Roberta Ghirardi

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Gli amanti di Brera - Rosa Teruzzi

Nuova scoppiettante avventura delle Miss Marple del Giambellino, nate dalla sapiente e fluente penna di Rosa Teruzzi, giornalista e caporedattore della trasmissione televisiva Quartogrado.

Per chi ancora non avesse avuto il piacere di fare la loro conoscenza le Miss Marple sono una bella coppia che fa capo a Libera, di professione ufficiale fioraia e che vive in un casello ristrutturato, accompagnata da una madre, anziana signora piuttosto pittoresca di nome Iole che si dilettano in investigazioni e che, ormai, nel quartiere sono diventate un punto di riferimento quando c'è qualche situazione complicata da districare.

A nulla servono le rimostranze di Vittoria, integerrima poliziotta in servizio e figlia di Libera che troppo spesso si ritrova in situazioni imbarazzanti proprio a causa del comportamento di mamma e nonna...

Ma ogni qualvolta il duo investigativo viene coinvolto in una indagine anche senza mezzi e con qualche sparuto indizio riescono a venire sempre a capo del mistero.

In questa avventura si trovano a dover fronteggiare una imbarazzante sparizione di una insegnante, immediatamente ribatezzata la porno prof dalla stampa, di cui non si hanno più notizie dopo essere stata avvistata in un giardino botanico con un suo giovane alunno.

E come accade nella realtà anche in questa storia i pettegolezzi e la macchina del fango si mettono subito in azione.

Ma Libera non si lascia condizionare di certo...e come spesso accade le apparenze non sono mai come la realtà...

Prezioso come sempre è l'aiuto di una giornalista del quotidiano locale e del suo direttore che sono coprotagonisti di tutte le storie della serie.

Ho scoperto tardi la serie di Rosa Teruzzi, ma ho recuperato leggendo a ritroso le altre avventure e devo dire che sono tutte molto gradevoli e intriganti.

Tra tutte quelle lette questa avventura è davvero molto particolare, sia per la storia in sé, per il mistero che racchiude, per il segreto che viene svelato solamente nelle ultime pagine lasciando il lettore col fiato sospeso e a bocca aperta alla sua soluzione, sia perchè Rosa Teruzzi lascia aperte molte strade e lascia in sospeso alcune situazioni che ti lasciano in bocca la sensazione di arsura che ti fa desiderare di bere ancora dell'acqua fresca, come acqua fresca e rigenerante è paragonabile la scrittura della Teruzzi.

Un grande segreto o alcuni grandi segreti sono sullo sfondo di questa nuova avventura...

E d'altronde in ogni casa, in ogni famiglia c'è un segreto no? e spesso la sua rivelazione diviene salvifica in primo luogo per i protagonisti, così come in Gli amanti di Brera.

La storia è nel solco delle precedenti della serie della Teruzzi e esente da scene truculente o forti, ma con livelli di adrenalina piuttosto alti, con le belle investigazioni di una volta e in ogni pagina trovi indizi che abilmente vengono sparsi in balia dell'occhio critico del lettore.

Amo molto lo stile garbato, elegante e dal palese taglio giornalistico dell'autrice e, sapendo che Rosa scrive durante il mese di agosto, non vedo l'ora di leggere la prossima avventura.

I giorni dell'illusione - Paola Sironi

Di Paola Sironi ho letto sia Donne che odiano i fiori (che ho anche presentato) e Sotto scorre il fiume e con I giorni dell'illusione completo così la lettura della trilogia della squadra Problem solving, anzi no cosa dico, della squadra Desbruja' Rugne della Questura di Milano.

Mi raccomando con la "u" non con la "o" altrimenti i suoi componenti potrebbero infastidirsi e non è proprio il caso di dargli noia o contrariarli perchè quando si mettono alle calcagna di qualcuno la squadra capitanata da Elia Mastrosimone non molla la presa!

I giorni dell'illusione è una nuova indagine che vede protagonista l'ispettrice Annalisa Consolati che deve dividersi tra un padre colpito da parafrenia senile che gli ha valso il titolo di continuatore di storie perchè alternando momenti tranquilli, spesso si lascia prendere la mano da momenti in cui è più agitato e inizia a raccontare storie su storie, un nuovo caso veramente intricato e il suo rapporto sentimentale.

La Consolati vive con la compagna Minerva, restauratrice di mobili antichi e in questa nuova avventura per il loro rapporto ci sarà una bella novità...

La storia prende l'avvio da una serata tra l'avvenente ispettore Caterina Cederna e il dottor De Rovere, questi non troppo avvenente, che per il suo modo di esprimersi gli ha valso il titolo di Wikirovere.

L'appuntamento galante avviene in una cripta alla scoperta di reperti e scheletri del XVII secolo, ma la sorpresa sarà tanta quando i due troveranno un cadavere che proprio del XVII non è, bensì molto più recente...

