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Re: Il grande gioco - David Almond

Il romanzo descrive un gioco che si svolge in una miniera abbandonata ideato e condotto da Skew. Kit Watson è un ragazzo sensibile e riservato, il gioco gli entra nell’animo e ne subisce le conseguenze. Poiché è un ragazzo intelligente, riesce a distinguere la realtà dal gioco.
Ho individuato il libro come un romanzo di fantasia-horror. Mi ha colpito la descrizione meticolosa dei luoghi, delle persone e delle figure immaginarie. Risulta ben descritto e comprensibile il carattere e la personalità di ogni singolo personaggio, le differenza tra i ragazzi, i loro difetti e pregi ma soprattutto la loro amicizia.
Nel periodo invernale i luoghi mi sono sembrati tristi e trattandosi di una zona mineraria, si evidenzia nel romanzo anche la povertà e il tenore di vita di alcune famiglie.
Proprio per questo non avendo né opportunità né grandi scelte è nato il “Grande Gioco”. Con la primavera i luoghi e le persone cambiano, le piante, i fiori forniscono un’altra identità, rendendo tutto più piacevole, perfino “Il Grande Gioco” ha la sua soluzione.
Il libro mi è piaciuto perché descrive una storia, con luoghi, personaggi e situazioni di fantasia ma che allo stesso tempo possono essere reali.
Leggendolo ho provato sensazioni di curiosità, di ansia, di solitudine, di pericolo e poi di gioia. Ho capito cosa può creare un certo tipo di povertà. Non si può sempre restare soli con sé stessi, a volte, quando tutto ci sembra perso, dobbiamo fidarci delle vere amicizie, riconoscerle ed accettarne i suggerimenti. In questo modo potremo risolvere e vincere il nostro “Grande Gioco”.

La lettera

Tina, nel negozio di vendita di abiti usati, trova nella tasca di una giacca , una lettera mai spedita.

È intestata a Chrissie e firmata da Billy, l’uomo che implora il suo perdono.

Chi sono ?Sono ancora in vita? Perché Billy chiede perdono? Cosa è successo ?

Per trovare risposte, inizia una lunga ricerca, allontanandosi da casa per qualche giorno e sfuggire dal marito violento e da una vita non proprio felice .

«Tina fece scivolare una mano nella tasca interna di quella vecchia giacca e ne estrasse una busta ingiallita. C'era l'indirizzo ed era affrancata, ma il francobollo non era timbrato. Per qualche ragione, la lettera non era mai stata spedita. Leggerla sarebbe stato indelicato, eppure lei non poteva buttarla. La aprì, cercando di non danneggiarla. Era datata 4 settembre 1939 e cominciava

La lettura del racconto è scorrevole e senza fronzoli (non ci sono descrizioni dettagliate di luoghi e personaggi che possono anche stancare il lettore);la trama è piuttosto semplice, ma ben articolata in piani temporali differenti.

Sono bastate poche pagine , per appassionarmi alla trama e leggere ..leggere per arrivare molto velocemente al finale : struggente

Confesso che mi sono emozionato soprattutto nella parte del libro dedicata al rapporto tra Chrissie e il padre che ,per evitare il disonore della famiglia , la fa rinchiudere nel convento di St Bridget :luogo di fantasia ma che richiama le “Case Magdalene” sorte in Inghilterra e in Irlanda nel XIX secolo (ho letto altri libri su questo argomento) .
Istituti femminili che accoglievano ragazze orfane o ritenute immorali .
Molti di queste “case” erano gestiti da suore :,
“Cerchi di non farsi troppe illusioni. Le suore saranno parche d’informazioni. Quel posto è chiuso e inespugnabile come una fortezza”.

Qual è il msg che ci lascia la protagonista ?
Bisogna sempre credere nella “speranza di arrivare” anche quando la vita ci mette i “bastoni fra le ruote “!

