Clara Toninelli

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Últimas reseñas insertadas

Sulla pista animale - Baptiste Morizot

Questo saggio ricco di spunti, scritto da un filosofo francese, ci aiuta a rivedere il nostro concetto di Natura (parola feticcio che per noi Occidentali implica un "dentro", umano, contrapposto ad un "fuori" inerte, da sfruttare e/o civilizzare).
Morizot, insieme alla riflessione teorica, propone una pratica concreta, che potrebbe farci assumere una disposizione diversa nei confronti del mondo vivente: quella del tracciamento.
Si tratta cioè di osservare e seguire le orme degli animali selvatici, assumendo il LORO punto di vista, per diventare truchements (interpreti) di quegli esseri. Così facendo, ci "inforestiamo", diventiamo cioè più sensibili ai loro usi e costumi, al loro modo di comunicare e di vivere, per inventare modi migliori di relazionarci e coesistere nello stesso ambiente (che è tanto nostro, quanto loro).
Bello!

I russi sono matti - Paolo Nori

Manuale appassionato e buffo, in brevi capitoletti concatenati che si mangiano deliziosamente come ciliegie, uno dopo l'altro.
(Paolo Nori ama e traduce la letteratura russa da 40 anni).

L'anima smarrita - Olga Tokarczuk, Joanna Concejo

La velocità dell'anima non è pari a quella del corpo, quindi alle volte resta un po' indietro e bisogna mettersi da qualche parte ad aspettarla. Giorni, mesi, anni.
Ma un giorno, tutta stanca, sporca e piena di graffi, lei arriva! È una bambina che ha fatto un lungo viaggio...

Il breve testo del premio Nobel Olga Tokarczuk è insolito e bello, ma quello che gli dà vera meraviglia sono le illustrazioni malinconiche e poeticissime di Joanna Concejo.
Bianchi e neri silenziosi come scene di un film di Bela Tarr si illuminano e si riscaldano di colore nel finale (traboccando persino nel risguardo conclusivo).
Molto bello.

La prospettiva rovesciata - Pavel Florenskij

Se i filosofi e matematici russi (tanto per cambiare morti in un gulag) ti ispirano;
se sei interessato ad una concezione simbolica e fortemente spirituale della realtà;
se ti piacciono le icone:
ecco, questo piccolo e denso saggio d'arte è per te!

R: Ninfee nere - Michel Bussi

Prendi un incantevole paesino normanno, Giverny, il luogo in cui Monet ha vissuto e dipinto le sue Ninfee. Racconta per bene com'è dorata la luce, com'è trasparente l'acqua, come sono pittoresche le vie di questo bellissimo villaggio.
E poi disseminaci cadaveri!
È un contrasto che regge molto bene! Se ci aggiungi che i fatti sono narrati da una vecchia solitaria e cattiva, che ha la mania di spiare tutti dall'alto della sua torre, tombola è fatta.

*Tutte le informazioni sui luoghi, sulla vita e sulle opere di Monet sono reali: e come effetto secondario della lettura, fanno venire curiosità e una gran voglia di approfondire.

Morale per disobbedienti - Michel Serres

Portate scompiglio; ribellatevi alle gerarchie vuote e ai moralismi rigidi; ridete!
E trasformate il duro in dolce! (In che modo? Mettendoci nel posto più umile, quello delle vittime. Rendendo a terzi il bene che ci è stato donato. Rifiutando la logica dello scontro, a favore di quella collaborativa e responsabile, come quella che regna fra gli uomini che vivono a bordo di una nave, per esempio...).

Questo piccolo saggio luminoso è il testamento lasciatoci da Michel Serres prima di morire.
Il grande filosofo, membro della prestigiosa Académie Française, aveva 89 anni, ma leggendo queste pagine si sente dietro ogni riga un sorriso giovane e monello!

