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28 maggio 1974... oggi - [curatela generale, selezione delle testimonianze e redazione dei testi Andrea Cora]

Nel 2021, tramite la collaborazione con l’editore La Quadra, il Centro Teatrale Bresciano (CTB) ha ripreso la pubblicazione a lungo interrotta dei suoi “Quaderni” con un numero speciale interamente dedicato alla strage fascista di piazza Loggia.

È nato così “28 maggio 1974… oggi. Diario di comunità”, un piccolo ma inestimabile volume il cui cuore pulsa in 100 testimonianze scritte sia da sopravvissuti alla strage che da persone relazionatesi al tragico attentato attraverso i ricordi altrui o interessandosi alla storia della propria città.

100 contributi che dialogano con le immagini del sanguinoso 28 maggio 1974 a Brescia, con le foto del giorno dei funerali e delle tante manifestazioni che si sono succedute nel corso del tempo. 100 vite, 100 punti di vista accomunati dal dolore e dall’impotenza, ma anche dall’irriducibile volontà di battersi per una società migliore. Parole che sono azioni, impresse sulla carta per restare scolpite in quell’antro imprescindibile della mente e dell’anima che si chiama memoria, anticamera di tutte le condivisioni, di tutti gli incontri e di tutte le risposte democratiche di ieri e di oggi; di tutte le libertà.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/piazza-della-loggia-diario-di-comunita/

Le sette morti di Evelyn Hardcastle - Stuart Turton

Sicuramente un bel libro, adatto a chi si lascia appassionare dai gialli un po' vecchio stile, i classiconi, con qualche nota assolutamente imprevedibile e moderna. Scritto bene, in maniera scorrevole, richiede qualche attenzione in più, perché ci sono tanti personaggi coinvolti e chi conosce la trama sa che bisogna far ben caso a cosa fa o dice ognuno di questi personaggi. Anche i secondari. Consigliatissimo per chi cerca una lettura non troppo impegnativa, ma comunque da seguire. Un bel volume alto, ma si legge senza mai perdere la voglia di arrivare alla pagina successiva per carpire cosa diamine sta succedendo. Finale a sorpresa.

Tra i nodi del macramè - Anna Meloni

Un piccolo volumetto sicuramente adatto a chi già padroneggia l'arte dei nodi e sa maneggiare i fili in maniera sicura. Pensavo ci fossero più indicazioni "passo passo" per i principianti, invece ci sono esempi e spunti per chi è già bravino. Tante immagini e tanti disegni come supporto ai testi, che sono piuttosto tecnici.

In time - un film di Andrew Niccol

Bel film, all'epoca super futuristico, adesso forse un po' datato per certi aspetti, ma sicuramente vale la pena vederlo o rivederlo. Un bel messaggio trasmesso in maniera non troppo pesante e pedante per un paio d'ore d'avventura che fa riflettere, ma senza rovinare la giornata con pensieri catastrofici.

Il terzo vizio - Gian Luca D'Aguanno

All’alba di un torrido ferragosto, Brescia si risveglia scossa dall’efferato omicidio di un giovane operaio. Sul delitto è chiamato a indagare il capitano dei carabinieri Roberto Spadafora, da poco trasferitosi nella città lombarda. Gli indizi convergono presto verso un’unica persona e la risoluzione del caso appare a portata di mano, ma ecco che una serie di calibrati colpi di scena rimescola tutte le carte in tavola, aprendo molteplici piste investigative e facendo riaffiorare le ombre del terrorismo a cinque punte. Solo l’intuito e la pazienza del protagonista, un carabiniere dall’anima di investigatore, sapranno farsi strada verso la verità.

Con “Il terzo vizio” (Mannarino, 2022), il carabiniere-scrittore nato a Lucca ma bresciano d’adozione Gian Luca D’Aguanno ci consegna un giallo avvincente e ben costruito. Sottotitolato “La prima indagine del capitano Spadafora”, il romanzo è stato presentato come inedito al festival Giallo Garda 2021, aggiudicandosi una menzione speciale prima di trovare la strada della pubblicazione con l’editore Mannarino.

