Clara Toninelli

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شامل کے گئے حالیہ جائزے

Lacrime, sudore e sangue - Winston Churchill

"Ciò che ho detto a tutti coloro che hanno accettato di entrare a far parte di questo governo lo ripeto oggi alla camera: «Non ho altro da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore».
Ci aspetta una prova tra le più gravi da affrontare. Ci aspettano moltissimi mesi di sacrificio e di sofferenza e saranno mesi che passano lentamente"...

E. CHURCHILL, Discorso alla Camera dei Comuni, del 13 Maggio 1940

Bestiario nazista - Jan Mohnhaupt

Lo studio degli animali nel Terzo Reich non deve essere considerato una balzana amenità, ma uno specchio importante della quotidianità e dell'ideologia nazionalsocialista.
Ogni capitolo di questo saggio avvincente e ottimamente documentato analizza la figura di un animale, offrendoci osservazioni di grande interesse e originalità.

Partiamo dalla passione di Hitler per i cani (i pastori tedeschi in particolare) e per il loro progenitore, il lupo, animale totemico per eccellenza, simbolo di quel mondo teutonico primigenio e selvaggio che i nazisti volevano ricreare.
Hitler firmava lettere private con il nome "Wolf".

Il maiale, dal canto suo, bello lardoso, non selezionato per avere la carne magra come quello inglese, è l'animale attraverso il quale il Regime desidera ardentemente raggiungere l'ideale dell'autarchia alimentare. Per sostenerne l'allevamento, si diffonderà massicciamente la cultura dei campi di patate ed una sorta di (forzato) "riciclo dell'organico" ante litteram.
Il progetto dell'autarchia tramite i maiali fallirà clamorosamente.

Il gatto, nonostante alcuni gerarchi gattofili e l' evidente utilità del felino nell'eliminazione dei topi, viene perlopiù considerato come "bestia ebraica", sfuggente e inaffidabile. Via libera alla sua eliminazione.

Persino il baco da seta (il cui pregiato prodotto finale serviva per realizzare i paracaduti) e le dorifore delle patate vengono utilizzati dal Regime per addestrare i giovani alla guerra e al combattimento, nonché per inculcare nei bambini l'utile idea di "parassita".

Nel saggio si parla poi di cervi, la preda preferita di quel patologico collezionista di trofei che era Göring, il quale non esitó minimamente a far bruciare interi villaggi polacchi e a farne uccidere gli abitanti, al solo fine di poter estendere la sua riserva di caccia.
Pare che, alla notizia dell'avanzata russa sul fronte orientale alla fine della guerra, il suo primo commento fosse: "Oh, i miei poveri cervi..." (inteso non in senso affettivo, ma semplicemente come rammarico per la perdita dell'oggetto delle sue battute di caccia).

Un capitolo a sé, infine, è dedicato ai preziosissimo cavallo, vero compagno di vita in tempo di guerra, unico animale erbivoro ad essere venerato fra tutti quei predatori così cari all'ideologia nazista, da aver battezzato anche i propri carri armati con i loro nomi ("Tiger", "Leopard").

Il saggio è bellissimo e molto scorrevole: lo consiglio vivamente.

Cobra Verde - un film di Werner Herzog

Sì, le serie tv sono belle, ma da qualche parte non lontano dal Paradiso, esiste il cinema di Werner Herzog...

Ultimo film girato insieme a Klaus Kinski, il suo attore preferito, nonché suo più caro nemico, "Cobra verde" non raggiunge il vertice di "Fitzcarraldo", né di "Aguirre furore di Dio", ma l'intrepido idealismo e la visionarietà di fondo, lo sprezzo dell'utile e l'intensità vitale sono sempre gli stessi aspetti che mi innamorano del grande regista tedesco.

Taras Bul'ba - Nikolaj V. Gogol'

Dunque, c'è questa bella epopea cosacca, piena di pathos, ardore guerriero, galoppate e sfrenatezza e crudeltà, condita con tanti nobili ed eroici sentimenti, che non è esattamente il Gogol' che ci aspetteremmo, ma che ci può fare grata compagnia in questi giorni di inizio anno!