Re: Il genio di Sutton Place - George Selden

Il libro è ambientato nella città di New York. Più precisamente molte delle vicende narrate si svolgono nel quartiere di Sutton Place dove un ragazzo di nome Timmy, a cui sono capitate una serie di sventure, e il suo cane Sam incontreranno un genio che cercherà di rendere la vita del protagonista migliore aiutandolo nelle difficoltà che incontra ogni giorno. Sam dovrà spostarsi in diverse parti della città per mettere fine ai suoi problemi e vivere una vita felice. Questo libro appartiene al genere umoristico e la sua lettura risulta semplice e scorrevole grazie anche alla trama non molto complessa. L’autore ha deciso di rendere la storia sempre più coinvolgente presentando ogni capitolo come una storia a sé che pian piano comincia a collegarsi con gli altri capitoli creando una vera e propria avventura. Questo tipo di narrazione incuriosisce il lettore che è divertito e ansioso di scoprire cosa succederà al protagonista, alla sua famiglia e ai suoi amici. Consiglio questo libro a chi ama la magia, ma soprattutto a chi ama una lettura coinvolgente e avventurosa.

Tutto ciò che è sulla terra morirà - Michel Bussi

Cara Clotilde, a tre anni, tutte le mattine andando all'asilo, mi raccontavi che sotto la strada che percorrevamo abitava un unicorno lilla con la sua famiglia, che adorava i ravioli, e aveva molti amici di tutte le specie. Tant'è vero che a volte quando passavamo non potevamo entrare (passando da un buco nell'asfalto ben preciso, sempre lo stesso) a salutarlo perché era in viaggio in aereo, per andare dai suoi amici; che invece a volte erano da lui, e quindi tutti in casa non ci stavamo.
Ecco amore, adesso hai solo 10 anni, ma tra qualche anno mi aspetto un best seller <3

#iostoacasaaleggereepoi? - a cura di Luca Ferrieri, Federico Scarioni, Paolo Testori

Una raccolta di articoli e saggi brevi sui primi mesi della pandemia da COVID-19, attraverso diversi punti di vista del mondo editoriale.

"Più di tutto ci sembrava essenziale sottolineare l’idea che in un momento come questo esserci gli uni per gli altri fosse la cosa più importante per tutti. Partecipazione, vicinanza, resistenza, sostegno reciproco: i concetti su cui abbiamo deciso di lavorare ci hanno portato a ridurre lo spazio dedicato a promuovere il nostro lavoro e ampliare quello riservato a diffondere le iniziative altrui. Trasformare, cioè, i nostri canali ancora di più in spazi collettivi, dedicati ma non solo a consigliare qualche bel libro da leggere, ma più in generale a informare e anche, come dire, tenere alto il morale delle truppe. A condividere progetti di collaborazione,a ttività delle librerie, aggiornamenti sullo stato del mercato, proposte per la ripresa: tutto ciò che potesse servire a creare consapevolezza e a far sentire che, malgrado tutto, noi avevamo tutte le intenzioni di continuare a esserci." - Pag. 149-150

Manca tuttavia, secondo me, un testo conclusivo che riprenda le varie voci e le compari, le metta a confronto e ne estrapoli i punti salienti. Però potrebbero sempre farlo i lettori, magari a un incontro di gruppi di lettura...

Un uomo a pezzi - Francesco Muzzopappa

I libri classificati come umoristici di solito non mi fanno nemmeno spuntare un piccolissimo sorriso - forse sarò io troppo seriosa - però i racconti di Francesco Muzzopappa mi hanno fatto venir male alle guance dal tanto ridere che ho fatto. Una rappresentazione di sé attraverso un insieme di frammenti e aneddoti, tutti leggeri ma non superficiali, ironici, introspettivi, schietti ed esilaranti: che scoperta più che positiva! I miei capitoli preferiti: quello sulla preparazione della salsa di pomodoro in Puglia, quello sui mercatini dell'usato, quello della colazione a Santorini e quello sui primissimi amori con Elisabetta e Creamy.

