Piazzese, Santo <1948->

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Blues di mezz'autunno
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Piazzese, Santo <1948->

Blues di mezz'autunno / Santo Piazzese

La Biblioteca di Repubblica-L'Espresso, 2016

Resumen: Lorenzo La Marca, lo svagato detective dei gialli palermitani di Santo Piazzese, si trova ad Erice, ad un workshop del Centro Ettore Majorana. Mentre gironzola qui e là in cerca di riparo dalla inesorabilità del sole e dei colleghi, fa un incontro inatteso: l'amico dei primi anni di Biologia. Rizzitano, si chiamava, ed era sempre stato tanto capace di navigare tra uomini e donne quanto La Marca era impacciato. La rievocazione inevitabile s'impunta su una zona della memoria evidentemente sensibile: l'isola della Spada dei Turchi. E qui cambia la scena. L'ironia e il parlare per allusione e contrasti, tipici della spavalderia autocritica del personaggio, si modula, a poco a poco, al tono del ricordo. La mente torna agli inizi di La Marca, il ritratto del personaggio da giovane. Un pugno di anni di tanto tempo prima, studente alle prime armi, il suo professore, per studiare certi pesci, lo imbarcava su un peschereccio, il Santa Ninfa. Navigando con gente di mare, gli era piaciuto scoprire cose immaginate sui libri di scienze e di avventura ma, una volta, s'era invaghito di un'isola della costa siciliana, la Spada. Ci vivevano gli stravaganti - così gli altri isolani chiamavano la colonia di individui finiti là, ognuno venuto da lontano, ognuno per ragioni diverse, qualcuno a viverci stabilmente, altri a ricercare periodicamente se stessi. Gravitavano intorno a un bar dal nome incongruo, fondato nel dopoguerra da un friulano precipitato in quello scoglio insieme alla moglie bellissima.

Blues di mezz'autunno
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Piazzese, Santo <1948->

Blues di mezz'autunno / Santo Piazzese

Sellerio, 2013

Resumen: Lorenzo La Marca, lo svagato detective dei gialli palermitani di Santo Piazzese, si trova ad Erice, ad un workshop del Centro Ettore Majorana. Mentre gironzola qui e là in cerca di riparo dalla inesorabilità del sole e dei colleghi, fa un incontro inatteso: l'amico dei primi anni di Biologia. Rizzitano, si chiamava, ed era sempre stato tanto capace di navigare tra uomini e donne quanto La Marca era impacciato. La rievocazione inevitabile s'impunta su una zona della memoria evidentemente sensibile: l'isola della Spada dei Turchi. E qui cambia la scena. L'ironia e il parlare per allusione e contrasti, tipici della spavalderia autocritica del personaggio, si modula, a poco a poco, al tono del ricordo. La mente torna agli inizi di La Marca, il ritratto del personaggio da giovane. Un pugno di anni di tanto tempo prima, studente alle prime armi, il suo professore, per studiare certi pesci, lo imbarcava su un peschereccio, il Santa Ninfa. Navigando con gente di mare, gli era piaciuto scoprire cose immaginate sui libri di scienze e di avventura ma, una volta, s'era invaghito di un'isola della costa siciliana, la Spada. Ci vivevano gli stravaganti - così gli altri isolani chiamavano la colonia di individui finiti là, ognuno venuto da lontano, ognuno per ragioni diverse, qualcuno a viverci stabilmente, altri a ricercare periodicamente se stessi. Gravitavano intorno a un bar dal nome incongruo, fondato nel dopoguerra da un friulano precipitato in quello scoglio insieme alla moglie bellissima.