Ma in sostanza, oltre che scorrazzare di qua e di là, bruciare villaggi e assediare cittadine, in difesa dei sacri valori della virile vita libera e della religione ortodossa, cosa fanno codesti cosacchi capeggiati dall'ardito Taras Bul'ba?

"Più d'una volta avevano rimpinzato di zecchini d'oro sonanti le borse che portavano legate alla stringa dei calzoni. E quanta ricchezza aveva ciascun di loro consumata nel bere e nel darsi bel tempo ( ricchezza che ad un altro uomo sarebbe bastata per tutta la vita), non si può calcolare. Tutto sperperavano alla cosacca, regalando a destra e a sinistra e noleggiando bande di musicisti per fare stare allegro ogni essere vivente in questo mondo".

Casa di giorno, casa di notte - Olga Tokarczuk

A Nowa Ruda, sperduto paesino polacco, immutabilmente intriso d'acqua e circondato dai boschi, miti, vite reali e vite sognate si confondono fra loro.
Qui, personaggi strani ed emblematici conducono le loro esistenze, secondo le imperscrutabili linee geometriche del destino, in accordo con le piante, l'umidità le muffe, i funghi.

Lo stile disadorno e asciutto, ma echeggiante di profondità e lirismo di Olga Tokarczuk conquista.
Non è necessario essere lettori metereopatici per amarla, ma leggerla *in inverno* è un'esperienza quasi mistica...

(Olga Tokarczuk ha studiato psicologia a Varsavia.
Nel 2018 ha vinto il Nobel per la Letteratura «per un'immaginazione narrativa che, con passione enciclopedica, rappresenta l'attraversamento dei confini come forma di vita»).

Paris, s'il vous plaît

Ecco un libro festoso e malinconico insieme, tutto dedicato a *PARIGI*, che non è solo una città, ma un modo di guardare le cose e di viverle; una luce fra le foglie sui viali dei Giardini del Lussemburgo; un profumo di caramello, di rose, di vetiver; un lento camminare senza meta sui ponti lungo la Senna; l'atelier Brancusi nella piazza del Centre Pompidou; Place de la Bastille, e le nuvole...
Ognuno di noi ha la sua Parigi, reale, immaginaria o sognata.

Così l'autrice, Eleonora Marangoni, che a Parigi ha vissuto 8 anni, ci parla della sua città adottiva con passione, con competenza, eleganza e brio, con molti riferimenti letterari ed artistici, facendoci reinnamorare della città: caso mai ce ne fosse bisogno...

Bellissimo!

La botanica di Dante - Angelo Manitta

Saggio colto, documentato, curioso, che indaga puntualmente, con precisi riscontri testuali, le conoscenze botaniche di Dante.

Il sommo Poeta si rivela un attento osservatore dei fenomeni agricoli e naturali, proponendo spesso nei suoi paragoni erbe, alberi da frutto, arbusti, piante del bosco vere e proprie.
In particolare, il libro tratta in singoli capitoli le erbe generalmente ritenute infestanti, ma delle quali Dante sa evidenziare i lati positivi: la festuca, il loglio, la gramigna, l'ortica, il giunco, l'edera (ma anche il papiro, il lino, la canna palustre e il trifoglio).

INTERESSANTISSIMO!

Tra Russia e Cina - Colin Thubron

Un bel posto dove trovarsi i primi giorni dell'anno?
Lungo il fiume Amur!

Ci troviamo nel cuore dell'Asia, in un territorio per gran parte sconosciuto, al confine fra steppa e foresta. Zone contese fra Russia e Cina, zone di indescrivibile bellezza e fascino, zone impervie e pericolose da più punti di vista.
Avete presente quei viaggi in cui niente va come dovrebbe, tutto è scoperta, mistero, colpo di scena e miracolo?
Anche riuscire a restare sani e salvi quel tanto che basta per poter tornare indietro...