Un particolare presente sul cadavere farà pensare ad un uomo scomparso otto fa e di cui proprio il dottore De Rovere era amico.

La storia si svolge durante il primo periodo in cui un po' tutti abbiamo avuto l'illusione di essere usciti dall'incubo: l'estate del 2020...

E anche la squadra Desbruja' rugne si presenta nella storia con le precauzioni che tutti abbiamo seguito: il distanziamento, le mascherine, il disinfettante...

Nell'indagine si buttato tutti a capofitto: oltre la Consolati anche Vilnev Rosaspina e Caterina Cederna: ognuno di loro, a suo modo, con le proprie peculiarità.

L'indagine non è delle più semplici ma la squadra tra colpi di intuito, assi nella manica, involontari suggerimenti del simpatico padre di Annalisa e tanta sana investigazione che gli amanti del giallo amano anche questa volta riusciranno a scovare l'assassino e a venire a capo del mistero.

Lo stile di scrittura di Paola Sironi è sempre lineare e coerente con una trama che fila via liscia come l'olio che permette al lettore di essere partecipe alle indagini, quasi di essere presente alle riunioni che i personaggi della squadra tengono periodicamente.

Non manca mai però anche il punto di vista dell'assassino per dare un taglio noir alla storia.

La Sironi confeziona sempre delle gran belle storie in cui il mistero, il giallo si mischia sapientemente con gli aspetti personali e sentimentali dei personaggi.

La protagonista è senz'altro l'ispettore Annalisa Consolati di cui la Sironi ci fa conoscere non solo gli aspetti professionali ma anche quelli più intimi e personali.

Protagonista non umana però è anche l'estate del 2020 che è stata per tutti una speranza di essere usciti dall'incubo ma che con novembre ci ha fatto ripiombare nel baratro del Covid-19, anche se ci ha lasciato l'illusione di poterne uscire per sempre.

I giorni dell'illusione è una gran bella storia che mescola sapientemente humour, mistero e realtà.

La saga dei Borgia. Ascesa al potere - Alex Connor

E' sempre particolare partire dall'ultimo capitolo per inquadrare tutta la storia ed è proprio quello che ho fatto leggendo Fine di una dinastia della serie La saga dei Borgia.

Ma la storia è talmente ben costruita, intrigante ed appassionante che non ho fatto nessuna fatica ad entrarci dentro e a non staccarmi dalla lettura fino alla fine.

Alex Connor fa uno spaccato di storia davvero spettacolare con una finezza ed acutezza tali che coinvolgono il lettore a tal punto che immediatamente ti viene voglia immediatamente di approfondire i vari personaggi.

Ciò che lascia sbalorditi è l'ambiente in cui si muovono i personaggi fatto di violenza, corruzione, sotterfugi e cattiveria

Il personaggio che su tutti si staglia è senza dubbio Cesare Borgia spietato, freddo e determinato, pronto a tutto per raggiungere i propri scopi.

Un personaggio dall'animo oscuro ma sicuramente il più carismatico.

Molto intrigante anche la figura di Lucrezia Borgia, donna interessante ed affascinante con un'aura ammaliatrice.

Non di poco conto anche tutti gli altri personaggi che si muovono sulla scena.

Ciò che traspare già dalle primissime pagine è il senso di suspence, di mancanza di certezze che prova il lettore in attesa di qualcosa che deve succedere e forse anche di qualcosa di grave, riservando al lettore un finale molto, molto particolare...

Alex Connor ha uno stile di scrittura molto apprezzabile e godibile: crudo, concreto ma fortemente adrenalico.

Un gran bel mix ottimamente strutturato ed armonicamente assemblato tra storia ed immaginazione.

Il delitto della vedova Ruzzolo - Alessandra Carnevali

Che bella scoperta aver incontrato il commissario Adalgisa Calligaris: ad occhio e croce, fatti due calcoli e considerato che suo marito, l'ex magistrato Fontanella è già in pensione, dovrebbe avere circa la mia età e mi è stata, anche per questo, subito simpatica!

Investigatrice astuta e pragmatica, ironica al punto giusto, la Calligaris è attorniata da una buona squadra operativa.

Il tranquillo borgo di Rivorosso Umbro è squassato da un omicidio di un'anziana vedova che viveva da sola.

Inevitabilmente, come accade sempre, i primi sospetti ricadono sulla stretta cerchia famigliare...

Ma quando il caso sembra ormai risolto ecco un altro omicidio e poi un terzo e tutti e tre compiuti con le stesse modalità: anziane e vedove senza figli che le accudiscano.

Fra l'altro, sui luoghi dei delitti viene sempre rinvenuto un rosario di quelli fluorescenti...

