Francesca Scotti

زندگی کے بارے میں

Classe 1991. Cresciuta in Franciacorta, vive a Brescia, sua città natale. Ha studiato letteratura inglese e tedesca, laureandosi con una tesi sui rapporti fra la cultura tedesca e il nazionalsocialismo. Legge e scrive per vivere. È autrice della silloge di racconti “La memoria della cenere” (Morellini, 2016) e dei romanzi “Figli della Lupa” (Edikit, 2018), “Vento porpora” (Edikit, 2020) e "La fedeltà dell'edera" (Edikit, 2022). Anima rock alla perenne ricerca di storie della resistenza bresciana, si trova maggiormente a suo agio tra le parole dei libri e sui sentieri di montagna.

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L'ombra sul colosso - Marco Badini

Brescia, autunno 1932. La città, avvolta in un’atmosfera nebbiosa, è pronta a ricevere la visita di Mussolini ma viene sconvolta dal ritrovamento di un cadavere ai piedi del colosso di Piazza della Vittoria. Sarà compito del commissario Villata trovare un colpevole prima che Mussolini arrivi in città per inaugurare la nuova piazza.

“L’ombra sul colosso. La prima indagine del commissario Villata”, romanzo d’esordio di Marco Badini, è un avvincente giallo storico ambientato nella Brescia degli anni trenta.

Un romanzo molto godibile, ma anche basato su una ricostruzione storica ineccepibile, che segna l’esordio di un nuovo Commissario bresciano, Villalta detto il “Mastino”.

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Trenzano Cossirano nella Grande guerra - Giovanni Quaresmini

Attingendo dagli archivi comunali e parrocchiali del territorio di Trenzano e Cossirano, oltre che dalla sua diretta esperienza nel paese, il dott. Giovanni Quaresmini con il suo “Trenzano Cossirano nella Grande Guerra” (La Compagnia della Stampa – acquista qui) ha ricostruito, in modo minuzioso e il più esaustivo possibile, le vicende locali riguardanti il primo conflitto mondiale.

Le due comunità di Cossirano e di Trenzano, divise fino al 1928 e poi riunite sotto un unico Comune, prettamente agricole, si videro strappare figli e padri di famiglia, sottratti al lavoro nei campi, per le esigenze del fronte. Dal 1914 in poi, ai sempre crescenti problemi di disagio economico, si aggiunsero le notizie dei primi morti in combattimento, poi le lettere dei prigionieri nei campi di concentramento che chiedevano pane… fino alla fine della guerra, con l’insorgere dell’esigenza di riconoscimento dei caduti e di un loro perenno ricordo: il dovere della memoria.

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Novelle gardesane - Paul von Heyse

I libri possono essere un’incredibile macchina del tempo. Quante volte ci è capitato di trovarci sbalzati, nel giro di pochi minuti, dalla nostra epoca a mondi cronologicamente anche lontanissimi, semplicemente immergendoci in pagine in cui è incapsulata l’essenza di un’atmosfera, colta con sensibilità e attenzione da uno scrittore?

La Belle Époque del Lago di Garda emerge in tutta la sua eleganza dalla lettura delle “Novelle gardesane” di Paul von Heyse, scrittore tedesco che amò il nostro lago al punto da stabilirsi e soggiornare per ben dieci anni a Gardone Riviera, dal 1899 al 1909.

I cinque racconti raccolti nel volume, per lo più storie d’amore, restituiscono con eccezionale freschezza un’istantanea del dorato mondo dei turisti, soprattutto tedeschi, che affollavano le rive del Garda fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo: aristocratici, artisti, ricchi commercianti, l’alta società delle fanciulle in età da marito. Sullo sfondo, gli Italiani, popolo affascinante e selvaggio (così, almeno, come viene visto e raccontato da Paul von Heyse, con un’ottica che condivideva con molti autori dell’epoca), gli abitanti del lago, poveri e dignitosi. Sullo sfondo, soprattutto, la malìa del Garda, coronata dalla maestosità imperturbabile del monte Baldo.

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Tu non fidarti - Monica Pagano

La vita di Carla Ferrari pare all’apparenza serena e gratificante: madre di uno splendido bambino, moglie di un uomo impeccabile che vive per lei e per la loro famiglia, una carriera da avvocato di prestigio con tre studi legali ben avviati a Brescia, Milano e Roma e un grosso affare che potrebbe rappresentare una svolta cruciale per lei e i suoi due soci, il Socio Simpa e il Socio Buono.