(Il titolo originale è: "The Amur River. Between Russia and China": il fiume in prima posizione mi pare più bello ed evocativo che nella versione italiana...)

* Colin Thubron, londinese, classe 1939, è un viaggiatore di professione e uno scrittore. Considerato un maestro della narrativa di viaggio, nella sua lunga carriera ha vinto numerosi e prestigiosi premi.
Il viaggio lungo l'Amur oggetto del reportage, l'ha compiuto -a cavallo, a piedi, in barca, in treno-, a 80 anni di età!...

La morte è un giorno che vale la pena di vivere - Ana Claudia Quintana Arantes

"Passiamo la vita cercando di imparare come si fa a vincere. Seguiamo corsi, leggiamo libri, migliaia di tecniche su come conquistare cose, persone, benefici, vantaggi. Esistono molte lezioni sull'arte di vincere, ma per quanto riguarda l'arte di perdere? Nessuno ne vuole parlare, ma la verità è che trascorriamo molto tempo della nostra vita soffrendo perché abbiamo perso beni, persone, realtà, sogni. Abbiamo mille ragioni per sognare, ma quando perdiamo i nostri sogni non dovremmo perdere anche la ragione. Viviamo alla ricerca di un metodo che ci insegni come ottenere qualcosa: come conquistare l'amore della nostra vita, il lavoro della nostra vita.
Tuttavia, saper perdere è l'arte di chi sa godersi pienamente ciò che è riuscito a ottenere".

• A. C. QUINTANA ARANTES, La morte è un giorno che vale la pena di vivere, TEA 2022

(La dottoressa brasiliana Ana Claudia Quintana Arantes è specialista in Geriatria e Gerontologia. Specializzata ad Oxford in Cure Palliative, è diventata un punto di riferimento a livello internazionale in quel campo e nella gestione del lutto.
Il suo TED talk intitolato proprio "A morte é um dia que vale a pena viver" ha ricevuto milioni di visualizzazioni: https://youtu.be/ep354ZXKBEs)

La valigia - Sergej Dovlatov

All'ufficio Espatrio di Leningrado il protagonista, pronto ad emigrare per sempre, scopre che al massimo può portare con sé 3 valigie.
Trasferire tutta la propria vita in 3 valigie è un po' poco: il protagonista, pur sapendo che è inutile, protesta.
L'incaricata non fa una piega.
Allora lui, che ha già fatto abbastanza galera in quanto dissidente, si rassegna a scegliere le uniche cose che vuole DAVVERO portare con sé.

E alla fine mette insieme UNA SOLA valigia, piccola, di cartone, legata col filo del bucato.
Vuoi sapere cosa contiene?
Questo:
✓ Dei calzini finlandesi verdi pisello
✓ Un paio di scarpe (rubate al sindaco)
✓Un vestito classico a doppio petto
✓ Una cintura da ufficiale
✓ Un giaccone sdrucito e macchiato
✓ Una camicia di popeline
✓ Un colbacco di gatto
✓ Un paio di guanti da automobilista

Per ognuno di questi oggetti, Dovlatov costruisce un racconto (autobiografico) BELLISSIMO!
Storie di ordinaria quotidianità con buffi personaggi, in situazioni al limite del grottesco, storie che suonano divertenti e fanno molto sorridere, ma che sono contemporaneamente amare o tristi.
Storie intrise di vero spirito russo, quello in cui splendore e miseria convivono nella stessa anima...

Sono scritte fra l'altro con uno stile colloquiale, fluente, come se ci stesse parlando un amico al bar.
E insomma, bisogna leggerli; a me sono piaciuti TANTISSIMO.

David Hockney - tradotto dall'inglese da Silvia Bre

Immagini luminose, colorate e fresche, realizzate su iPad, in una sorta di singolarissimo nuovo Impressionismo da tablet.
Infondono serenità.

L'opera, composta dal corpus pittorico e da alcune introduzioni e interviste, rappresenta il catalogo della mostra di Hockney tenuta a Londra, da maggio ad agosto 2021.