Viaggio nelle Cevennes in compagnia di un asino - Robert Louis Stevenson

Che Stevenson fosse avventruroso si sapeva: ma che avesse questo senso dell'umorismo?!
Il resoconto del viaggio di 12 giorni che il grande scrittore scozzese compie a piedi nel Sud della Francia, nell'autunno del 1878, è costellato di considerazioni divertenti, o autoironiche, che fanno molto sorridere. Modestine, l'asinella che lo accompagna, è la fonte principale delle sue disavventure.
Il tono generale del libro, tuttavia, è evocativo e, a tratti, persino lirico: quando descrive la solitudine dei monti deserti, i silenzi delle valli, la quiete splendente dei suoi bivacchi notturni sotto il cielo.

Una morte dolcissima - Simone de Beauvoir

E' difficile parlare della malattia e della morte, soprattutto se non si vuole essere retorici o patetici, o, al contrario, originali e profondi a tutti i costi.
Simone de Beavoir ci riesce.
In ospedale, a fianco della madre malata, ci accompagna in una cronaca non artefatta del decorso inarrestabile della malattia, dell'alternarsi dei sentimenti -suoi, della madre, della sorella-, della presa di coscienza, dolorosa ma necessaria, che la morte esiste.
Allontanarla non si può, ma renderla umana con piccoli gesti d'attenzione e d'amore è quanto permette al nostro cuore di non spezzarsi senza rimedio.

Il portico - Philippe Delerm

Immagina un paesino di campagna in Normandia. Qui abita Sèbastien, un professore amante della cultura, della musica e dei piaceri semplici della vita. A 45 anni, però, le cose che han sempre dato gioia a Sèbastien, all'improvviso, senza un motivo particolare, non gliene danno più. Si sente scivolare nella malinconia, e le ore diventano spente e svuotate.
Per provare a reagire a questa sensazione, decide di costruire un portico in mezzo al giardino, con le sue mani. In realtà più una pergola...
Consigliato: a chi si sente (un po') giù; a chi ama i colori tenui, le atmosfere soffuse e malinconiche, i giardini di campagna, le commedie francesi, gli acquarelli.

Un colore tira l'altro - Michel Pastoureau

In questo diario, Michel Pastoureau -che è uno storico specializzato in medievistica ed è il più grande esperto internazionale di storia del colore- ci regala una serie di annotazioni fra il buffo e l'erudito, che prendono tutte spunto dal mondo del colore che ci circonda.
Che tratti di una Marilyn di marzapane in costume rosso, della divisa degli All Blacks, o di una vetturetta d'un misterioso color "champagne rosè metallizzato" (siamo sempre influenzati dal lessico, nella percezione di un colore), questo diario cromatico ed il suo autore mettono allegria.

Una passeggiata nella zona - Markijan Kamyš

Fare l'esploratore illegale di Černobyl’, lo stalker, che parte solo con uno zainetto e una bottiglia di vodka, in abiti sprezzantemente inadatti alla stagione, ha il suo innegabile appeal.
Solo che l'atteggiamento ribelle e da beautiful loser -che comprende ubriacarsi e bruciare i libri, e le sedie e le finestre delle case abbandonate della Zona- lascia un po' il tempo che trova.
Mi avrebbe convinto e interessato di più un reportege socio-naturalistico, alla National Geographic, per dire.

Case di scrittori - prologo Marguerite Duras

Guardare le stanze e i giardini, le librerie e i vasi di fiori, i barattoli della cucina e i pavimenti, le sedie e le finestre, dove hanno abitato e vissuto e scritto le loro opere autori come Virginia Woolf, Karen Blixen, Ernst Hemingway, Mark Twain o William Faulkner, è quasi emozionante...