I delitti di via Medina-Sidonia
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Piazzese, Santo <1948->

I delitti di via Medina-Sidonia / Santo Piazzese

Sellerio, 2009

Resumen: I sani, buoni, misteriosi delitti, che gli mancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questo mondo. Quelli con un bel movente, quelli da scavarci dentro, come Maigret, come Marlowe, o - più realisticamente - come don Ciccio Ingravallo, per arrivare alla fine ai meccanismi elementari della psiche. Da noi, però, c'è la mafia che oscura tutto, e non concede a un detective brillante alcuna possibilità di uscire dalla routine. Ma il delitto, il duplice delitto, che insanguina Palermo, nei giorni del pieno scirocco, i giardini botanici, è di quelli sani buoni e misteriosi: senza mafia, radicato invece in una complicanza annosa di gelosie e inconfessabili colpe, in un ambiente di ozi e stranezze universitarie. Conduce l'indagine una specie di prototipo palermitano, colto e nullafacente, raffinato e sensuale, ironico e sentimentale, così simile - per chi conosce Palermo - a una versione sprovincializzata e moderna dei siciliani di cui diceva il principe Fabrizio del Gattopardo (o a un miscuglio meridionale di Marlowe e Philo Vance). Ed è questo suo senso metastorico di superiorità che gli permette di condurre l'indagine con la facilità, e la felicità, di chi insegue un ritmo.

Trilogia di Palermo
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Piazzese, Santo <1948-> - Piazzese, Santo <1948->

Trilogia di Palermo / Santo Piazzese ; con una nota dell'autore

Palermo : Sellerio, 2009

Resumen: I delitti di via Medina-Sidonia. I delitti che insanguinano Palermo nei giorni del pieno scirocco sono di quelli sani buoni e misteriosi: senza mafia, radicati invece in una complicanza annosa di gelosie e inconfessabili colpe, in un ambiente di ozi e stranezze universitarie. Conduce l'indagine Lorenzo La Marca, una specie di prototipo palermitano, colto, raffinato e sensuale, ironico e sentimentale, così simile - per chi conosce Palermo - a una versione sprovincializzata e moderna dei siciliani-dei di cui diceva il principe Fabrizio del Gattopardo. La doppia vita di M. Laurent. A Palermo, su un marciapiede viscido di pioggia, un morto con il cuore trapassato da un colpo di pistola: un altro caso costringe all'indagine Lorenzo La Marca, biologo per vocazione e detective per necessità (o è forse il contrario?). Per risolvere il caso La Marca si concede tempo. Tempo per dare un'occhiata da vicino, tempo per un aperitivo su una terrazza a un passo dal centro più centro, contemplando distese di tetti e cupole, e, in fondo, la linea ferma del mare. Il soffio della valanga. Per il commissario Spotorno (l'amico di La Marca che in questo romanzo figura come comparsa), il duplice omicidio della 127 azzurra è un caso che lo costringe a riepilogare la sua vita. Uno dei due picciotti uccisi nella macchina - una strage mafiosa, si presenta, con tutto il corredo del caso, gragnola di proiettili e corpi crivellati - è l'amico di giochi Rosario.

I siciliani del giallo
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I siciliani del giallo : Brescia, Teatro San Carlino, 28 marzo 2006 / [intervista a] Santo Piazzese ... [et al.]

Teletutto, [2006]

Resumen: Incontro con gli scrittori siciliani di gialli Santo Piazzese, Salvatore Scalia, Domenico Seminerio e Gianfrancesco Turano, nell'ambito della 6a edizione della rassegna A qualcuno piace giallo.

Il soffio della valanga
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Piazzese, Santo <1948->

Il soffio della valanga / Santo Piazzese

Milano : Mondolibri, stampa 2003

I delitti di via Medina-Sidonia
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Piazzese, Santo <1948->