Un intrigante giallo d’esordio, impreziosito da un protagonista capace di entrare in sintonia con i lettori e da un solido equilibrio tra invenzione letteraria e verosimiglianza, grazie anche all’esperienza diretta dell’autore nell’intricato mondo delle forze dell’ordine. Sullo sfondo, una vitale e affaccendata Brescia contemporanea, centro pulsante di eventi culturali e di vita mondana, messaggera di sguardi e incrociatrice di destini.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/ferragosto-in-giallo-per-il-capitano-spadafora/

Re: Non tutti i bastardi sono di Vienna - Andrea Molesini

RECENSIONE CORALE A CURA DE “I MISERALIBRI – GRUPPO DI LETTURA BIBLIOTECA DI CHIARI”

Quali sono le ragioni della guerra? Come si vive durante un’occupazione? E dove finiscono i propri principi, lasciando spazio solo ai propri doveri? Ce lo siamo chiesto durante l’incontro di venerdì 06 maggio, per discutere “Non tutti i bastardi sono di Vienna” di Andrea Molesini.

“Diambarne de l’ostia!” (cit.), questo libro è stato abbastanza divisivo per i partecipanti. Da una parte c’è chi l’ha trovato commovente e malinconico. Attraverso il suo essere una storia familiare, qualche partecipante ha rivissuto i ricordi dei propri nonni. Secondo alcuni il libro è vivo e completo perché contiene tutte le tematiche per poter interessare un lettore: dalle vicende politiche ai legami e drammi familiari; dai tumulti in amore del protagonista in formazione alle storie di spionaggio e comunicazioni cifrate. Le frasi in dialetto, generalmente pronunciate dalla cuoca Teresa, danno al romanzo persino una nota divertente. Il libro descrive la lentezza della quotidianità durante la guerra e comunque riesce a essere coinvolgente, offrendo per alcuni anche momenti di altissima poesia.
Dall’altra parte, in netta contrapposizione, ad altri partecipanti il libro è sembrato una minestra lunga e sciapa, troppo lento nel suo svolgimento. Per qualcuno la lettura è stata altalenante: promettente all’inizio e poi moscia. Ciò ha reso difficile empatizzare con i personaggi, anche se questi sono ben caratterizzati. Anche la sottoscritta ha faticato a procedere nella lettura e a terminarla, riconoscendo sì alcuni ingredienti di qualità (quali lo stile di scrittura e alcune frasi brillanti) ma definendo il risultato finale poco più che sufficiente. Un'altra partecipante ha rilevato che “Non tutti i bastardi sono di Vienna” è un libro molto di “olfatto”, dove l’odore dell’umanità è fortemente marcato e presente in tutte le pagine; nonostante ciò, la narrazione non cattura. In alcuni momenti è sembrato che l’autore adottasse un atteggiamento un po’ classista, giustificando di più i comportamenti e le azioni di alcune classi sociali (come quella del barone o della famiglia Spada) invece che di altre (come quella dei contadini). Una partecipante l’ha etichettato un “racconto di miseria”. In generale si è concordato che il libro sia molto filmico anche nel proporre un finale un po’ improbabile nella realtà.

È stato innegabile comunque che il pensiero andasse ai conflitti che sono in corso nei giorni nostri. In questo, “Non tutti i bastardi sono di Vienna” è tristemente attuale, descrivendo l’invasione e l’occupazione prima tedesca e poi austriaca, così come la forzata convivenza e il protrarsi a lungo della guerra. Molesini è riuscito a dare bene l’idea del contatto che c’era, tra persone di fazioni opposte, quando i paesi e le case venivano assaliti, invasi, conquistati, e le guerre si combattevano sul posto, meno a distanza di oggi e senza ricorrere ad armi pesanti e a lungo raggio. Ci ha riportato nel secolo scorso, quando i sentimenti espressi erano ancora intiepiditi dal pudore e dalle convenzioni, però alimentavano lo stesso gli animi.