Dalle prime indagini ciò che appare evidente è che le vittime conoscessero il loro o i loro assassini perché non c'è mai nessun segno di effrazione in nessuno dei tre luoghi.

L'indagine appare a questo punto molto contorta e fuori da tutti gli schemi in cui si muove di solito la Calligaris.

Entrano in ballo diversi personaggi che l'autrice in modo eccellente incastra nel puzzle.

Alessandra Carnevali ha confezionato oltre che un gran bel giallo anche un finale che spiazza non solo gli investigatori ma, soprattutto, i lettori.

Scritto con uno stile molto chiaro e accattivante, ricco di colpi di scena, con indizi disseminati tra le pagine che nemmeno all'occhio avvezzo alla lettura "gialla" balzano evidenti, Il delitto della vedova Ruzzolo, rientra nel novero dei gialli che ho molto apprezzato.

Non avevo letto le puntate precedenti ma ora sicuramente pongo rimedio a questa mancanza perché mi sono molto affezionata al commissario Callegaris, vuoi per la sua spontaneità, vuoi per la sua normalità e per l'abnegazione che mostra nei confronti del suo non facile lavoro.

La storia è proprio una di quelle storie che spaccano!

I due brigadieri - Enrico Mirani

Con un omaggio a Brescia e Bergamo 2023, capitali della cultura, Enrico Mirani ci propone questa nuova e avvincente vicenda del suo Brigadiere Setti.

Credo che parlare di storia sia riduttivo perché l'autore ha magistralmente tessuto una trama fatta di tante storie, ma con un fil rouge che le lega.

Si parte da una rapina, un giro di soldi falsi e poi un paio di omicidi a riempire e colorare le giornate di Setti.

Ma in questa nuova storia conosceremo anche il collega e omologo di Bergamo, il Brigadiere Neri.

Sul territorio di competenza di Neri si troveranno dei malviventi bresciani e viceversa, il che sarà da motore propulsivo a nuove avventure incrociate in cui i due Brigadieri si trovranno ad operare anche in tandem.

Dapprima con una certa diffidenza, vuoi per la differenza di età, vuoi caratterialmente, vuoi per il campanilismo che ha da sempre diviso le due città, Setti e Neri condurranno le indagini in maniera certosina e con un buon affiatamento.

Molto apprezzabili le due figure femminili al loro fianco...

L'ambientazione o meglio le ambientazioni la fanno da padroni in questa storia: Brescia e Bergamo con le loro vie, le piazze, i quartieri visti con gli occhi del 1923 sono tra le protagoniste principali.

Si percepisce un buon lavoro di ricerca storica che sta alla base della costruzione del romanzo giallo.

Le vicende narrate sono un ottimo mix tra gli avvenimenti storici realmente accaduti e il frutto della fantasia dell'autore.

Lo stile di scrittura di Mirani non delude mai il lettore: cristallino, lineare e accattivante.

Personalmente, ho molto apprezzato questa lettura che mi ha condotto per le vie di Brescia e Bergamo e sono entrata subito in empatia anche con il Brigadiere Neri.

Spero proprio che Neri si ripresenterà anche nelle prossime avventure in collaborazione con il collega Setti.

L'equilibrio delle lucciole - Valeria Tron

Ho avuto la grande opportunità nonché l'onore e l'immenso piacere di assistere alla presentazione in anteprima di L'equilibrio delle lucciole, organizzato dalla Casa editrice Salani, in cui una portentosa Valeria Tron ha resistito e tenuto banco per ben due ore al fuoco di fila delle domande di bookbloggers agguerriti e collegati da ogni dove ed assetati di capirne di più di questa storia che non è una storia comune.
Dopo questo tsunami di emozioni che ho vissuto ho atteso con ansia l'arrivo del libro e...non sono riuscita ad iniziarlo subito, per una sorta di sacralità che gli tributavo, quasi intimorita da ciò che ci avrei trovato dentro...
Allora l'ho portato al mare con me e dopo che ho iniziato le prime pagine mi sono detta "ma sei matta? questa non è una lettura da fare sotto l'ombrellone. Questa è una storia da centellinare, da assorbire e metabolizzare pagina per pagina, riga per riga".
E quindi, tornata a casa mi ci sono dedicata anima e corpo: è proprio il caso di dire così, viste anche le lacrime versate...
E ora sono qui a scrivere delle lucciole con il grande timore di non rendergli tutto l'onore che merita questa storia.

Durante un'altra sua presentazione on line a Valeria (è incredibile il legame che si crea con i libri con persone che prima non conoscevi e ora ritieni di poterle considerare nel novero delle tue amicizie più care e poterti rivolgere a loro così con confidenza) ho detto che è una storia potente e che non leggevo una storia così da un po': Valeria, permettimi di correggere il tiro.

IO NON HO MAI LETTO UNA STORIA COSI!!!