Carla possiede tutto ciò che una donna della sua età potrebbe mai desiderare. Ma vuole anche altro, vuole il brivido dell’evasione con l’avvocato Fontana, un uomo affascinante e pericolosamente provocante, che con lusinghe avances prenderà piede sempre di più nella vita di Carla.

La scelta, dettata dall’istinto, di abbandonarsi alla passione sfrenata per quest’uomo stravolgerà in breve tempo la dignità della protagonista. Carla passerà dall’osanna al crucifige e sarà costretta ad affrontare situazioni altamente pericolose, fino a toccare il fondo con il ritrovamento del cadavere della sua migliore amica, la stessa a cui aveva confidato i suoi ultimi e torbidi segreti. Chi ha ucciso Mari? E soprattutto chi desidera rovinare la vita professionale e personale di Carla?

“Tu non fidarti” (Libri dell’Arco, 2022) è il primo romanzo di Monica Pagano, avvocato civilista esperta in materia di ristrutturazione del debito e gestione delle crisi aziendali. Prendendo spunto dalla sua professione, l’autrice bresciana riesce a creare una storia coinvolgente, densa di mistero e colpi di scena, dal ritmo talvolta persino ansiogeno (come si addice a un thriller), ambientato in un’Italia in lockdown raccontata a partire da Brescia, con zone, strade e quartieri ben noti ai lettori bresciani.

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Giornaliste curiose - Alina Cebotari, Rima Salameh

Casoncelli al Bagoss dal bresciano, knafe dalla Palestina, sarmale dalla Moldavia e pizza da Napoli. Non sono i piatti di un menù multietnico ma alcuni degli ingredienti di questa storia che non tratta di cucina bensì di confronto e apertura verso ciò che all’apparenza sembra molto distante da noi.

“Giornaliste curiose: alla ricerca di storie nuove” (Centro Mediterraneo per l’Integrazione delle civiltà, 2021) è la storia di Yasmine, Irina, Federica e Elisa, quattro giovani amiche alla ricerca di loro stesse, delle loro origini e di cosa significa la parola casa. In comune il luogo dove vivono, Brescia, e la curiosità di esplorare il mondo e tutte le sue sfaccettature. Sono quattro ragazze che cominciano ad affacciarsi al mondo degli adulti, alle prese con la scuola, i primi desideri di uscire da sole la sera e di rimanere chiuse in stanza a scambiarsi confidenze, ma che ancora amano guardare “Il Re leone” e osservano il mondo con innocenza e spontaneità.

Pur essendo molto diverse tra di loro – c’è chi si commuove facilmente e invece chi sa trattenere l’emozione e preferisce isolarsi, chi è più spavalda e sicura di sé e chi affronta ogni giorno con positività e punta sempre in alto – durante l’estate tra la prima e la seconda media riescono a costruire e fortificare un legame, le cui basi sono il rispetto e la sete di conoscenza. Tutte e quattro partono per un viaggio che le cambierà.

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Il sogno dell'arcobaleno - Michele Lourado Menendez

Gabriele Mondelli, studente liceale nel prestigioso Liceo Classico “Arnaldo” di Brescia, ragazzo tranquillo e riservato, si trova a incontrare l’amore nella maniera più inaspettata. Il suo è infatti un primo amore che lo lascia sconvolto e frastornato, e che lo mette soprattutto davanti a domande che non si era mai posto prima. Portandolo a capire che, per potere amare davvero qualcun altro, è necessario prima imparare a conoscere, ascoltare ed amare sé stesso.

“Il sogno dell’arcobaleno”, di Michele Lourado Menendez (Youcanprint, 2021), è un romanzo autobiografico che racconta la presa di consapevolezza e il coming out di un adolescente riservato e timido della Brescia contemporanea, finendo per parlare con naturalezza di crisi di identità, di accettazione e di autodeterminazione.

Michele Lourado Menendez, bresciano classe 1990, appassionato di lettura e scrittura sin dalla giovane età, ha auto-pubblicato ad oggi due libri. Oltre a “Il sogno dell’arcobaleno”, ha pubblicato infatti un romanzo ambientato in epoca medievale, “Il principe delle nevi”, che parla del viaggio di una giovane e di suo padre che per sfuggire alla peste raggiungono una regione sconosciuta, stretta nella morsa del ghiaccio da dieci anni per via di una maledizione, oltre a diversi racconti.