I delitti di via Medina-Sidonia / Santo Piazzese

Ed. speciale per Panorama

[Milano] : Panorama ; Palermo : Sellerio, copyr. 2003

Resumen: I sani, buoni, misteriosi delitti, che gli mancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questo mondo. Quelli con un bel movente, quelli da scavarci dentro, come Maigret, come Marlowe, o - più realisticamente - come don Ciccio Ingravallo, per arrivare alla fine ai meccanismi elementari della psiche. Da noi, però, c'è la mafia che oscura tutto, e non concede a un detective brillante alcuna possibilità di uscire dalla routine. Ma il delitto, il duplice delitto, che insanguina Palermo, nei giorni del pieno scirocco, i giardini botanici, è di quelli sani buoni e misteriosi: senza mafia, radicato invece in una complicanza annosa di gelosie e inconfessabili colpe, in un ambiente di ozi e stranezze universitarie. Conduce l'indagine una specie di prototipo palermitano, colto e nullafacente, raffinato e sensuale, ironico e sentimentale, così simile - per chi conosce Palermo - a una versione sprovincializzata e moderna dei siciliani di cui diceva il principe Fabrizio del Gattopardo (o a un miscuglio meridionale di Marlowe e Philo Vance). Ed è questo suo senso metastorico di superiorità che gli permette di condurre l'indagine con la facilità, e la felicità, di chi insegue un ritmo.

La doppia vita di M. Laurent
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Piazzese, Santo <1948->

La doppia vita di M. Laurent / Santo Piazzese

Ed. speciale per Panorama

[Milano] : Panorama ; Palermo : Sellerio, copyr. 2003

Il soffio della valanga
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Piazzese, Santo <1948->

Il soffio della valanga / Santo Piazzese

Palermo : Sellerio, copyr. 2002

Andrea G. Pinketts e Santo Piazzese
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Andrea G. Pinketts e Santo Piazzese : Quadriportico, 31 marzo 2001 / intervista a cura di Cesare Medail e Piera Maculotti

Teletutto, [2001]

Resumen: Intervista agli scrittori Andrea G. Pinketts e Santo Piazzese, realizzata aBrescia nel 2001 nell'ambito della rassegna A qualcuno piace giallo. [Visione]

La doppia vita di M. Laurent
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Piazzese, Santo <1948->

La doppia vita di M. Laurent / Santo Piazzese

Palermo : Sellerio, copyr. 1998

Resumen: A Palermo, su un marciapiede viscido di pioggia, un morto con il cuore trapassato da un colpo di pistola. Dopo l'esordio ne I delitti di via Medina-Sidonia, un altro caso costringe all'indagine Lorenzo La Marca, biologo per vocazione e detective per necessità (o forse è il contrario?). La Marca si concede tempo. Tempo per dare un'occhiata da vicino, tempo per un aperitivo su una terrazza a un passo dal centro, contemplando distese di tetti e cupole e, in fondo, la linea ferma del mare. La sua inveterata affezione al corto circuito logico, la capacità di comporre le contraddizioni in una superiore unità, gli fornirà la chiave per decifrare una vicenda equivoca e paradossale. Fino all'incredibile soluzione.

I delitti di via Medina-Sidonia
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Piazzese, Santo <1948->

I delitti di via Medina-Sidonia / Santo Piazzese

Palermo : Sellerio, copyr. 1996

Resumen: I sani, buoni, misteriosi delitti, che gli mancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questo mondo. Quelli con un bel movente, quelli da scavarci dentro, come Maigret, come Marlowe, o - più realisticamente - come don Ciccio Ingravallo, per arrivare alla fine ai meccanismi elementari della psiche. Da noi, però, c'è la mafia che oscura tutto, e non concede a un detective brillante alcuna possibilità di uscire dalla routine. Ma il delitto, il duplice delitto, che insanguina Palermo, nei giorni del pieno scirocco, i giardini botanici, è di quelli sani buoni e misteriosi: senza mafia, radicato invece in una complicanza annosa di gelosie e inconfessabili colpe, in un ambiente di ozi e stranezze universitarie. Conduce l'indagine una specie di prototipo palermitano, colto e nullafacente, raffinato e sensuale, ironico e sentimentale, così simile - per chi conosce Palermo - a una versione sprovincializzata e moderna dei siciliani di cui diceva il principe Fabrizio del Gattopardo (o a un miscuglio meridionale di Marlowe e Philo Vance). Ed è questo suo senso metastorico di superiorità che gli permette di condurre l'indagine con la facilità, e la felicità, di chi insegue un ritmo.