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Ordo amoris
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Scheler, Max <1874-1928>

Ordo amoris

Morcelliana, 2008

Resumen: L'ordo amoris è per Scheler il nucleo fondamentale dei valori (distinti dai beni empirici), degli atti d'amore e odio dell'individuo e la fonte originaria di ogni sua autentica esperienza etica. Un ordine soggettivo, il centro dinamico della persona, cui corrisponde un ordo amoris assoluto e universale, capace di strutturare l'intera realtà "dal granello di sabbia fino ad arrivare a Dio". Mutuando il tema da Agostino, e alla luce della riflessione pascaliana su un ordre du coeur distinto dall'intelletto, il filosofo tedesco si domanda: è possibile un concetto quale "ordine dell'amore" senza cadere in contraddizione? Una riflessione che, condensata in queste pagine inedite pubblicate postume (da un manoscritto del 1916, con inserto del 1914-1915), illumina con sguardo fenomenologico il vissuto etico dell'uomo e il tentativo di elaborarne una dottrina.

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"Mi trovo in un mondo immenso di oggetti sensibili e spirituali che mettono il mio cuore e le mie passioni in uno stato di incessante movimento."

Max Scheler spiega il concetto di ordo amoris, mutuato da Agostino e confrontato con le riflessioni sull'ordre du coeur di Pascal, e che si può riassumere come una forza, anzi, la forza universale che tutto muove, nonché la più intima essenza dell'individuo. Si tratta di una spinta al sentire e all'agire che si manifesta come amore infinito e che definisce l'uomo ens amans, amante dell'oltre e del mutare, non del singolo oggetto.
Nel testo egli tenta di dimostrare come le cosiddette ragioni del cuore non siano separate da quelle intellettive in quanto irragionevoli, bensì, semplicemente, differenti, e tenta di ristabilire una cultura del cuore, il valore del sentire - ricordiamo che la base di partenza di S. è pur sempre la fenomenologia - la bellezza.
Ma, nonostante questo, amare non va inteso come un concetto idilliaco, non significa riuscire sempre a sottrarsi al male del mondo, poiché non è quel male a volte necessario a generare l'odio. L'odio sarebbe piuttosto un modo scorretto di cogliere l'ordine dell'amore, una rivolta a quel nucleo fondamentale di valori che risulta necessario per sviluppare una gerarchia oggettiva del desiderio e dell'azione e per rifondare l'etica.

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