Ver todos

Los últimos mensajes del Foro

Quanti - Terry Rudolph

Terry Rudolph, nipote del celebre fisico Erwin Schrödinger, propone un simpatico saggio che mira a spiegare alcuni fenomeni della fisica quantistica senza fare ricorso a complesse definizioni scientifiche e calcoli matematici. Parte dalla descrizione di un semplice evento (il passaggio di una pallina in una scatola PETE - una scatola da un meccanismo misterioso) e dall'analisi delle probabilità che questa pallina in ingresso resti o meno dello stesso colore anche in uscita. Da qui iniziano racconti sull'influenza attiva nel processo dell'osservazione, la presenza di stati nebbiosi (sono reali o non sono proprietà fisiche?) che collassano istantaneamente appena acquisita una conoscenza, la possibilità di sviluppare una telepatia che non abbia nulla a che vedere con pseudo poteri psichici, il concetto di non località e il rapporto tra avvenimenti in apparenza separati etc.
Trovo che il testo sia adatto a tutti e ho apprezzato moltissimo lo stile asciutto e divertente. E' come se ci stesse svelando (mai completamente) un trucco di magia, estremamente logico, estremamente fantasioso.

Le gratitudini - Delphine de Vigan

Grazie.
E' una di quelle parole che non fa mai male dire una volta in più. Grazie.
Esprime uno di quei sentimenti che, con gli anni, ci pentiamo di non avere comunicato maggiormente con chi l'avrebbe meritato, con chi magari non avrebbe avuto bisogno di sentirselo dire o non avrebbe neanche voluto, perché le sue azioni erano state completamente disinteressate. Grazie. Eppure noi destinatari di quei gesti non sappiamo come sdebitarci e il minimo che sentiamo di fare è almeno dire qualcosa, ancora, ancora e ancora. Grazie.
Quando invece diamo per scontato alcuni atteggiamenti e cose, è come se la "r" si incrinasse, la "z" si spezzasse, e dovremmo tornare a dare a questa parola di sei lettere il peso che merita, prima di, magari un giorno, smarrire come si pronuncia.

L'ultimo romanzo di Delphine de Vigan prova a insegnarci il difficile compito di "imparare a perdere".
"Riadattarsi. Riorganizzarsi. Fare senza. Passare oltre. Non avere più niente da perdere. Comincia da piccole cose. E poi accelera."
La protagonista, Michka, correttrice di bozze in pensione, è colpita nel lessico: giorno dopo giorno, inizia a dimenticare alcune sillabe, a usare termini simili al posto di altri. "Fa pena", dice, al posto di "Va bene". Determinata, cerca di non mollare e continua comunque a parlare, eloquente, facendosi capire pur con sostantivi e verbi sbagliati.

"E' di notte che... s'imboscano... si perdono, quando non riesco ad addormentarmi so che in quel momento si sfrugano, che s'infugano, ne sono sicura, ma non c'è niente da fare, a vagoni, a gran velocità, non c'è niente da fare, te lo dico io, anche l'ornito... l'orto..."

Aiutata da Marie, una giovane donna che ha praticamente cresciuto, e Jerome, l'ortofonista della struttura dove viene ricoverata, continua a combattere: "Parola per parola. Palmo a palmo. Non cedere niente. Né una sillaba né una consonante. Senza il linguaggio, cosa resta?"
A Michka resta la gratitudine, enorme, verso una coppia che la nascose durante la II Guerra Mondiale, facendola passare per la loro nipotina. Ha provato invano a rintracciarli, nel tempo presente, senza mai riuscirci. Finché Marie non l'aiuta con un annuncio sul giornale e Jerome non si reca di persona nel paesino originario della coppia. E' così che Michka può finalmente svuotare e allo stesso tempo riempire il suo cuore e la sua vita riconoscenti, scrivendo una lettera: usando le parole che non riesce più a sillabare, aspettandole "rare, ormai. Lontane, sepolte, mescolate". Ma è decisa nel fare da sola: vuole rappresentare in forma scritta la sua emozione, perché la gratitudine è personale e individuale, e come tale dovrebbe essere trasmessa, in una continua generazione di emozioni.
Grazie, Delphine de Vigan, per questa storia semplice eppure complessa che, pur con l'amarezza della senilità e della perdita, analizza e scava dentro uno dei più limpidi sentimenti dell'animo umano. Grazie.