Vita e destino - Vasilij Grossman

"In quest'epoca tremenda, un'epoca di follie commesse nel nome della gloria di Stati e nazioni o del bene universale, e in cui gli uomini non sembrano più uomini ma fremono come rami d'albero e sono come la pietra che frana e trascina con sé le altre pietre riempiendo fosse e burroni, in quest'epoca di terrore e di follia insensata, la bontà spicciola, granello radioattivo sbriciolato nella vita, non è scomparsa. [...]
E ho visto che nella lotta contro il male non è l'uomo a essere impotente: per quanto poderoso, il male non può nulla nella sua guerra contro l'uomo. La bontà è debole, fragile; questo è il segreto della sua immortalità. Essa è invincibile. Più è sciocca, più è illogica e indifesa, tanto più è imponente"
.

Gigantesco, complesso romanzo russo, che vale tanto oro quanto pesa.
La battaglia di Stalingrado, i lager -uguali ai gulag-, la vita e il destino dei componenti della famiglia Šapošnikov, insieme a quella di mille altri personaggi.
Il Male. Ma anche il Bene.
Come non sentire la nostra natura mortale; il nostro amore di verità e di vita; la nostra comune umanità?

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Re: Piccola biblioteca lesbica

Ci sono anche le bellissime poesie di Carol Ann Duffy, "Lo spendore del tempio";
il fumetto "Non ti avevo nemmeno notato";
alcune parti del libro "Ragazzo da parete", da cui han tratto anche il film "Noi siamo infinito".
Ciao!

Re: Lo scrittore delle passioni dal profondo

Uno scrittore meraviglioso, così appassionato imperfetto traboccante,
capace di guardare nel sottosuolo del cuore umano,
i suoi indimenticabili umani troppo umani personaggi,
i suoi romanzi nell'essenza più veri del vero...

I miei preferitissimi:
lunghi: I fratelli Karamazov, L'idiota
brevi: Il giocatore, La mite

Re: La vita davanti a sè - Romain Gary

Bel libro, Piero, condivido; di un grande autore (dalla vita ancor più romanzesca dei suoi romanzi, per altro...)

Fra gli altri suoi scritti sempre belli che ho letto, a me è piaciuto particolarmente anche "La promessa dell'alba";
(anche qui torna quell'intrecciarsi stretto di umorismo e tragedia e malinconia e coraggio)

Re: Caro libro, nun te regghe più!

F. BEGAUDEAU, Verso la dolcezza, Einaudi

Stufo di capolavori, hai voglia di un libro insulso? Vuoi finalmente parcheggiare il cervello e farti una passeggiata nello spettegolio di un trentenne immaturo, giornalista sportivo, dalla vita sociale e sessuale altalenante e piuttosto meschina? Benissimo, il libro che cerchi è questo!

[l'autore è lo stesso de "La classe", da cui han tratto il film omonimo, Palma d'oro a Cannes, piuttosto buono.
Questo secondo romanzo, di promettente ha mantenuto solo il titolo! ]

Re: Venezia

Il primo che mi viene in mente è un bellissimo classico che si addice all'autunno: *Morte a Venezia*, di Thomas Mann.

Ciao!

Re: Il gioco degli incipit

Marta, il bel gioco è durato proprio poco!
Hai indovinato; la risposta è *Delitto e castigo*.

Allora rilancio:

" Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi per certo era questa: che mi chiamavo ............... E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudendo gli occhi e gli rispondevo:
- Io mi chiamo...............
- Grazie caro. Questo lo so.
- E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non saper neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorenza:
- Io mi chiamo ................."

Il gioco degli incipit

Facciamo un gioco. Vi dico l'inizio di un romanzo famoso, e chi vuole prova a indovinare:

" In una giornata estremamente calda del principio di luglio, verso sera, un giovane scese in strada dalla stanzuccia che aveva in subaffitto nel vicolo di S. e lentamente, come fosse indeciso, s'avviò verso il ponte di K.
Per la scala, evitò felicemente l'incontro della sua padrona di casa. La stanzuccia di lui veniva a trovarsi proprio sotto il tetto di un alto casamento a cinque piani e rassomigliava a un armadio più che a una dimora. La padrona che gliela affittava, vitto e servizio compresi, abitava una scala più in basso..."

Vi è venuta qualche idea?

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