Francesca Scotti

زندگی کے بارے میں

Classe 1991. Cresciuta in Franciacorta, vive a Brescia, sua città natale. Ha studiato letteratura inglese e tedesca, laureandosi con una tesi sui rapporti fra la cultura tedesca e il nazionalsocialismo. Legge e scrive per vivere. È autrice della silloge di racconti “La memoria della cenere” (Morellini, 2016) e dei romanzi “Figli della Lupa” (Edikit, 2018), “Vento porpora” (Edikit, 2020) e "La fedeltà dell'edera" (Edikit, 2022). Anima rock alla perenne ricerca di storie della resistenza bresciana, si trova maggiormente a suo agio tra le parole dei libri e sui sentieri di montagna.

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Il sogno del Medioevo - a cura di Paolo Boifava

Il libro “Il sogno del Medioevo – Gaetano Bonoris e il castello di Montichiari” (edito da Grafo), curato da Paolo Boifava, è stato pubblicato in occasione dell’omonima mostra allestita a Montichiari lo scorso anno in ricordo del Conte Gaetano Bonoris, nella ricorrenza del centenario della sua scomparsa.

Un bel volume che, partendo dalla storia e dall’architettura dell’eclettico castello eretto a cavallo tra Otto e Novecento dopo non poche vicissitudini sulle rovine di un’antica rocca, racconta attraverso una carrellata di brevi saggi scritti da autorevoli studiosi uno dei personaggi più affascinanti del secolo scorso e cioè Gaetano Bonoris, ricco rentier e aspirante aristocratico, benefattore istrionico che molto ha dato alla comunità monteclarense sia sotto il profilo culturale sia – specie dopo la sua morte – sotto quello assistenziale.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/il-castello-di-montichiari/

Lo xenodochio di Le Gerole - Andrea Pola

Una piccola, preziosa, pubblicazione è nata dalla ricerca personale del bresciano Andrea Pola, pensionato ex geometra nativo di Borgosatollo, con lo scopo di colmare una lacuna non soltanto bibliografica raccontando e salvando dall’oblio un luogo ricco di storia.

“Lo xenodochio di Gerole”, edito da Marco Serra Tarantola Editore (2023), ha per protagonista il complesso architettonico originario del XIV secolo, situato alle porte della città, tuttavia “completamente dimenticato”, che per secoli ebbe la funzione appunto di “xenodochio” cioè di ospizio gratuito per forestieri e pellegrini. Poco noto ai bresciani è anche lo stesso borgo ospitante, Le Gerole, frazione di Brescia costituita da poche case tra gli alberi, in un lembo di campagna che l’inurbamento di San Polo e le infrastrutture stradali di alta percorrenza hanno, per ora, risparmiato.

Il testo, ben scritto, chiaro e scorrevole, è alla portata di tutti. Oltre a descrivere il borgo e le vicende storiche dello xenodochio (compresa la sua evoluzione planimetrica), ci parla della politica ecclesiale degli ordini sul territorio, del transito dei pellegrini e delle nobili famiglie bresciane coinvolte, tutto in pochi, chiari, passaggi di sintesi, comprensivi di descrizione degli aspetti artistici e architettonici.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/lo-xenodochio-di-gerole-andrea-pola/

I lupi e l'agnello - Sergio Arcai

Un delitto, una giovane donna uccisa brutalmente, un colpevole senza alcun alibi a cui aggrapparsi. Un processo che il Pubblico Ministero vede già come chiuso e vinto, senza alcun ragionevole dubbio. Un processo che l’avvocato difensore è deciso a stravolgere, perché nulla è come sembra.

Nel romanzo “I lupi e l’agnello”, Sergio Arcai, conosciuto per aver esercitato per circa quarant’anni come avvocato penalista e aver partecipato ad alcuni dei processi di maggior risonanza sia locale che nazionale, mette in mostra tutta la sua conoscenza legale portando il lettore a cambiare in corso d’opera la propria idea sul caso narrato.