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L’Anonimo valgrignino - a cura di Francesco Visentini

Nel corso delle sue ricerche tra i volumi dell’archivio parrocchiale di Cividate Camuno, Francesco Visentini, giovane studioso bresciano classe 1991, si imbatte in un insolito ritrovamento. Mentre sfoglia le pagine di un antico regesto dei morti del XIII e XIV secolo, trova infatti sei fogli di pergamena di diversa fattura uniti in un piccolo opuscolo mal rilegato.

La curiosità di Visentini cresce ancor di più quando si rende conto che sulle pergamene sono riportati otto componimenti in versi di chiaro gusto stilnovista non altrove attestati e attribuibili alla mano di un autore ancora sconosciuto, probabilmente vissuto tra il 1270 e il 1318.

“L’Anonimo Valgrignino. Una fortuita scoperta negli archivi di valle Camonica” (Gam, 2022) presenta l’analisi condotta da Visentini sullo stile e sul contenuto di questi componimenti al fine di poter identificare il loro anonimo compositore. La silloge ritrovata è davvero l’opera di uno scrittore trecentesco vissuto per alcuni anni in Valle Camonica o è un ingegnoso falso realizzato da un anonimo burlone nato qualche decina di anni fa?

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Terra avara - Faustino Pinelli ... [et al.] intervistati da Beppe Prati e Daniele Bonetti

La Valverde (una spaziosa area che comprende i paesi di Botticino, Caionvico e Rezzato) è una sorta di conca che, per quanto riguarda il territorio di Botticino, risulta incassata tra i filari destinati al “Botticino rosso” e le cave dell’omonimo marmo esportato in tutto il mondo. Un tempo era una landa paludosa e inospitale a causa delle frequenti esondazioni del torrente Rino. Furono i frati benedettini nel XII secolo a deviarne il corso ma, anche dopo le opere di bonifica, l’area rimase ostica e difficile da coltivare, con rese agricole lontane da quelle della Bassa. Eppure, nel corso del Novecento, nella Valverde dominata dai nobili Cazzago sono cresciute generazioni di mezzadri. Tra questi, nella cascina al numero 13 di via Sott’acqua, c’erano anche gli avi di Beppe Prati, curatore insieme a Daniele Bonetti, del volume “Terra avara”, edito da GAM, un’opera che ha raccolto in diciassette interviste alcune delle Voci della Valverde tra mezzadria e el médol.

Il libro presenta testimonianze di contadini e contadine provenienti da famiglie coloniche, talvolta con un’esperienza anche in cava e in fabbrica. I loro ricordi, spesso frammentari ma ricchissimi di dettagli, restituiscono un ritratto intenso dell’Italia rurale del secolo scorso, un Paese povero e pieno di disuguaglianza, in cui l’agricoltura scandiva il ritmo delle giornate e l’assetto sociale sembrava destinato a durare per sempre. “Terra avara” è “una requisitoria corale sulle ingiustizie patite”, come sottolinea Massimo Tedeschi nella prefazione, perché la nostalgia, quando è sincera, non cancella la memoria della fatica, della precarietà e della guerra.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/terra-avara-valverde-di-botticino/

Föra come ‘n balcù - Costanzo Gatta

Una copertina nera che evoca il profumo dell’inchiostro e su cui è stampato, dentro un piccolo rettangolo somigliante a un’etichetta, il curioso disegno di un uomo che indossa più cappelli contemporaneamente. Così si presenta “Föra come ‘n balcù” di Costanzo Gatta (GAM, 2019), un sottile e intrigante libro in cui il giornalista, scrittore e drammaturgo racconta, con grande umanità ed empatia, un’ampia carrellata di bresciani e di bresciane eccentrici, stravaganti e, per l’appunto e come si suol dire, “fuori come balconi”.