Oggi da questa parte della tastiera mi sento inadeguata e un po' intimorita come quel piccolo topolino che si trova davanti la grande montagna...e proprio di montagna è il caso di parlare...
La montagna in questo romanzo è presente in ogni pagina, in ogni riga: una grande protagonista indiscussa è senza ombra di dubbio la Val Germanasca, tanto cara all'autrice, con i suoi paesaggi duri e accoglienti allo stesso tempo, con una popolazione robusta sotto ogni punto di vista, che è temprata dalle asperità metereologiche e che, quindi, affronta la vita a muso duro, come cantava Pierangelo Bertoli in una sua celebre canzone.

Adelaide, dopo, il fallimento del suo matrimonio e con un figlio Gioele, più saggio di tanti adulti, torna nel suo paese di origine e oltre una bufera di neve, ritrova Nanà, resistente novantenne, ultima custode della casa.

Mi ha raggiunta la bufera.
L'automobile ha arrancato nel tornante, dove un pino si è abbattuto per metà e ora penzola ad angolo acuto, appesantito dalla neve.
Dal parcheggio si vede appena il profilo delle prime case, il resto del paesaggio è nella cappa.
Due passi ed è tormenta fin sulle labbra.
La cucina di Nanà è illuminata, ma preferisco scendere a scaricare lo zaino prima che faccia buio.

Fuori neve, solo neve e freddo: dentro la casa caldo.
Caldo di vita, di sofferenza e di sentimenti.
Inizia una storia in cui Adelaide, Ade, si prende cura di Nanà e Nanà la coccola in ogni modo: a partire dalle delizie gastronomiche che sa ancora preparare con maestria nonostante i suoi anni e riportano Adelaide all'infanzia.
Ma Nanà apre non solo la sua dispensa ad Adelaide ma apre completamente il suo cuore e la sua immensa memoria: nelle tribolazione e nel dolore di poter riportare a casa Levì che a causa di una frattura è ricoverato in una struttura, Nanà si affida e si confida totalmente ad Adelaide.
Inizia così una grande storia in cui da scatole, cofanetti e buste riemergono una moltitudine di ricordi, in cui la vita nella sua totale accezione la fa da padrona.

Memé, Nanà e dando Irma erano le sole a conoscere le verità nel cuore di Lena: quattro donne così, gli si potrebbe attribuire una stagione ad ognuna e si avrebbe un calendario completo di tutto.

Dense di personaggi le pagine de L'equilibrio delle lucciole, le figure femminili sono senz'altro quelle che trasmettono la solidità e la robustezza tipica dell'animo femminile, ma è magica anche la rappresentazione così fortemente presente ma altrettanto delicata di Daniele, l'infermiere della struttura dove è ricoverato Levì.

Un uomo con la U maiuscola che con grande garbo e delicatezza entra nella vita di Adelaide e di Nanà in punta di piedi ma per restarci...

Nanà si esprime principalmente nella lingua antica in cui si esprimono gli abitanti della Val Germanasca: il patois, ma la Tron riesce magistralmente a far comprendere alla perfezione il significato di ciò che dice.
E il lettore prova un senso di pace cullato dalla musicalità di questa lingua antica.

Protagonista altrettanto preponderante è la casa fisica e non solo fisica, o meglio le case in cui si dipana tutta la storia, la meizoun, come dice Nanà.

Ma L'equilibrio delle lucciole è anche una storia per ricominciare, per trovare delle nuove possibilità anche quando ormai tutto sembra perduto.

La bellezza e la cura dei particolari con cui Valeria Tron ci racconta queste storie di gente comune, fanno del romanzo un romanzo potente.

E poi mi guardo intorno qui, nella mia taverna, che era il regno di mio papà e vedo tutti gli oggetti in legno d'ulivo che nel corso degli anni aveva forgiato con il suo tornio e i suoi attrezzi, guardo l'ora dall'orologio sempre in legno appeso alla parete e che, nonostante il tempo passato, segna ancora le ore e mi risuona forte in testa questo passaggio;

In cucina mi guardo attorno come la vedessi per la prima volta. Ieri ho comprato le pile e rimesso l'orologio in funzione, per cui scopro che sono le nove. L'aveva fatto mio padre su un vecchio tornio ed è in pero. Molte volte stavo a osservare il travaso tra le vene sue e quelle dei legni: un rimestarsi di sangue e ossigeno, per passarsi oltre ai calli, pure un po' di anima.

...ed è inevitabile lasciarsi andare alla commozione...

E le lucciole in tutto questo cosa c'entrano?
Lo scopriremo solo vivendo...

Non so se con queste mie indegne parole sono riuscita a dire cosa è e cosa c'è dentro a L'equilibrio delle lucciole, ma so, per certo, che lo custodirò tra le cose più preziose che posseggo.

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