittoria. Sarà compito del commissario Villata trovare un colpevole prima che Mussolini arrivi in città per inaugurare la nuova piazza.

“L’ombra sul colosso. La prima indagine del commissario Villata”, romanzo d’esordio di Marco Badini, è un avvincente giallo storico ambientato nella Brescia degli anni trenta.

Un romanzo molto godibile, ma anche basato su una ricostruzione storica ineccepibile, che segna l’esordio di un nuovo Commissario bresciano, Villalta detto il “Mastino”.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/marco-badini-l-ombra-sul-colosso/

Bel-Ami - Guy de Maupassant

Nella Parigi del 18.. Georges Duroy è uno squattrinato ex sottoufficiale in cerca di fortuna.
Il caso mette sulla sua strada un suo ex commilitone, Charles Forestier, che è riuscito a intarprendere una carriera di giornalista e lo introduce nel bel mondo parigino, avviandolo alla professione di cronista. Ben presto, però, Duroy scopre che, più che la sua modesta abilità di redattore di cronaca, la vera arma di cui dispone per farsi largo nel mondo è il fascino che esercita sulle donne. Seducendo a una a una le mogli o le figlie degli uomini che a Parigi contano, Bel-Ami – Duroy, figlio di poveri contadini della Normandia, arriva a diventare uno dei personaggi più importanti della capitale.
Bel-Ami è un romanzo spietato. L'autore Guy de Maupassant scava senza remore nelle bassezze dell’animo umano, costruendo una storia da cui nessuno esce vincitore, neppure chi in apparenza lo è. Ne scaturisce un quadro morale e sociale di desolazione assoluta, di un mondo in cui tutti usano tutti e in cui non vi è valore o nobile sentimento che sopravviva alla logica dell’interesse e dell’affermazione di sé. Tutto questo sullo sfondo di una società raffinatissima e privilegiata. Come de Maupassant svela con nitidezza, anche là dove la lotta per la mera sopravvivenza è ben lontana, prestigio sociale, potere e ricchezza divengono la posta in gioco in grado scatenare una ferocia ancor più insidiosa, in quanto velata dall’ipocrisia.

Lacrime, sudore e sangue - Winston Churchill

"Ciò che ho detto a tutti coloro che hanno accettato di entrare a far parte di questo governo lo ripeto oggi alla camera: «Non ho altro da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore».
Ci aspetta una prova tra le più gravi da affrontare. Ci aspettano moltissimi mesi di sacrificio e di sofferenza e saranno mesi che passano lentamente"...

E. CHURCHILL, Discorso alla Camera dei Comuni, del 13 Maggio 1940

Bestiario nazista - Jan Mohnhaupt

Lo studio degli animali nel Terzo Reich non deve essere considerato una balzana amenità, ma uno specchio importante della quotidianità e dell'ideologia nazionalsocialista.
Ogni capitolo di questo saggio avvincente e ottimamente documentato analizza la figura di un animale, offrendoci osservazioni di grande interesse e originalità.

Partiamo dalla passione di Hitler per i cani (i pastori tedeschi in particolare) e per il loro progenitore, il lupo, animale totemico per eccellenza, simbolo di quel mondo teutonico primigenio e selvaggio che i nazisti volevano ricreare.
Hitler firmava lettere private con il nome "Wolf".

Il maiale, dal canto suo, bello lardoso, non selezionato per avere la carne magra come quello inglese, è l'animale attraverso il quale il Regime desidera ardentemente raggiungere l'ideale dell'autarchia alimentare. Per sostenerne l'allevamento, si diffonderà massicciamente la cultura dei campi di patate ed una sorta di (forzato) "riciclo dell'organico" ante litteram.
Il progetto dell'autarchia tramite i maiali fallirà clamorosamente.

Il gatto, nonostante alcuni gerarchi gattofili e l' evidente utilità del felino nell'eliminazione dei topi, viene perlopiù considerato come "bestia ebraica", sfuggente e inaffidabile. Via libera alla sua eliminazione.

Persino il baco da seta (il cui pregiato prodotto finale serviva per realizzare i paracaduti) e le dorifore delle patate vengono utilizzati dal Regime per addestrare i giovani alla guerra e al combattimento, nonché per inculcare nei bambini l'utile idea di "parassita".

Nel saggio si parla poi di cervi, la preda preferita di quel patologico collezionista di trofei che era Göring, il quale non esitó minimamente a far bruciare interi villaggi polacchi e a farne uccidere gli abitanti, al solo fine di poter estendere la sua riserva di caccia.
Pare che, alla notizia dell'avanzata russa sul fronte orientale alla fine della guerra, il suo primo commento fosse: "Oh, i miei poveri cervi..." (inteso non in senso affettivo, ma semplicemente come rammarico per la perdita dell'oggetto delle sue battute di caccia).

Un capitolo a sé, infine, è dedicato ai preziosissimo cavallo, vero compagno di vita in tempo di guerra, unico animale erbivoro ad essere venerato fra tutti quei predatori così cari all'ideologia nazista, da aver battezzato anche i propri carri armati con i loro nomi ("Tiger", "Leopard").

Il saggio è bellissimo e molto scorrevole: lo consiglio vivamente.

Il bambino silenzioso - Sarah A. Denzil

Quando si inizia a leggere questo libro non si vede l'ora di arrivare alla fine , intrigante , facile da leggere e molto scorrevole, unico neo spesso si trovano un pò di parolacce che secondo me potevano essere evitate. Sicuramente lo consiglio per chi è appassionato di questo genere di romanzi.