Trovate qui la recensione completa di Brescia si legge: https://www.bresciasilegge.it/i-lupi-e-l-agnello-sergio-arcai/

Il lago come romanzo - Mauro Pennacchio

È vero che il Sebino, noto ai più come lago d’Iseo, è ancora così poco conosciuto? La ‘rivalsa’ di questo specchio d’acqua è sicuramente iniziata dopo l’installazione artistica “Floating Piers” del 2016 quando, come l’autore del libro che vi presentiamo dice, “il brutto anatroccolo è diventato un bellissimo cigno”. Perché il Sebino porta con sé tante storie, oltre che un contorno naturalistico non indifferente. Le alte sponde bresciane che calano a picco sul lago, i boschi, i piccoli paesi costieri che ancora oggi emanano un’atmosfera d’altri tempi lo rendono un luogo da esplorare e da leggere.

Mauro Pennacchio, docente di storia e filosofia e cultore di storia sociale e religiosa, ci aiuta per l’appunto in questa scoperta nel suo “Il lago come romanzo” (edito da La Quadra nel 2023), in cui racconta vari episodi svoltisi sulle rive lacustri bresciane e bergamasche del Sebino.

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Frammenti di vite dipinte - Paola Bonfadini

Una nuova pubblicazione sui soffitti lignei sancisce in modo definitivo Paola Bonfadini come la massima esperta locale, tra le maggiori a livello nazionale, di questo particolare filone della ricerca storico-artistica. La ricordiamo immersa con passione nell’ambito “soffittologico” già nei primi anni duemila, quando teneva le prime conferenze sull’argomento e pubblicava, per Starrylink, il libro: “Colori di legno – Soffitti con tavolette dipinte a Brescia e nel territorio (secoli XV-XVI)”. E, più recentemente, per il suo articolo “Dame, draghi e cavalieri: nuovi studi sui soffitti lignei bresciani (XV-XVI secolo)” apparso in un recente libro sull’argomento pubblicato da Silvana Editoriale [D’Arcano Grattoni M., Fratta de Tomas F. (a cura di), Cieli dipinti. Soffitti lignei nell’Europa meridionale fra Medioevo e Rinascimento – Atti del convegno internazionale di studi Udine e Cividale del Friuli 8-10 novembre 2019, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI) 2023].

Il nuovo volume dal titolo “Frammenti di vite dipinte” (edito da Com&Print nel 2023) raccoglie quindi la ventennale esperienza di ricerca, sempre col naso all’insù, della professoressa Bonfadini, laureata in paleografia e diplomatica, specializzata in Storia dell’Arte e delle Arti Minori. L’approccio è, come si dice in gergo, “scientifico”, ovvero il testo, scorrevole ed elegante, è punteggiato di riferimenti bibliografici e note di dettaglio che sostengono ogni affermazione. Anche le didascalie, a completamento delle immagini, sono sempre molto precise, sintetiche ed esaustive. In più, traspare un senso di leggera allegria, propria dell’autrice.

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La culla di Giuda - Manuela Corsino

Se amate il genere horror / splatter e siete riusciti a non chiudere gli occhi davanti a film come “Saw l’enigmista” o “Hostel”, ma siete anche riusciti a piangere davanti a storie di amicizia come quelle narrate in “Sleepers” o “Stand by me – Ricordo di un estate”, allora non perdetevi questo romanzo: “La culla di Giuda”, opera dell’autrice navense Manuela Corsino ed edito da Swanbook (2023), è uno di quei libri che riesce, in poche pagine, a farvi rabbrividire al pensiero di certe azioni, ma anche a riflettere sui rapporti umani.

Ambientato nel cuore di San Polo, tra palazzi che ospitano un mondo variegato di persone, ragazzi, bambini, il romanzo copre un arco temporale di più di vent’anni che va dai primi anni 2000 a un presente tormentato da una vecchia storia proveniente dal passato.

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Arnaldo - Fabio Costa

Una delle principali piazze di Brescia, lo storico liceo classico cittadino, associazioni culturali, varie attività commerciali: tante sono le realtà locali che si richiamano alla figura di Arnaldo, frate agostiniano e predicatore, condannato e giustiziato come eretico in pieno Medioevo.

Per quanto curioso sia questo legame della città con un personaggio che, a dire il vero, a Brescia trascorse ben poca parte della propria vita, l’immagine accigliata di Arnaldo che osserva severo i suoi concittadini dall’alto del monumento a lui dedicato, è ben presente a tutti. E chissà che qualcuno abbia anche notato la non casuale somiglianza del frate con Giuseppe Mazzini!

Fabio Costa, laureato in Scienze Politiche e in Scienze Storiche, propone nel suo “Arnaldo. Storia di un bresciano ribelle” un puntigliosissimo resoconto dello stato dell’arte inerente le ricerche sulla figura di Arnaldo.