Intellettuali, donne coraggiose, figure passate alla storia e mezzi sconosciuti, musicisti, scienziati veri e falsi, nobili, militari, prostitute, geni dimenticati, poeti e aspiranti tali, artisti, sportivi, sacerdoti e religiose, sgrammaticati, commercianti e molti altri ancora: ecco i protagonisti e le protagoniste del libro di Gatta. Ad accomunarli tutti, una vena di sana follia o, più semplicemente, un genuino coraggio e un gran cuore da cui sono derivate azioni insolite e ardite. Uomini e donne di Brescia e provincia che, fra Otto e Novecento, hanno affrontato il mondo armati di fantasia, ispirazione, inventiva, furbizia, gentilezza e amor di patria. Nel suo libro interessante e piacevole, Gatta li fa rivivere a ogni riga, ritraendoli con parole precise e giuste. Senza emettere alcun giudizio, restituisce a ciascuno il meritato posto nella memoria di Brescia e del Bresciano, una terra dalle tante difficoltà e dalle tante bellezze, per la quale è valsa la pena vivere, sperare, combattere e osare.

La recensione completa la trovate qui: https://www.bresciasilegge.it/fora-come-n-balcu-costanzo-gatta/

Memorie di un fiore di campo - Emma Cremaschini

Emma Cremaschini ci ha preso gusto a scrivere e, anche in questa sua seconda opera, riesce a creare un trama avvincente dove emozioni, gioie, dolori, presente e passato si mescolano alla perfezione. Emma ha dato forma ad un libro nel quale l’anziano protagonista, Ettore, si trova in una situazione talmente determinante per la sua vita da spingerlo a fare qualcosa a cui mai aveva pensato prima. L’uomo, residente a Londra, ha capito che non ha più nulla da perdere e decide di raccontare la sua vita allo Speakers’ Corner presente in Hyde Park, quel particolare punto del parco in cui ogni persona è libera di andare e dire la propria. Per lui questo gesto non significa solo mettersi alla prova, ma anche trovare il coraggio di rivolgersi a degli emeriti sconosciti. Una mossa forte, che porterà nella vita di Ettore nuove persone, incuriosite dal vissuto di quell’anziano italiano solitario. Lui, solo da sempre, sentirà che ora ha bisogno di aprirsi all’altro e che è arrivato il momento giusto per lasciare entrare quelle persone nella sua vita, quell’arco esistenziale dove i ricordi hanno un ruolo importante.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/memorie-di-un-fiore-di-campo-lincontro-tra-passato-e-presente-nel-secondo-romanzo-della-giovane-autrice-emma-cremaschini/

Flash - Marcell Jacobs

L’1 agosto del 2021 eravamo tutti lì, incollati a uno schermo, ovunque ci trovassimo. La finale olimpica dei 100 metri maschili è uno di quegli eventi che da sempre suscitano l’attenzione anche dei più disinteressati agli accadimenti sportivi, ma quel giorno l’occasione era fra le più straordinarie, anzi unica: per la prima volta un atleta italiano, di origini bresciane, Marcell Jacobs, gareggiava nella finale regina di tutte le gare olimpiche. Mai nessun atleta italiano, prima d’allora, era entrato nell’Olimpo degli otto finalisti dei 100 metri, gli uomini più veloci del mondo, le imprese dei quali consentono a qualsiasi spettatore di sentirsi parte di un evento destinato a entrare nella storia, se non nella leggenda.

Ebbene, l’1 agosto del 2021, Marcell Jacobs, atleta sino ad allora ignoto ai più, si consacrò come il vincitore dell’oro olimpico, polverizzando in 9’’ 80 tanto il record italiano quanto quello europeo.

La fatica, la passione, la determinazione che si celano dietro a una tale impresa ci sono raccontate nell’appassionante autobiografia di Marcell Jacobs, "Flash". Pagina dopo pagina Jacobs ci svela i retroscena di una vittoria che è il risultato di un lavoro di squadra, della collaborazione e della dedizione di più persone, ciascuna con il proprio carico di entusiasmo e di conoscenza, ma che è soprattutto l’esito di un costante lavoro dell’atleta su se stesso, sul proprio corpo e sul complesso intreccio che lega fisico e mente.

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Anna si è svegliata - Alessandra Albertini

Anna non lo sapeva, ma stava dormendo. Un sonno strano, perché in realtà respirava, lavorava, si occupava di suo figlio e ogni mattina apriva gli occhi accanto a suo marito. Un giorno, però, Anna si sveglia e si accorge che quella che aveva sempre pensato essere una vita ordinata, agiata, serena, non era altro che un’esistenza piena di crepe. Merito del bacio del principe azzurro? Niente affatto. Il brusco scossone è causato da un evento esterno potenzialmente devastante, la scoperta di una malattia che mette in discussione tutto: le scelte fatte più per gli altri che per se stessa, una maternità vissuta con una determinazione forse ossessiva, i sensi di colpa verso un uomo da cui si è allontanata impercettibilmente, anno dopo anno, senza quasi accorgersene.