Innamorarsi di April - Melvin Burgess

Gran romanzo di formazione.
Burgess è bravissimo a descrivere la vita interiore dei personaggi, lasciando spazio alla contraddizione e alla complessità.
Non tutto va come vorremmo, non ci sono soluzioni facili o ricette pronte per l'uso per risolvere le situazioni complicate: proprio come nella vita.

Palette perfette - Lauren Wager

I colori sono in grado di determinare delle suggestioni emotive, degli stili. Lo sa bene l'autrice, graphic designer e blogger, che ci propone 15 atmosfere ("curiosità", "sogno", "mistero", "nostalgia", "rétro", etc...) Basate su ben precise palette di colore.
Fotografie e combinazioni cromatiche risultano molto azzeccate e d'ispirazione.
Bello!

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Re: Piccola biblioteca lesbica

Ci sono anche le bellissime poesie di Carol Ann Duffy, "Lo spendore del tempio";
il fumetto "Non ti avevo nemmeno notato";
alcune parti del libro "Ragazzo da parete", da cui han tratto anche il film "Noi siamo infinito".
Ciao!

Re: Lo scrittore delle passioni dal profondo

Uno scrittore meraviglioso, così appassionato imperfetto traboccante,
capace di guardare nel sottosuolo del cuore umano,
i suoi indimenticabili umani troppo umani personaggi,
i suoi romanzi nell'essenza più veri del vero...

I miei preferitissimi:
lunghi: I fratelli Karamazov, L'idiota
brevi: Il giocatore, La mite

Re: La vita davanti a sè - Romain Gary

Bel libro, Piero, condivido; di un grande autore (dalla vita ancor più romanzesca dei suoi romanzi, per altro...)

Fra gli altri suoi scritti sempre belli che ho letto, a me è piaciuto particolarmente anche "La promessa dell'alba";
(anche qui torna quell'intrecciarsi stretto di umorismo e tragedia e malinconia e coraggio)

Re: Caro libro, nun te regghe più!

F. BEGAUDEAU, Verso la dolcezza, Einaudi

Stufo di capolavori, hai voglia di un libro insulso? Vuoi finalmente parcheggiare il cervello e farti una passeggiata nello spettegolio di un trentenne immaturo, giornalista sportivo, dalla vita sociale e sessuale altalenante e piuttosto meschina? Benissimo, il libro che cerchi è questo!

[l'autore è lo stesso de "La classe", da cui han tratto il film omonimo, Palma d'oro a Cannes, piuttosto buono.
Questo secondo romanzo, di promettente ha mantenuto solo il titolo! ]

Re: Venezia

Il primo che mi viene in mente è un bellissimo classico che si addice all'autunno: *Morte a Venezia*, di Thomas Mann.

Ciao!

Re: Il gioco degli incipit

Marta, il bel gioco è durato proprio poco!
Hai indovinato; la risposta è *Delitto e castigo*.

Allora rilancio:

" Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi per certo era questa: che mi chiamavo ............... E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudendo gli occhi e gli rispondevo:
- Io mi chiamo...............
- Grazie caro. Questo lo so.
- E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non saper neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorenza:
- Io mi chiamo ................."

Il gioco degli incipit

Facciamo un gioco. Vi dico l'inizio di un romanzo famoso, e chi vuole prova a indovinare:

" In una giornata estremamente calda del principio di luglio, verso sera, un giovane scese in strada dalla stanzuccia che aveva in subaffitto nel vicolo di S. e lentamente, come fosse indeciso, s'avviò verso il ponte di K.
Per la scala, evitò felicemente l'incontro della sua padrona di casa. La stanzuccia di lui veniva a trovarsi proprio sotto il tetto di un alto casamento a cinque piani e rassomigliava a un armadio più che a una dimora. La padrona che gliela affittava, vitto e servizio compresi, abitava una scala più in basso..."

Vi è venuta qualche idea?

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