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La strada del soccorso - Alessandro Brodini

La strada del Soccorso che, parafrasando Omero, “infiniti addusse lutti ai bresciani”, è un luogo poco conosciuto e ancora meno nota è la sua storia. Dove si trova, perché si chiama così e soccorso in favore di chi? A queste ed altre domande fornisce puntuali risposte il libro di Alessandro Brodini intitolato proprio “La Strada del Soccorso”, edito da Grafo nel 2023 e corredato da sontuose e ricercate immagini.

La storia della strada del Soccorso, che si intreccia da secoli con quella della città di Brescia, è lunga e interessante. Per di più, ora questa strada è diventata una piacevolissima passeggiata, resa ulteriormente gradevole dall’illuminazione appositamente studiata e che la rende ancora più suggestiva. Letto il libro ed apprezzate le splendide fotografie, non resta che calzare scarpe comode e partire!

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Storie di donne nascoste nel volto di Brescia - Claudia Speziali

In “Storie di donne nascoste nel volto di Brescia”, la bresciana Claudia Speziali, laureata in Storia contemporanea e docente alle scuole superiori, ci offre sette itinerari cittadini, più uno museale, per scoprire la storia delle donne che sono state protagoniste, nei secoli, delle vicende della città, anche se sempre all’ombra di padri o mariti.

Speziali accompagna il lettore in una passeggiata virtuale per vie e piazze di Brescia. La minuziosa descrizione dei fatti storici, le fonti citate, l’accuratezza delle descrizioni artistiche rendono questa guida un vero tesoro. E una volta che il lettore sarà realmente in città gli sembrerà di scorgere alle finestre dei palazzi i volti nascosti delle donne del libro o di intravederle nei vicoli.

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La benandante - Sara Cremini

Pezzaze (Valle Trompia), ottobre 1956. La ventenne Martina Richiedei, a poche ore dalla morte dell’amato nonno, scompare durante la notte senza lasciare traccia. Nessuno ha visto né sentito niente. La sorella Piera la cerca ovunque, insieme ai carabinieri, ma senza risultato. Si è come volatilizzata nel nulla.

Marcheno (Valle Trompia), ottobre 1986. A distanza di trent’anni, Piera non ha perso la speranza di ritrovare la sorella, ma ora che sta per lasciare questo mondo affida a un carabiniere di fiducia gli ultimi appunti di Martina e del nonno. Forse tra quelle pagine è nascosto qualche indizio per ritrovarla. Quei diari, fitti di scritte strampalate, riusciranno a risolvere il mistero della scomparsa della giovane?

Tra spiriti maligni, morti che fanno ritorno e stregoni, ci addentriamo così nel mondo magico della Valle Trompia de “La benandante” di Sara Cremini, un avventuroso fantasy costruito a partire dalle leggende locali che l’autrice ha raccolto e miscelato alla sua fantasia.

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Mary Cressari - Paolo Venturini

Il ciclismo è uno di quegli sport che, da sempre, muove folle di tifosi lungo strade, salite e circuiti. È uno sport popolare, di quelli che basta poco per entrare nei sogni dei bambini e nelle scommesse dei grandi. Ma, come tutti i grandi sport, è stato per la maggior parte del suo tempo – ed in parte lo è tuttora – uno sport prevalentemente maschile.

Da Fausto Coppi a Gino Bartali, da Miguel Indurain a Marco Pantani, i grandi nomi sono tutti maschili. O meglio: quelli che per primi ci vengono in mente sono prevalentemente maschili. Ma la tenacia, la grinta, la voglia di emergere sulle due ruote deve molto anche a nomi come Giuditta Longari e Elisabetta Maffeis, Stefania Bardelli e Florinda Parenti sino alla giovane Elisa Longo Borghini. O, tra tutte, alla pluricampionessa e detentrice del record del mondo di velocità Mary Cressari, bresciana di Fornaci, borgo alla periferia sud ovest di Brescia.

Paolo Venturini, redattore del Giornale di Brescia appassionato di ciclismo, nel suo ultimo lavoro “Mary Cressari. La donna dei record” non esalta solo la donna sportiva ma riesce, con un stile semplice ed accattivante al tempo stesso, a far capire al lettore tutte le difficoltà a cui una donna, all’epoca, doveva andare incontro per poter essere libera.