Con “Anna si è svegliata”, il suo primo romanzo, Alessandra Albertini mette in scena con toni asciutti, dolenti ma mai vittimistici, una donna insicura, spaesata, impaurita, abituata a farsi trascinare dagli eventi più che a dominarli, desiderosa di riaprirsi alla vita ma incapace di trovare una strada tutta sua per farlo.

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Poteva andare peggio - Simone Rocchi

Esistono parole che possono cambiarci la vita? Padroneggiarle, più o meno inconsapevolmente, è la dote che rende speciale Jack Alighieri, protagonista di “Poteva andare peggio”, il nuovo romanzo di Simone Rocchi (Edizioni Effetto, 2021).

Bergamasco di nascita e bresciano d’adozione, l’autore lavora per un importante istituto bancario e collabora con riviste e testate locali. Dopo il felice esordio con “Qualcosa inventeremo” (Edizioni Effetto, 2019), Rocchi torna a raccontare le surreali vicende di Giacomo Alighieri, per gli amici Jack, un trentenne single e “senza straripanti progetti all’orizzonte”. La professione di Jack, però, non è esattamente tra le più comuni; lavora infatti per la GM Consulting, una misteriosa ONG svizzera che, attraverso bonifici cifrati, lo paga lautamente per “raccontare storie”.

“Poteva andare peggio” è un romanzo dal ritmo frenetico, scritto in mondo brillante e divertente, con uno stile che riporta alla mente certe atmosfere care a Benni e Pennac. La lievità, però, non è mai leggerezza e, nelle rocambolesche vicende di Jack Alighieri, si cela una riflessione sul potere reale delle storie e su quella speciale connessione tra esseri umani che solo le parole giuste riescono a creare.

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Il tempo non si è fermato - Tullio Clementi e Luigi Mastaglia

Nel corso del Novecento, la storia del mondo del lavoro in Valle Camonica è stata caratterizzata dai grandi cantieri edili che hanno portato alla costruzione di fondamentali strade e infrastrutture, di imponenti dighe e di impianti idroelettrici all’avanguardia.

“Il tempo non si è fermato”, pubblicazione realizzata dal Circolo Culturale Ghislandi di Breno in collaborazione con Cisl Brescia-Vallecamonica e Cgil Vallecamonica-Sebino, costituisce una precisa analisi del ruolo giocato dal settore edile nella trasformazione economica e industriale del territorio della Valle Camonica durante il Novecento. Gli autori Tullio Clementi e Luigi Mastaglia, forti di una conoscenza del mondo del lavoro camuno maturata grazie a una pluridecennale esperienza all’interno dei sindacati, hanno realizzato una sistematica opera di assemblaggio di documenti preesistenti e di nuove testimonianze relativi ai cantieri idroelettrici e alle storie degli operai che hanno lavorato al loro interno.

Il risultato è un corposo volume capace di offrire una panoramica completa sull’evoluzione del lavoro edile dal secolo scorso fino ai giorni nostri, mettendo in risalto lo stretto rapporto con le trasformazioni politiche e sociali del territorio camuno. “Il tempo non si è fermato” non si limita infatti a raccontare il passato, ma apre spunti di riflessione utili per comprendere le prospettive presenti e future dello sviluppo economico della Valle Camonica.

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L'inganno della mantide - Francesca Romano

Sette sorprendenti storie a sfondo noir, eclettiche e a tratti paradossali, che come dei piccoli thriller lasciano il lettore col fiato sospeso. “L’inganno della mantide” (Calibano, 2022) è una raccolta di racconti che portano la firma della bresciana Francesca Romano, già autrice di precedenti pubblicazioni in diverse antologie, e che solo in apparenza sono scollegati tra di loro.

Ambientati nella vasta provincia di Brescia, in primis nella zona lacustre del Garda, le storie ruotano infatti attorno a un unico filo conduttore che il lettore tocca immediatamente con mano, cioè al tema dell’inganno (a cui allude già il riferimento, contenuto nel titolo, alla mantide orchidea, che si mimetizza abilmente per catturare la preda).

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