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Hunger games. Il canto della rivolta
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Collins, Suzanne <1962->

Hunger games. Il canto della rivolta

Mondadori, 2012

Resumen: Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.

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un capolavoro!!!

Elisa Arici
18 posts

Un'ottima conclusione. Non un lieto fine smielato, non una tragedia... La saga non crolla nell'ultimo libro come accade spesso in altre serie.

bello, bello e ancora bello. Il finale mi ha sorpreso veramente!!!!!! Brava alla Collins ^_^

Paolo Uberti
1 posts

Bello anche se dalla morte di Prim in poi poteva essere gestito meglio perché tutto quello che succede dopo viene liquidato troppo velocemente secondo me

Chiara Serrano
83 posts

Trilogia completata. Consiglio questa lettura che pur essendo definita "fantastica e per ragazzi" racconta vicende non molto distanti dalla nostra realtà. Una vita post moderna in un futuro abbastanza prossimo se vogliamo dirla tutta.
Il primo ci fa entrare nella storia, dove conosciamo i personaggi, ci appassioniamo per la crudeltà dentro e fuori dell'arena, nel secondo si capisce che non si tratta solo di scontri fisici legati all'Hunger Games ma c'è qualcosa di più grande per cui scontrarsi. L'epilogo nel terzo e' chiarissimo, guerra, dolore, sangue e morte. Sempre e comunque sarà la popolazione a pagare le conseguenze con ferite indelebili nell'anima e nel corpo.
Detto questo però devo bastonare la Collins, nel terzo diventa un po' troppo splatter, prolisso e pessimista. La storia regge anche così o forse sono anche questi gli ingredienti che spingono il lettore ad andare avanti ma sono aspetti negativi da far notare.
Il terzo si legge per curiosità, per affetto ma non per passione. Si arriva ad un finale scontato che non soddisferà tutti ma quello più "giusto" per questa trilogia e pur essendo prevedibile, il libro si fa leggere. D'altronde non è importante la destinazione ma il viaggio, non si dice così?
Non voglio anticipare nulla ma c'è un avvenimento su tutti che mi ha lasciata perplessa, giustificare questa scelta dell'autrice non è stato semplice perché le motivazioni possono essere diverse, alcune delle quali portano a rivalutare l'interpretazione del finale. Buona lettura!

Una frase su cui riflettere: "Adesso ci troviamo in quello stupendo periodo in cui tutti concordano che i nostri ultimi orrori non dovranno mai ripetersi. Ma di solito il pensiero collettivo ha vita breve. Siamo creature stupide e incostanti, con la memoria corta e un grandissimo talento per l'autodistruzione".

Penso dica tutto il titolo. Il terzo libro della saga degli Hunger Games trasforma le emozioni, addirittura lo stile, e ne esce non più come un libro per ragazzi, quanto un vero dramma che si annida nei meandri della mente umana. La protagonista, Katniss, vaga continuamente tra stati di coscienza e stati di incoscienza, è ferita, dolorante e disperata. Arriva a non avere più nemmeno le lacrime per piangere i mori, intrappolata com'è in un reticolo di avvenimenti strazianti. Ed è questo a rendere il finale leggermente (ma giusto un filo) insipido. Perchè da una saga simile ci si aspetta IL lieto fine, non UN lieto fine. Bello, ben congegnato, neanche troppo affrettato come alcuni accusano. Solo l'inizio lascia l'amaro in bocca, almeno per me, deluso com'ero dal mega-riassuntone in 8 righe di sorprese clamorose alla fine della "Ragazza di Fuoco". Insomma, non è più Hunger Games, che si può prendere un po' più a cuor leggero: questo è un libro che ti fa star male, ma alla fine ne esci felice: sarà per la perfetta tecnica dell'io narrante, che ti fa sentire perfettamente quando le emozioni di Katniss, specialmente quando intrappolata (mantra del libro, tra l'altro). Consigliatissimo.

due parole: letteralmente fantastico. amo questo genere di libri ma Hunger Games è una trilogia talmente appassionante... mi ha colpito molto il finale e quando ho saputo che al cinema proiettavano questa serie mi sono fiondata in sala! leggetelo, non ve ne pentirete

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