Maneggiare con cura - Gabriella Kuruvilla

Non mi ha convinto, eppure l'idea di fondo mi era parsa promettente: quattro personaggi che si alternano nella narrazione in prima persona, che tra loro si conoscono poco o per nulla, accomunati però dall'aver vissuto momenti significativi con la madre di una di questi, un'artista indiana morta suicida. Dieci anni dopo il suo funerale le loro strade si incrociano di nuovo e li portano a rivivere giorni e tempi lontani; il destino li conduce a contaminarsi tra loro, a indossare e svelare maschere a seconda della persona con cui si relazionano. Lo stile di scrittura è diretto e scorrevole.
Sembra che tra gli intenti ci fosse quello di sdoganare la figura della donna indiana immigrata in Italia, ma alcune scelte narrative mi sono sembrate un po' squallide. A livello di trama manca qualcosa: per costruzione, il collante sembra esserci, ma non regge molto.

Forget Kathmandu - Manjushree Thapa

Unico titolo di uno scrittore (in questo caso scrittrice) nepalese, e quindi unico candidato per il prompt #21 della RBBC Challenge 2020.
La trama mi ha ingannato: avrei dovuto guardare meglio anche il genere del libro, classificato in "Storia del Nepal".
Mi aspettavo infatti un romanzo storico e invece è risultato essere per due terzi un libro di storia politica sul Nepal, che prende sì spunto dal fatto di cronaca nera avente protagonista il principe Dipendra e la famiglia reale, ma poi ne approfitta per raccontare secoli e secoli di politica, fino alla situazione corrente.
E' per questo risultato parecchio noioso, zeppo di nomi, date, successioni, governi, etc., di cui non sono proprio appassionata.
Nell'ultima parte invece diventa più interessante: la scrittrice narra dei suoi viaggi nei piccoli centri e villaggi del Nepal, descrivendo le varie situazioni. Questo rispecchia più anche la quarta di copertina, miscelando bene narrativa, storia e antropologia.

Sviluppare l'intelligenza numerica 3 - Daniela Lucangeli, Chiara de Candia e Silvana Poli

Il volume contiene una serie di schede di esercizi rivolto a bambini dagli 8 anni in su, ma secondo me andrebbe bene anche per chi ne ha 7 e ha qualche difficoltà.
Offre all'inizio una brevissima introduzione ed è accompagnato da un CD-ROM, dove la parte più interessante per me è formata dai giochi, come per esempio il quadrato magico, che richiedono di usare le competenze acquisite divertendo il bambino (e facendogli quasi dimenticare di stare facendo matematica).
Avrei apprezzato una parte di potenziamento dedicata anche a chi non ha difficoltà ma è pronto a qualcosa di più sfidante.

Cambiare l'acqua ai fiori - Valérie Perrin

Musica, poesia, profumi, fiori, cani e gatti, dolori e amore, tanti sentimenti e molto di più.
In una cornice originale, con eleganza e stile puramente francesi si svolge il romanzo di una vita infelice che la bontà e la gentilezza d'animo trasformano in un'esistenza accettabile, ancora tutta da vivere, in una rinascita meritata e finalmente serena.
Violette coinvolge, fa soffrire per la sua storia, ma si fa amare e comprendere, perché offre sollievo e consolazione a tutti quelli che ne hanno bisogno, nel momento peggiore della vita, generosamente accoglie chi chiede aiuto, sia persone sia animali, perché l'ha ricevuto a sua volta nei momenti più bui, da amici preziosi e impagabili.
Un libro che non si dimentica, una lezione da imparare, per il nostro bene, cercando il coraggio che a volte non c'è, di fronte alla morte che invece non manca mai.