Tra le biblioteche della RBB sono presenti dal 2005 anche le biblioteche delle carceri bresciane, che, in collaborazione con le istituzioni preposte, si propongono di supportare la crescita personale e umana finalizzata al reinserimento sociale.

Infatti il servizio bibliotecario in carcere svolge il ruolo fondamentale di biblioteca pubblica, che è luogo di socializzazione, di studio e di confronto; inoltre supporta i programmi educativi, ricreativi e riabilitativi proposti dall'amministrazione del carcere e dalle associazioni esterne impegnate nell'attività educativa.

Dalla biblioteca del carcere cittadino “Nerio Fischione” (Canton Mombello), nel 2008 il progetto Biblioteche in Carcere si è esteso anche alla Casa di reclusione di Verziano.

Spesso i detenuti si avvicinano alla lettura proprio in carcere: il livello di scolarizzazione è molto disomogeneo, alcuni stranieri non conoscono il nostro alfabeto e alcuni non parlano l’italiano. Per questo motivo il patrimonio è composto da libri anche in altre lingue.

 

Le biblioteche penitenziarie sono state di fatto inserite nella rete di pubblica lettura, in cui tutte le biblioteche che la compongono compiono azioni di solidarietà sociale mettendo a disposizione i loro libri ai detenuti attraverso il prestito interbibliotecario, favorendo la donazione di materiale documentario opportunamente selezionato e promuovendo la conoscenza del servizio tra i propri utenti.

 

Che cosa leggono i detenuti? Romanzi, crime story, storie di vita e poesie, di ispirazione per la corrispondenza con i famigliari.


I grandi progetti dell'avvio delle biblioteche hanno successivamente lasciato spazio ai piccoli passi quotidiani. In entrambi gli Istituti sono presenti e attivi i gruppi di lettura. Tra gli ultimi libri letti, occasione di riflessioni nei gruppi di lettura e di laboratori creativi ispirati ai libri letti, Il ponte sulla Drina di Ivo Andric, Esercizi di stile su Cappuccetto Rosso di David Conati, Peep show di Federico Baccomo Duchesne.


Mediamente, le biblioteche in carcere sono frequentate annualmente da un centinaio di ospiti, con un numero di prestiti che cresce stabilmente.
Accedono al prestito non solo i detenuti, ma anche gli agenti e il personale. Solo chi è stato condannato a una misura restrittiva (ad esempio chi si trova in isolamento) non può usufruire dei servizi della biblioteca.
Negli anni sono stati organizzati in carcere dei corsi formativi di base per i detenuti che affiancano il bibliotecario professionista nella gestione della biblioteca e che manifestano interesse per la professione bibliotecaria, malgrado le limitazioni connesse all’ambiente carcerario.



Numerose sono le iniziative per fare della biblioteca in carcere un luogo vivace e stimolante: incontri con l'autore (Cristiano Cavina, Lella Costa, Lucilla Giagnoni per citarne solo alcuni), laboratori di story telling, gruppi di lettura, cineforum di film tratti da libri e molto altro. Ospita inoltre la redazione del giornalino Zona 508.



Il progetto della Provincia di Brescia costituisce un riferimento nazionale anche grazie alla presenza di accordi formali concreti e soprattutto, per merito della risposta positiva ricevuta dalla Direzione degli Istituti, dai detenuti e dagli agenti della Polizia Penitenziaria.

La biblioteca svolge anche in carcere un ruolo fondamentale: è un luogo d’incontro favorevole alla crescita personale di coloro che la frequentano, superando l’isolamento, la deprivazione culturale, le barriere mentali e fisiche per cogliere opportunità informative e culturali, liberare la creatività, superare i pregiudizi e la reciproca diffidenza.



Le immagini, di Luca Bravo, sono tratte da Memorie dal Carcere, un progetto multimediale nato nel 2015 nel carcere giudiziario di Canton Mombello.