Quel che affidiamo al vento - Laura Imai Messina

Di Laura Imai Messina ho letto in passato "Tokyo orizzontale" e "Tokyo tutto l'anno", ogni volta con delle aspettative che, alla fine, erano rimaste un po' deluse. "Quel che affidiamo al vento" è, per ora, il migliore tra questi. Nel "perimetro di una parola convivono tantissimi sentimenti diversi" (semi-cit.) e stavolta l'autrice è riuscita a farli arrivare tutti: dalla fragilità alla rabbia, dall'inquietudine alla sorpresa, all'andare avanti. È un libro di speranza mista a nostalgia e alla tristezza per le cose che non si possono più cambiare, all'accettazione. Sono curiosa di vederne la trasposizione cinematografica. Mentre mi immaginavo gli eventi del libro, i colori prevalenti sono stati il grigio fumo, l'azzurro ceruleo, il verde muschio, fino a un tratto di giallo alla fine.
Secondo me, manca un po' di scorrevolezza nel testo, cosa che a volte rischia di annoiare un po', arrancando la lettura. Un'altra cosa che avrei apprezzato di più sarebbero state maggiori descrizioni delle ambientazioni. In ogni caso, ho comunque capito, grazie a questo libro, che leggero ancora qualcos'altro della Imai Messina.

Re: Dance! - Paola Zannoner

Questo libro parla di una ragazza di tredici anni diversa dalle sue coetanee: indossa vestiti larghi, ha solo amici maschi e non va d'accordo con le ragazze. È appassionata di hip-hop tanto che si iscrive ad una scuola di danza dove incontra Guido, un ballerino della sua età totalmente diverso da lei: è gentile, umile e preciso. Nonostante la diversità tra i due personaggi nasce un’amicizia inaspettata.
In questo romanzo viene descritto molto il carattere dei protagonisti e i loro comportamenti, lo stile è scorrevole ed è semplice capire gli argomenti che vengono trattati.
Questo libro mi è piaciuto molto perchè parla dell’importanza dell’amicizia.

Re: La casa che mi porta via

Questo libro parla di Marinka, una ragazzina di quasi tredici anni che vuole sfuggire dal suo destino già segnato, nel frattempo accadono vari episodi e esperienze che la portano a fare delle scelte che determinano la sua vita.
Il romanzo è raccontato in prima persona, la scrittura è semplice; Sono descritte soprattutto le emozioni che provano i personaggi e i luoghi.
Mi è piaciuto molto questo libro perché insegna a credere sempre nei propri sogni e a non arrendersi mai.

Re: Gli occhi di Sara - Maurizio de Giovanni

Ciao Giovanna, sai che questa sera De Giovanni sarà ospite della biblioteca di Desenzano, in diretta Facebook sulla loro pagina, o sul loro canale Youtube? Dalle 21.00.
Simpaticissimo, umano e grande intrattenitore anche di persona, oltre che come autore.
Buon pomeriggio!

Gli occhi di Sara - Maurizio de Giovanni

La scrittura di De Giovanni è la corrente che trascina la tua barca che si trova nel mezzo del fiume: la trascina, che tu lo voglia o meno, a volte dolcemente, a volte con brio, portandoti a scoprire e gustare paesaggi sempre nuovi.
Mi piace proprio come scrive..
(Peccato per quel "la medica", non mi piace proprio)

Sulle scogliere di marmo - Ernst Junger

Hic et nun. Qui e ora. Ogni opera di Junger è un mondo a parte, ottima novella quasi tolkeniana, autore fenomenale, anarca, operaio soldato. (sarebbe interessante leggere la corrispondenza con Hoffman, carteggio pubblicato da giometti-antonello di Macerata) Litigò con Celìne a Parigi. Ernst Junger der wanderganger...top.