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Appetricchio - Fabienne Agliardi

I luoghi della nostra infanzia si cristallizzano nella nostra memoria come custodi di ricordi felici e spensierati. Cosa ci spinge, quindi, ad allontanarci da questi posti carichi di suggestione e di magia? E per quale motivo decidiamo di farvi ritorno quando cerchiamo un rifugio in cui sentirci al sicuro?

Pochi giorni prima del lockdown nazionale, la famiglia Bresciani, di cognome e di fatto, decide di mettersi in viaggio lungo l’Italia per ritornare dopo oltre vent’anni a Petricchio, il paesino lucano dove è nata mamma Rosa e dove i gemelli Mapi e Lupo hanno trascorso le loro vacanze d’infanzia, con la speranza di trovare una serenità perduta e risposte mancate.

“Appetricchio”, secondo romanzo di Fabienne Agliardi presentato dagli Amici della domenica al Premio Strega 2024, è il racconto di un ritorno alle origini verso la Petricchio di ognuno di noi, verso quel «posto immaginifico escluso dalle mappe e fuori dalle rotte» in cui «abbiamo disegnato i nostri momenti felici».

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Melinoe vestita di zafferano - Nicola Brami

Dopo l’esordio con “Tutti se ne vanno” (Torre dei Venti, 2020), Nicola Brami, autore originario di Ghedi, è tornato in libreria nel febbraio 2024 con “Melinoe vestita di zafferano”, un romanzo ipnotico che racconta un dramma familiare legato a un evento tragico del passato e alla misteriosa apparizione di un doppio.

Le storie di Enea, giovane professore di matematica, e di suo fratello Nicola, scrittore di successo, si intrecciano a quella di Melinoe, un’oscura ragazza che grazie alla conoscenza di antichi riti esoterici sembra essere in grado di alterare la realtà, piegandola ai propri desideri.

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La particella sconosciuta - Enrica Recalcati

Enrica Recalcati, milanese di nascita, ma bresciana d’adozione, ha vissuto molte vite e coltiva diverse passioni, prime fra tutte il teatro e la scrittura. Dopo numerose pubblicazioni per diverse case editrici, a settembre 2023 è tornata in libreria con “La particella sconosciuta”, un romanzo che risulta difficile incasellare in un solo genere.

Nadia, protagonista e voce narrante, è una donna dal passato difficile che racconta le sue cicatrici con pudore e speranza verso il futuro. Dopo poche pagine, la sorprende una disgrazie inaspettata: la morte misteriosa della nipotina, la figlia appena nata della sorella minore, Caterina.

Quello che sembra il racconto dell’elaborazione di un lutto crudele e impossibile da comprendere si trasforma presto in un intricato caso poliziesco in cui niente e nessuno è quello che sembra.

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Storia della famiglia Chizzola - Lothar Chizzola

L’autore è l’ing. Lothar von Chizzola, residente a Vienna, che ha deciso di pubblicare nella città d’origine della sua famiglia questo libro di memorie, trovando nel giovane editore San Faustino di Marco Gussoni un valido aiuto locale. Ne è nato un volume prezioso, sintesi di decenni di ricerche, alle quali hanno contribuito personalità di spicco della Brescia intellettuale: dal conte Fausto Lechi a monsignor Paolo Guerrini, dallo storico Fabrizio Pagnoni al dottor Giovanni Averoldi, per citarne solo alcuni.

La ricostruzione di fatti e personaggi di famiglia, con rammarico non esaustiva per scarsità delle fonti reperibili, offre una visione d’insieme senza potersi dire “opera storica” vera e propria. Tuttavia ricchissima, è essenzialmente la ricostruzione ragionata dell’albero genealogico dei nobili Chizzola, alleggerita dalla forma in prima persona, che rende la lettura piacevole come l’appassionata confidenza di un nonno ai suoi nipoti.

Tutto ciò che viene narrato è frutto di fonti certe ed attendibili, che l’autore ha rintracciato e selezionato, senza lasciare spazio alla fantasia, nel rispetto degli avi e con intento di lascito ai posteri. Novecento anni di storia privata, personale, e, al contempo, cittadina, che viene consegnata alla collettività da un discendente: Lothar figlio di Silvio, figlio di Karl, figlio di Paul, quest’ultimo responsabile dello spostamento dei Chizzola oltralpe.

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